STATUTO dell’Associazione “Comunione Unitariana Italiana – Unione degli Unitariani, Universalisti e liberi credenti”

Articolo 1
DENOMINAZIONE E SEDE: E’ costituita in forza dell’art. 19 della Costituzione della Repubblica Italiana e nel rispetto dell’ art. 36 e seguenti del Codice Civile, l’Associazione religiosa denominata “Comunione Unitariana Italiana – Unione degli Unitariani, Universalisti e liberi credenti” o più brevemente “Comunione
Unitariana Italiana” (di seguito “Associazione”), con finalità circoscritte a tale ambito; la sede legale è a Contrada Paese Vecchio 22, 63839 – Servigliano (FM)

Articolo 2
SCOPI E FINALITA’:
L’Associazione si propone di promuovere e testimoniare sul piano religioso, culturale e sociale i valori
espressi nelle seguenti dichiarazioni:
“Noi Universalisti Unitariani Italiani, promotori e membri della “Comunione Unitariana Italiana – Unione degli
Unitariani, Universalisti e liberi credenti”, crediamo nella possibilità della persona umana di costruirsi nella
sua piena dignità attraverso l'apertura all'origine comune, ai legami, alla diversità e al futuro condiviso di
tutte le vite come esperienza di crescita morale, sociale e spirituale.
In virtù di questa convinzione, crediamo nella costruzione di una realtà inclusiva attraverso l'affermazione e
la promozione di alcuni Principi:
· Il valore e la dignità propria di ogni persona;
· La giustizia, l’equità e la compassione nei rapporti umani;
· L’accettazione reciproca e l’incoraggiamento alla crescita spirituale tra i membri della nostra comunità;
· La libera e responsabile ricerca della verità e del significato della vita;
· Il diritto della coscienza e l’utilizzo del processo democratico nella congregazione, nei suoi gruppi e nella società in generale;
· L’obiettivo di una comunità globale con pace, libertà, e giustizia per tutti;
· Il rispetto per la rete interdipendente di tutta l’esistenza della quale facciamo parte.
Noi crediamo, inoltre, in una pratica spirituale, supportata dal dialogo, dall’esperienza e dalla ragione, che sappia stimolare e testimoniare l’inclusione della diversità e l’eguale dignità di ogni persona; la fondamentale Unità della Vita e la riconciliazione dell’essere umano con il fratello e con la sua radice spirituale; l’ausilio della razionalità libera da dogmi e gerarchie nella progressiva ricerca della verità e la libertà di scelta e di coscienza; la continua perfettibilità del mondo e dell’essere umano ed il valore della testimonianza profetica, come motore dell’evoluzione morale e spirituale dell’umanità; la gratuità dell’impegno etico, che, mosso dall’ispirazione dello Spirito, non necessita di premi o di punizioni; la rilettura di testi, simboli e riti alla luce della ragione e dell’universalità dell’esperienza spirituale.
L’Associazione si propone di supportare tale pratica attraverso l’approfondimento e l’apporto di molteplici
Fonti di ispirazione:
· L’esperienza diretta di quel trascendente mistero e meraviglia, affermata in tutte le culture, che ci spinge ad un rinnovamento dello spirito e ad un’apertura alle forze che creano e sostengono la vita;
· Le parole e le azioni di uomini e donne profetici che ci sfidano a confrontare le potenze e le strutture del male con la giustizia, la compassione e la potenza trasformatrice dell’amore;
· La saggezza delle religioni del mondo che ci ispira nella nostra vita etica e spirituale;
· Gli insegnamenti ebraici e cristiani che ci chiamano a rispondere all’amore di Dio, amando i nostri prossimi come noi stessi;
· Gli insegnamenti umanisti che ci consigliano di seguire la guida della ragione ed accettare i risultati della scienza e che ci mettono in guardia contro le idolatrie della mente e dello spirito;
· Gli insegnamenti spirituali delle tradizioni incentrate sulla Terra che celebrano il circolo sacro della vita e ci suggeriscono di vivere in armonia con i ritmi della natura.
· Gli insegnamenti della nostra storia unitariana ed universalista, che nel tempo ci ha fornito esempi e modelli di religiosità liberale.”
Per il perseguimento di tali scopi l’Associazione:
– organizza cerimonie ed attività liturgiche e spirituali attraverso l’attività di Ministri di culto da essa riconosciuti e consacrati;
– si avvale di stampa, mezzi radio televisivi, siti internet, social network ed ogni altro mezzo ritenuto utile alla diffusione e alla testimonianza del proprio messaggio religioso, etico e culturale;
– pone in essere iniziative volte a tradurre i propri principi e la propria ispirazione in un concreto lavoro di sensibilizzazione ed aiuto verso gli esclusi, i diversi ed i bisognosi;
– organizza iniziative formative per l’adeguata formazione dei propri Ministri, la preparazione culturale dei propri membri e l’integrazione ed il dialogo con le loro famiglie e le loro comunità;
– offre, secondo le sue possibilità e finalità, sostegno pastorale e spirituale ai propri membri e alle persone interessate;
– organizza, secondo le sue possibilità e finalità, attività di educazione religiosa ed ecumenica in accordo alle richieste delle famiglie e della comunità.

Articolo 3
ORGANI: Organi dell’Associazione sono:
– Il Comitato Esecutivo;
– il Sinodo Pastorale;
– il Presidente;
– l’Assemblea degli Associati.
COMITATO ESECUTIVO: il Comitato Esecutivo è responsabile dell’organizzazione complessiva delle attività e di tutti gli adempimenti amministrativi di fronte alla legge, nomina il Presidente, delibera la quota associativa per l’anno successivo, propone all’Assemblea la nomina dei Ministri di Culto tra le persone ritenute adeguatamente formate dal Sinodo Pastorale. Esso è eletto dall’Assemblea, che nomina all’uopo una Commissione Elettorale, con il compito di proporre la composizione del Comitato Esecutivo, avendo cura di
rappresentare la pluralità di ispirazioni culturali presenti nell’Associazione e le competenze necessarie allo
svolgimento delle attività. Per lo svolgimento di specifiche attività nell’ambito dello scopo dell’Associazione il Comitato Esecutivo può  delegare dei responsabili di progetto. Deve inoltre nominare, tra i propri membri che non siano Ministri di Culto, un tesoriere per la gestione della cassa comune e la tenuta dei conti.
Il Comitato Esecutivo è eletto ogni anno. Il numero dei membri del Comitato Esecutivo è definito dalla Commissione Elettorale.
Il Comitato Esecutivo si riunisce mensilmente in seduta ordinaria tramite video-conferenza. Sono ammesse deleghe, purché ad altri associati, in forma scritta e limitatamente alla singola seduta.
Le deliberazioni vengono adottate col voto favorevole della maggioranza dei membri del Comitato.
La convocazione avviene tramite messaggio all’indirizzo e-mail, comunicato al momento dell’insediamento del Comitato, con almeno due giorni di preavviso.
In caso di urgenza il Comitato può riunirsi in seduta straordinaria con le modalità previste per la seduta ordinaria.
Le deliberazioni sono vincolanti per tutti gli associati con i limiti previsti dal presente Statuto.
Per le operazioni di acquisto, cessione e di locazione di immobili, per l’apertura di nuovi locali di culto e per tutte quelle operazioni che richiedono il finanziamento da parte degli associati, dovrà essere sentita con parere consultivo anche nella stessa seduta, l’assemblea degli associati.
Ove non specificatamente indicato nella convocazione, ogni associato ha diritto di assistere come uditore ai
lavori del Comitato Esecutivo.
SINODO PASTORALE: è composto da tutti i Ministri di Culto e dai membri “confermati” (ossia che, dopo almeno 2 anni di regolare frequentazione della comunità ed un percorso formativo di un anno abbiano svolto il rito della Confermazione) che abbiano deleghe ad attività pastorali; consacra i nuovi Ministri di Culto;
presiede e coordina la formazione dei Ministri di Culto ed i percorsi formativi per la Confermazione; coordina le attività di carattere religioso, liturgico, spirituale e pastorale, sulla base di linee guida, che esso propone annualmente, o con cadenza più ristretta ove se ne ravvisi la necessità, all’approvazione dell’Assemblea.
PRESIDENTE: è eletto annualmente dal Comitato Esecutivo di nuovo insediamento tra i membri del Sinodo Pastorale, tra i membri “confermati” o tra gli associati con almeno 4 anni continuativi di regolare iscrizione all’Associazione. Convoca l’Assemblea in seduta ordinaria o straordinaria, di sua iniziativa o sulla base di quanto previsto all’articolo 5 del presente Statuto. Al Presidente o ad altro membro del Comitato Esecutivo da questi incaricato competono i poteri di rappresentanza di fronte a terzi ed alle autorità e di firma degli atti sociali, nonché l’onere di proporre all’Assemblea il rendiconto finanziario ed economico annuale.
ASSEMBLEA: è costituita dall’insieme degli Associati; è convocata almeno una volta l’anno per l’approvazione
del rendiconto economico e finanziario ed il rinnovo degli organi sociali; può essere convocata, ove ciò faciliti
e non ostacoli la più ampia partecipazione, attraverso modalità on-line, che permettano comunque una chiara identificazione del partecipante; elegge il Comitato Esecutivo nominando apposita Commissione Elettorale e votandone le proposte; approva le linee guida proposte dal Sinodo Pastorale e la nomina di
nuovi Ministri di Culto proposti dal Comitato Esecutivo; offre parere consultivo per le operazioni di acquisto, cessione e di locazione di immobili, per l’apertura di nuovi locali di culto e per tutte quelle operazioni che richiedono il finanziamento da parte degli associati.
Ogni associato che abbia compiuto la maggiore età ha medesimi diritti di voto in Assemblea e di libera eleggibilità nel Comitato Esecutivo e, fatti salvi modalità e requisiti previsti dal presente Statuto, nel Sinodo Pastorale e nella carica di Presidente. Per ogni voto vale il principio del voto singolo ed è vietato il cumulo di
deleghe.

Articolo 4
PATRIMONIO E GESTIONE: I beni patrimoniali sono quelli trascritti nel libro dei beni patrimoniali, mentre l’Associazione farà fronte ai propri obblighi mediante quote associative, offerte, lasciti, donazioni, contributi di pubbliche amministrazioni, enti pubblici e privati, istituti di credito, i quali andranno a costituire il fondo comune dell’Associazione. Per l’andamento gestionale verrà tenuto un libro cassa nel quale verranno specificate le entrate e le uscite ed annualmente verrà tenuta entro il 31 maggio un’Assemblea ordinaria per il rendiconto economico e finanziario dell’anno precedente. L’avviso di convocazione verrà esposto presso la sede legale dell’Assemblea e presso il gruppo Facebook dell’Associazione con preavviso di almeno otto giorni.

Articolo 5
DIRITTI E DOVERI DEGLI ASSOCIATI: Sono Associati tutti coloro che condividono gli scopi e le finalità dell’Associazione e sono in regola con le quote associative annuali. La qualifica di associato permane per l’intera durata del periodo di esercizio, escludendosi espressamente la possibilità di associarsi temporaneamente per il godimento temporaneo dei diritti riservati agli Associati. Nessuno dei componenti dell’Associazione o dei suoi Organi può vantare diritto alcuno sul patrimonio dell’Associazione né chiedere la divisione del fondo comune, né pretendere alcun compenso per l’opera prestata in seno all’Associazione o
nel caso di recesso dalla stessa. Quote e contributi associativi non sono trasmissibili, neanche agli eredi in caso di morte, e non sono rivalutabili. Fatta salva la quota associativa annuale, gli Associati non sono tenuti a conferire denaro o qualsivoglia bene personale all’Associazione, essendo questo solo un obbligo di natura morale derivante dalla propria fede ed assolutamente discrezionale. Gli Associati che rappresentino almeno i 2/3 dell’assemblea, potranno chiedere la convocazione di un’Assemblea straordinaria, che avverrà con le stesse modalità dell’Assemblea ordinaria prevista dall’articolo 3, per discutere di tutte quelle questioni che abbiano attinenza con gli scopi e le finalità dell’associazione.

Articolo 6
PROVVEDIMENTI DISCIPLINARI: Ogni componente dell’Associazione o dei suoi Organi può essere espulso, sospeso o ammonito solo su delibera del Comitato Esecutivo. Qualora il provvedimento riguardi un componente il Comitato Esecutivo, colui che è sottoposto al provvedimento non avrà diritto di voto e la proposta di sottoporlo al provvedimento dovrà essere presa dai componenti il Comitato Esecutivo con la maggioranza di 2/3 degli aventi diritto in prima convocazione e di 2/3 dei presenti in seconda convocazione.
Qualora il Comitato Esecutivo a maggioranza dei suoi componenti si esprima a favore del provvedimento di
espulsione sarà facoltà del Presidente sospendere il membro interessato da tutte le attività dell’Associazione
e dei suoi organi per un periodo massimo di tre mesi. Dopo tale periodo il Comitato deciderà all’unanimità dei suoi componenti l’eventuale espulsione definitiva.
Tali provvedimenti potranno derivare da:
a) condotta immorale, comportamenti ed espressioni pubbliche palesemente contrarie ai “Sette Principi” ispiratori dell’attività dell’Associazione tali da minare l’immagine dell’Associazione o da
ostacolare il perseguimento dei suoi scopi;
b) comportamenti aggressivi, anche in forma scritta o verbale, verso altri membri dell’Associazione
c) dimissioni;
d) comprovata incapacità di intendere e di volere.

Articolo 7
REVOCA E DECADENZA DEL MINISTRO DI CULTO: i Ministri di Culto operano su mandatodell’Assemblea e del Sinodo Pastorale; nel caso in cui la predicazione ed il servizio prestato dal singolo
Ministro di Culto non risulti più in linea con l’ispirazione comune esposta in questo Statuto o con le linee guida proposte dal Sinodo ed approvate dall’Assemblea o nel caso di dimissioni avanzate dal Ministro stesso, tale mandato può essere revocato su richiesta della maggioranza dell’Assemblea con parere della
maggioranza del Sinodo Pastorale o, di contro, su richiesta del Sinodo Pastorale con parere della maggioranza dell’Assemblea. La revoca non fa perdere, tuttavia, la qualifica di Ministro di Culto e consente la successiva riammissione al servizio dello stesso ministro, qualora, con le stesse modalità previste per la revoca, Sinodo e Assemblea ne ravvisino le condizioni.
Nel caso in cui si ravvisi, invece, una condotta passibile di provvedimento disciplinare, secondo le previsioni dell’articolo 6 ai punti a, b e d, da parte di un Ministro di Culto, può essere deliberata la decadenza definitiva dalla qualifica di Ministro di Culto su richiesta dei 2/3 dell’Assemblea con parere unanime del Sinodo Pastorale o, di contro, su richiesta unanime del Sinodo Pastorale con parere dei 2/3 dell’Assemblea.
Tanto per la revoca quanto per la decadenza, il Ministro di Culto oggetto del provvedimento non è conteggiato ai fini della validità del voto.

Articolo 8

DELEGA DELLE FUNZIONI DI MINISTRO DI CULTO: Funzioni di ministro di culto possono essere delegate ad un membro confermato. La delega può essere conferita da un ministro di culto regolarmente in carica per una parte non preponderante delle proprie funzioni e previo consenso del Sinodo Pastorale. Il
ministro delegante rimane in tal caso responsabile del coordinamento delle attività delegate e del loro svolgimento nel rispetto delle finalità e delle regole previste da questo Statuto.

Articolo 9
SEDI SECONDARIE: l’Associazione può aprire locali di culto, siti internet, gruppi sui social network, emittenti radio televisive o sedi atte al raggiungimento degli scopi di cui all’articolo 2 sia sul territorio nazionale che all’estero e compiere tutte le operazioni mobiliari ed immobiliari ritenute idonee.

Articolo 10
DURATA: La durata dell’Associazione è stabilita fino al 31 dicembre 2100 e sarà prorogata con voto dell’Assemblea.

Articolo 11
CONTINUITA’ PATRIMONIALE E LIQUIDAZIONE: E’ fatto divieto di distribuire anche in modo indiretto, utili o avanzi di gestione nonché fondi, riserve o capitale durante la vita dell’associazione, salvo che la destinazione o la distribuzione non siano imposte dalla legge. In caso di liquidazione i beni patrimoniali ed il
fondo comune saranno devoluti ad Associazione similare designata dal Comitato Esecutivo secondo le
modalità previste dal Testo unico del 22/12/1986 n. 917 – Articolo 148, comma 8, lettera b).

Articolo 12
MODIFICHE: Eventuali modifiche al presente statuto potranno essere fatte su delibera del Comitato Esecutivo, sentito il parere del Sinodo Pastorale, ed approvate dall’Assemblea riunita in seduta straordinaria.