Liturgia di Natale 2020

Memorandum

Per il Pastore

Il pastore deve: 1.preparare la liturgia e il sermone in formato doc in modo che siano facilmente condivisibili2.nominare un Cantor, un moderatore e un lettore 3.distribuire le letture

Per il Moderatore:

Il moderatore deve 1. tenere aperti solo i microfoni funzionali allo svolgimento del servizio2. fare attenzione ad operare il più possibile per eliminare il rumore in sottofondo 3.dare la parola durante la CdF e intervenire in caso di interventi fiume invitando alla moderazione4.segnarsi coloro che intendano partecipare alla CdF e chiamare solo quelli

 

Per il Cantor:

il cantor deve 1. avere a portata di mano i canti da proporrePer i Partecipanti:I Partecipanti devono: 1. Spegnere la suoneria dei cellulari 2. Impegnarsi per ridurre al minimo i rumori in sottofondo 3. Spegnere i microfoni quando non si intenda intervenire 4. Intervenire via chat o vocalmente solo per contributi attinenti alla funzione. Eventuali saluti, commenti, battute, scuse o simili verranno fatte alla fine della stessa 5. limitare il proprio intervento nella CdF ad un paio di minuti, sforzandosi di renderlo attinente al tema proposto 6. per la serata immergersi nella meditazione eliminando ogni fonte di distrazione (ad esempio, musica o tv accese) 7. Evitare ogni comportamento che possa distrarre gli altri dalla tranquilla fruizione del servizio (non mostrare foto, oggetti o fare gesti o balli)

Lettura introduttiva

Lett: Entriamo in questo spazio, entriamo in questo momento. Lasciamo che questo momento sacro ci prenda e ci abbracci. Sentiamo la terra sotto di noi, sentiamo lo spazio intorno a noi,abbracciarci nella fiducia e nella cura. Sentiamo la presenza di fratelli e sorelle nella fede che ci circonda, viaggiatori spirituali con aspirazioni simili alle nostre. Condividiamo il tempo, condividiamo uno scopo, ci riuniamo per rinnovare la nostra speranza, per sentire la forza del nostro scopo,nell’aria intorno a noi. Qui e ora, apriamo il nostro cuore a questo momento. Sappiamo che ciò che possiamo trovare qui è apprendimento, crescita e amore. Troviamo dentro di noi quel luogo del possibile quel luogo del sogno che anela a un respiro libero, che anela a costruire un futuro più audace e migliore per noi stessi e per gli altri.

Verso il tuo tempio

Accensione del Calice

Luci Sacre’ Onoriamo il tempo del buio in cui scendiamo che sia della stagione o dell’anima. Che possiamo trovare il tempo per la riflessione in silenzio e per la celebrazione gioiosa. Portiamo con noi storie, tradizioni e rituali dalle nostre vite diverse. Siamo persone di fede con molti credi. Riempiamo il buio con le luci di molte fedi. Queste luci ci scaldano, illuminano la notte e diventano simboli di speranza per il futuro. Celebriamo le luci che sono accese nel buio. Ci fermiamo nel buio per celebrare la luce in tutte le nostre tradizioni. Ci riuniamo per gioire gli uni con gli altri come famiglia, amici e comunità. E’ portando la luce nel buio che siamo uniti e troviamo la compagnia. Che la luce che condividiamo sia con noi nei giorni di buio. Che le candele che accendiamo ci ricordino che non siamo soli. Che illuminino la nostra via di ritorno alla luce e che scaldino i nostri cuori con speranza per domani e gratitudine per oggi.

(UUA)

Affermazione Dei Princìpi

Min: Veniamo da strade diverse, liberi cercatori del sacro, senza dogmi e senza costrizioni, ma uniti da alcuni principi che danno forma alla nostra fede comune e che si radicano poi nel percorso del singolo e nella specificità della sua fede:

Ascolta: prova a sentire la voce di chi pensa di non avere valore e fa che ti chiami ad un impegno per “il valore e la dignità propria di ogni persona”.

Ascolta: prova a sentire la voce di chi si sente escluso e fa che ti chiami ad un impegno per “la giustizia, l’equità e la compassione nei rapporti umani”.

Ascolta: prova a sentire la voce della tua e dell’altrui debolezza e fa che ti chiami ad un impegno per “l’accettazione reciproca e l’incoraggiamento alla crescita spirituale”.

Ascolta: prova a sentire la voce di una nuova verità nascosta nel Mistero e fa che ti chiami ad un impegno per “la libera e responsabile ricerca della verità e del significato della vita”.

Ascolta: prova a sentire la voce delle opinioni inascoltate, di chi non ha voce in capitolo, e fa che ti chiami ad un impegno per “il diritto della coscienza e l’utilizzo del processo democratico”.

Ascolta: prova a sentire la voce di chi non ha pace o riposo e fa che ti chiami ad un impegno per “l’obiettivo di una comunità globale con pace, libertà, e giustizia per tutti”.

Ascolta: prova a sentire la voce di chi si sente separato dagli altri e dalla Terra e fa che ti chiami ad un impegno per “il rispetto per la rete interdipendente di tutta l’esistenza della quale facciamo parte.”

Liturgia della meditazione

Min: Fratelli, il male è il rifiuto di riconoscere come ogni cosa sulla terra sia legata allo Spirito in una grande rete interdipendente d’amore. Preghiamo, dunque, nella consapevolezza della nostra interdipendenza, chiedendo perdono e ispirazione.

Lett: Quando e dove può Il viandante dello Spirito trovare casa ? Dov’è quel posto Dove vi è sicurezza, rifugio, pace? Il ritorno a casa per me è un istante, un isola di grazia, e di luce interiore, una pace senza tempo anche se vissuta all’interno di tempo. Il ritorno a casa è incandescenza, consonanza, fusione con la verità, è l’esperienza dell’ Uno, e del Divino, è luce, vita e amore, è pane e respiro. Nella notte oscura, il terrore ci attanaglia, le paure ci tallonano, si apre per noi un abisso senza speranze e soli nel buio abbiamo nostalgia della luce. Spirito della Vita, infondi in noi saggezza, illumina il nostro cammino. Guidaci, con la fiaccola della speranza, con il calore dell’amore, verso il faro del senso della nostra esistenza. Tutti noi abbiamo paura del buio ma Tu donaci la luce.

Min: Dopo aver confessato la nostra umana debolezza, ascoltiamo la nostra sacra voce interiore meditando in silenzio per qualche istante. [tutti pregano in silenzio per circa un minuto] Min: Amen Tutti: Amen

Liturgia della Riconciliazione

Min. La nostra eredità universalista consegna alle nostre riflessioni una parola ricca di sfumature e significati per la nostra vita: riconciliazione. Riconciliazione è essere consapevoli che, come cantava Leonard Cohen, che “in ogni cosa c’è una frattura, ma è da lì che passa la luce”. E’ ricomporre le divisioni con la vita e tra le vite senza annullare la bellezza drammatica della loro storia. E’ su questo che la meditazione che seguirà ci invita a lavorare.

Mi riconcilio con il Mistero, ieri della mia angoscia, oggi della mia speranza. Min. Chi vuole può accendere il microfono ed esprimere un proprio motivo di angoscia o speranza, gli altri ascoltino in rispettoso silenzio [non più di tre parole a testa] (Al Termine Tutti) Oggi mi riconcilio

Min. Mi riconcilio con la Natura, ieri fatta di cose, oggi fatta di vite. Min. Chi vuole può dire il nome una persona cara, che si trovi attualmente in difficoltà o che sia recentemente scomparsa [non più di tre parole a testa] (Al Termine Tutti) Oggi mi riconcilio

Mi riconcilio con il Fratello, ieri delle lotte contro, oggi delle lotte insieme. (Tutti) Oggi mi riconcilio

Mi riconcilio con la mia Identità, ieri corpo, oggi vita, ieri ruolo, oggi persona, ieri mente, oggi coscienza. (Tutti) Oggi mi riconcilio

Aperta è la porta della Riconciliazione, qualunque sia il luogo o la cultura, la storia di vita o la natura personale: nell’Amore Divino la Riconciliazione è universale. (A. Falasca in La vita è già un miracolo, EdizioniE.U.M.)

Liturgia della Testimonianza

Testimonianza Umanista e Trascendentalista

Min: Fratelli, preghiamo insieme rendendo grazia alla vita che ci preserva e ci nutre Lett: La vita stessa è la mia guida. Non mi potrà mai essere negata la forza del suo sostegno. La terra verde mi fornisce un ricco nutrimento; pozze di acqua fresca rinfrescano il mio spirito. Una profonda intuizione mi porta lungo un percorso che è vero per il fatto stesso di esistere. Anche se dovessi camminare in una valle dove ombre oscure mi impediscono di sapere dove la vita infine terminerà in ultima analisi, non avrò paura, perché l’energia dell’universo è dentro di me. Tutto ciò che conosco mi impedisce di lasciarmi prendere dalla disperazione e ogni vita è un conforto per me. Anche di fronte a minacce al mio benessere e alla mia stessa esistenza, lo spirito della vita mi nutre, mi onora della sua presenza, e mi ricorda che ho davvero più di quanto ho bisogno. Felicità e grazia si irradiano su di me costantemente e so che mi soffermerò in questo universo con i suoi processi di trasformazione, per sempre. Tutti: Per ogni nuovo mattino con la sua luce, per il riposo e il riparo della notte, per la salute e il cibo, per l’amore e gli amici, per tutto quello che la bontà infinita ci dona, grazie (R.W. Emerson)

Letture

“Credo di aver scoperto qualcosa che sospetto caratterizzi l’esperienza religiosa in qualunque tradizione o contesto storico: più profondamente si entra nell’esperienza centrale che anima la propria Tradizione, più in generale si è abilitati e forse si è invitati o attratti ad entrare nelle esperienze di altre Tradizioni. Più profondamente si sprofonda nella propria verità religiosa, più in generale si può apprezzare e imparare dalle altre verità. […] Per i buddisti, sperimentare il Risveglio è sperimentare l’interconnessione che ci rende tutti Uno. Per i cristiani, sperimentare il Divino come Amore è sperimentare la fonte che ci rende tutti “figli di Dio” e quindi fratelli e sorelle gli uni agli altri “.

– Paul F. Knitter, senza Buddha non potrei essere cristiano

Meditazione  Past Falasca

Testimonianza Cristiana

Min: Apriamo la liturgia cristiana accogliendo la preghiera di quanti si sentano di dare testimonianza della loro intima relazione con la Trascendenza attraverso le metafora del Padre, tanto cara alla pratica spirituale di molti di noi. Per questo, a ricordo della matrice biblica che è stata culla della nostra fede e che è linea guida per molti di noi, invito [… ] a recitare la prima stanza dello Shemà ebraico. Tutti: Amen

Shemà Lett: Ascolta, Israele, il Signore è il nostro Dio, il Signore è Uno. E amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutte le tue forze. E metterai queste parole che Io ti comando oggi, nel tuo cuore, e le insegnerai ai tuoi figli, pronunciandole quando riposi in casa, quando cammini per la strada, quando ti addormenti e quando ti alzi. E le legherai al tuo braccio, e le userai come “segno” tra i tuoi occhi, e le scriverai sugli stipiti della tua casa e sulle tue porte.

Letture

*) Dal Vangelo di Luca cap 2

6 Mentre erano là, si compì per lei il tempo del parto; 7 ed ella diede alla luce il suo figlio primogenito, lo fasciò, e lo coricò in una mangiatoia, perché non c’era posto per loro nell’albergo. […]

*) Dalla Tradizione Unitariana

Pensateci un attimo: per un visitatore occasionale il bambino di cui il Vangelo parla sarebbe stato un figlio straniero di una strana coppia indigente; il primo incontro fisico con Gesú lo si vuole avvenuto in una mangiatoia di una stalla. La sua pelle avrebbe puzzato di animale. Pur avendo un secchio d acqua, non avrebbero potuto lavarlo piú di tanto per non esporlo ulteriormente al freddo della stalla. È verosimile che sul suo corpicino ci fossero residui maleodoranti di sangue e di placenta.Se foste accidentalmente passati davanti alla stalla, avreste preso in braccio quel bambino sconosciuto sporco e puzzolente, senza precauzioni, senza eccezioni, senza sapere nulla? Molti di quelli che oggi si dicono cavalieri di Cristo, difensori della fede cristiana, sarebbero scappati a gambe levate. Come facciamo a dichiararci cristiani se poi cambiamo strada di fronte alle scene disturbanti dei senza tetto, guardiamo con sospetto lo straniero e siamo schifati dai disperati sui barconi? Con quale faccia diciamo che avremmo accolto questo bambino, se poi educhiamo i nostri figli all’odio, al razzismo all’intolleranza verso il prossimo? Nessuno vi obbliga ad essere cristiani, ma se davvero dite questa sera di essere pronti ad accogliere quel bambino, allora sappiate che questo ha delle conseguenze, e che dovrete agire con tolleranza, rispetto e accoglienza, anche fuori di qui, per tutto il resto dell’anno.

Liberamente tratto dal sermone della Christmas Eve 2015 del Rev Marlin Lavanhar Alsouls UU Tulsa, Usa

Rammentiamo l’impegno comune

Lett: Siamo qui per celebrare ed onorare con il nostro impegno i doni della vita, della coscienza e della libertà dell’essere umano

1) attraverso l’amore per il prossimo e per la profondità della vita animata dallo slancio verso la trascendenza, che essa sia il frutto dell’ispirazione di un Dio d’amore, di un impulso alla totalità insito nella natura o dell’idealità di un’umanità in cerca del proprio cammino;

2) attraverso il riconoscimento della nostra unità e dignità di creature preziose in un mondo interconnesso;

3) attraverso l’impegno per una riconciliazione degli animi umani con ogni altro del mondo in una società più inclusiva;

4) attraverso un approccio adulto alla vita religiosa basato sull’autonomia nelle scelte, l’esperienza diretta, un’etica che non ha bisogno di premi presenti o futuri, l’apertura al rivelarsi del Sacro ed il dialogo nella comunità;

5) attraverso la pratica delle virtù della fede, della speranza e della carità, intese come apertura al mistero, alla possibilità ed al volto dell’altro;

6) attraverso il confronto, qualunque sia la fede personale, con il mistero della nostra creazione e con il messaggio e l’esempio di Gesù, Maestro del Cuore;

7) attraverso l’apertura, qualunque sia la fede personale, ai processi di creazione, rinnovamento e trasformazione della natura;

8) attraverso il servizio, qualunque sia la fede personale, verso la crescita dell’essere umano, il suo spirito critico e l’esercizio autonomo delle sue facoltà;

9) attraverso la testimonianza dell’inesauribile speranza che deriva da questa apertura al Sacro, da questa fede nella vita e da questo impegno per la dignità umana;

10) attraverso l’apertura all’universale ispirazione dello Spirito negli animi delle persone, espressa nei più nobili insegnamenti di tutte le religioni. Tutti:Amen

Comunione dei Fiori

Min: Sorelle e fratelli, secondo la tradizione che ci accomuna ogni animo umano ha in sé una scintilla Infinito. Per questo, nella nostra denominazione, riserviamo un momento specifico, che definiamo “Comunione dei Fiori” perché chiunque lo desideri possa condividere un pensiero con tutti i presenti. Immergiamoci, dunque nella meditazione, dichiarando la nostra disponibilità al dialogo e all’apertura. Prego, dunque, chiunque lo desideri di farci dono di quello che lo Spirito, qualunque sia il nome che ciascuno di noi vuole dargli, ispira nel suo cuore. Min: Amen

[Chi lo desidera, condivide un pensiero con i presenti, alzando una mano e attendendo di essere chiamato dal moderatore]

Meditazione Rev Rob

Al termine canto Vieni chiunque tu sia

Sacra Cena

Min: La nostra Comunione affonda le sue radici nel messaggio cristiano e distende i suoi molteplici rami verso il mistero di ogni fede. Ma tutti noi riconosciamo il valore morale e spirituale del messaggio e dell’esempio di Gesù. Nella Sacra Cena commemoriamo la figura di Gesù e ci immergiamo, nei simboli del pane e del vino, nel centro della relazione con il Sacro di cui Egli fu esempio.

Quando fu sera e si mise a tavola con i dodici discepoli, e mentre mangiavano, Gesù prese del pane e, dopo aver detto la benedizione, lo ruppe e lo diede ai suoi discepoli dicendo: «Prendete, mangiate, questo è il mio corpo che è dato per voi»

Poi, allo stesso modo, prese il calice del vino, lo benedisse e lo diede ai suoi discepoli dicendo: “Questo calice è il nuovo patto nel mio sangue, che è versato per voi. Fate questo in memoria di me”.

[Chiunque lo desideri può accostarsi alla Sacra Cena nelle due specie]

Canto alla Sacra Cena

Min: Infine, come fiore cristiano della Comunione dei fiori, accogliamo l’offerta del Padre Nostro, proposta da quanti tra noi ritengano possa essere fertile rappresentazione di quel legame verso la Trascendenza che è stato oggetto del nostro servizio

Padre Nostro

Esortazione Conclusiva

Min: Andiamo in pace, ricordando in ogni istante il compito di essere sale della terra che ci è stato affidato.

Canto di uscita

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Mente quieta, cuore aperto – Rev. Samuel A. Trumbore

La questione che vorrei considerare questa mattina è: Che cos’è esattamente che motiva gli Unitariani Universalisti a partecipare positivamente nel cambiamento sociale e nel servizio sociale, e a fare campagne per la giustizia sociale? Tradizionalmente la nostra motivazione è venuta dal nostro patrimonio cristiano unitariano ed universalista. Questo sta cambiando oggi. Poiché abbiamo cercato di identificarci come una religione che abbraccia un’ampia diversità teologica, abbiamo gradualmente allargato la nostra auto-definizione, così oggi una fede in Dio e/o Gesù non è più richiesta per diventare membri. Mentre diventare non-credale è stato beneficiale nello sviluppo di un nuovo tipo di religione con un alto grado di libertà individuale, ha avuto alcune conseguenze. Credo che abbia indebolito la nostra disponibilità ad accettare l’autorità della Bibbia come motivazione per la nostra azione sociale. Dato che oggi la maggioranza degli UU sono non-cristiani e molti sono umanisti, credo che dobbiamo trovare un nuovo modo di ispirare l’azione sociale compatibile con la Bibbia ma che sorga da una radice diversa non-teista più compatibile con l’umanesimo scientifico che è comune tra i nostri membri. Questa nuova radice per la nostra azione sociale che sosterrò oggi è il Buddismo.

Questo suggerimento tipicamente incontra un po’ di resistenza. A causa della concentrazione interiore della pratica primaria buddista della meditazione e del ritiro dal mondo per l’esplorazione interiore, alcuni hanno provato ad etichettare il Buddismo come una religione individualistica con poca attenzione alle questioni sociali e a fare giustizia. Alcuni sentono delle intuizioni del Buddha sull’impermanenza e sulla natura insoddisfacente dell’esistenza e si chiedono perché i buddisti sarebbero disposti ad essere attivi nel cambiamento sociale se credono che i problemi del mondo non possono essere risolti. Alcuni potrebbero aver incontrato diversi americani assorbiti da se stessi che sperimentano il buddismo e vogliono generalizzare che il buddismo porta le persone a non preoccuparsi dei problemi del mondo.

Questa critica viene particolarmente forte da coloro che abbracciano un idealismo ispirato dai profeti biblici. Si potrebbe sintetizzare quel idealismo così: Dio ha una visione del modo in cui dovremo vivere ed essere fedeli. A causa delle tendenze maligne nella natura umana di seguire i desideri personali e di trascurare la legge di Dio e il bene degli altri, la sofferenza entra nel mondo. Dio vuole che noi mettiamo a posto il mondo attraverso una trasformazione religiosa liberamente scelta del nostro impegno più alto dall’interesse per noi stessi alla Volontà di Dio. Le persone religiose che decidono di impegnarsi per lo scopo più alto di Dio devono stare attivamente in opposizione ai poteri che colludono con l’indulgenza del desiderio personale alla spesa dell’insieme sociale.

Quest’idealismo ispirato dai profeti ha forza con coloro che guardano alla Bibbia come una guida nella vita. Ogni ebreo è compreso nel patto che Mosè ha fatto con Dio sul Monte Sinai e ha un obbligo religioso di seguirlo. I buoni cristiani fedeli alla loro religione dovrebbero diventare discepoli di Gesù ed occuparsi del lavoro missionario diffondendo la fede. Sia il cristiano che l’ebreo che abbracciano la Bibbia come autorevole oggi, devono anche abbracciare i profeti e lavorare per servire la visione di Dio di come dovremo camminare insieme. Mentre l’umanesimo rimuove Dio dalla sopraddetta formula, l’agenda sociale dell’umanesimo è ancorata nella tradizione e pensiero della Bibbia – ma con una torsione.

L’imperativo profetico di Michea “praticare la giustizia, amare la clemenza e camminare umilmente col tuo Dio” (6:8) potrebbe ispirare il credente, ma potrebbe non essere convincente per il tipico Unitariano Universalista. Molti di noi leggiamo la Bibbia come letteratura ispiratrice ma non come un piano per costruire la nostra vita e per salvare il mondo. Gli UU che abbracciano gli insegnamenti dei Profeti probabilmente vorranno incorporarli come parte di una filosofia personale piuttosto che come un impegno religioso più alto. E coloro che abbracciano i profeti come filosofia personale potrebbero incontrare problemi.

Il pericolo nell’abbracciare i profeti senza un alto grado di impegno religioso che va oltre il personale è l’attivismo senza seguito. Il tipico ciclo di vita di un’attivista sociale, specialmente tra gli UU e forse alcuni qui oggi, potrebbero suonare così: Un’attivista sociale in erba nasce quando acquista conoscenza sociale nella sua adolescenza e scopre che il mondo non è giusto. Non solo non è giusto ma il mondo è pieno di ingiustizia, disuguaglianza sociale e cattiveria. Le persone buone vengono schiacciati sotto il tacco di istituzioni insensibili. I cattivi evitano le punizioni e perfino prosperano. E il dover guardare tutto il casino sul telegiornale della sera è doloroso.

Il pensiero sorge nella sua mente che si deve fare qualcosa. Il suo idealismo giovanile la porta a rispondere al male che vede e di coinvolgersi nel sostenere un cambiamento sociale. Gli ideali profetici biblici insiti nei movimenti sociali di oggi suggeriscono al giovane attivista sociale che questo non è come Dio (o la Dea, o la forza, or l’evoluzione, o la natura, ecc.) vuole che il mondo sia e ha bisogno di persone buone come lei per mettere le cose a posto. E’ ispirata dagli ideali, prende sulle sue spalle il giogo e si immerge nel compito di salvare il mondo.

Dopo che tanta energia è stata spesa, più spesso con successo vario e molto fallimento, i cambiamenti raggiunti non soddisfano i suoi ideali. Comincia a vedere l’umanità dei cambiatori del mondo intorno a lei e coloro che lei sta aiutando. Pochi sono così puri nei loro sforzi, motivazione e cuore come lei si aspettava. Il suo sacrificio per la causa diventa sempre più difficile mano mano che le realtà strappano i suoi ideali. Come vediamo in alcuni libri pubblicati recentemente da attivisti liberali che sono diventati conservatori e cinici, lei diventa esausta e comincia a perdere la fiducia che possa cambiare la cose.

Dove la nostra ipotetica attivista sociale casca dalla sua trave ha a che fare con il suo centro di motivazione e aspettativa. Gli attivisti sono spesso inconsapevole del ruolo delle loro emozioni nel motivare i loro ideali. Molti, spero tutti, di coloro che si occupano di azione sociale sono motivati dal dolore che sentono vedendo il male nel mondo. Vedono un atto di ingiustizia o dominazione, sentono per la vittima e cresce la rabbia verso l’aggressore. Guardare qualcun altro che soffre fa male anche a noi perché siamo animali sociali con risposte simpatetiche.

Una parte della motivazione per alcuni di occuparsi dell’azione sociale è di cambiare il mondo così che non dovremo, in un certo tempo futuro, sentire questi spiacevoli sensazioni. Quando si comincia ad intuire che la sofferenza umana non può essere eliminata facilmente – forse perfino per niente – poi si deve affrontare la realtà che non si può fuggire da questo tipo di dolore. E il modo in cui l’organismo umana reagisce al dolore cronico è di desensibilizzarsi e di difendersi contro esso. La mente dice a sé stessa, “Se non posso fermare questo dolore, al meno posso isolarmi e proteggermi da esso. Se non posso mettere a posto il mondo alloro mi nasconderò e spero di attraversare la vita fuggendo da troppo tristezza.” Se hai tanti soldi e la pelle bianca, hai la possibilità di questo tipo di fuga. Se sei di colore e povero, non puoi.

L’idealismo sociale come una filosofia personale fallisce per molti perché credo che richieda un impegno più profondo per funzionare con successo rispetto a ciò che è possibile attraverso una scelta personale. Un cambiamento sociale trasformativo e sostenibile richiede un impegno religioso che trascende il sé. E la filosofia e pratica buddista può aiutarci ad ottenere quel tipo di impegno.

A differenza dalla terra promessa di Mosè o la previsione di Gesù della venuta del Regno di Dio, il buddismo non offre nessuna speranza che le cose miglioreranno. Ma neanche che le cose necessariamente peggioreranno. Il buddismo chiaramente vede il mondo e la natura umana come sono e delinea ciò che è possibile. Fortunatamente il buddismo è abbastanza ottimista circa ciò che è possibile per tutti noi. Possiamo tutti essere liberati dalla natura insoddisfacente e dalla sofferenza quotidiana della vita seguendo l’Ottuplice Sentiero delineato dal Buddha.

A differenza dalle religioni centrate teisticamente, il buddismo non comincia con una confessione di fede o entrando in un rapporto con una divinità. Quando il Buddha incontrava coloro che mettevano in dubbio le credenze che erano alla base del suo insegnamento, non discuteva sul punto. Piuttosto, li incoraggiava a scoprire per se stessi attraverso la loro esperienza diretta usando le tecniche che lui insegnava. L’insegnamento centrale del Buddha non contiene nessuna verità rivelata inaccessibile allo studente disposto a dedicarsi alla pratica della meditazione e alla disciplina di osservare direttamente il funzionamento dell’organismo umano nel suo rapporto con il mondo. Poiché non si richiede nessuna fede al praticante, salvo qualche grado di fiducia nella pratica stessa e nel Buddha che ha scoperto la pratica, il buddismo è molto attraente per il tipo di individualista autosufficiente che si trova nelle congregazioni UU. Scavalca l’idealismo di cercare di conformare le credenze, i comportamenti e la comprensione umana ad una verità rivelata e ci porta a conoscere noi stessi come siamo piuttosto che chi vorremo far finta di essere. E chi siamo è molto, molto più grande di quanto possiamo immaginare.

Una delle mie introduzioni all’azione sociale buddista è avvenuta partecipando ad un discorso di Steven Levine. Lui aveva istituito uno dei primi centri per ciò che chiamava il “morire consapevolmente.” Come il movimento per gli Ospizi di oggi, il suo centro era per le persone nelle ultime fasi del morire con solo pochi mesi da vivere. Ispirato dal lavoro di Elizabeth Kubler Ross e la propria esperienza profonda della meditazione buddista, aiutava le persone come meglio poteva per avere quella che lui chiamava “una buona morte.”

Da una prospettiva questo è un lavoro piuttosto deprimente. Durante gli anni 80 conoscevo diverse persone che lavoravano come volontari nell’area della Baia di San Francisco con i malati di AIDS. A quell’epoca, si moriva abbastanza velocemente di AIDS. Mi ricordo questi volontari che lottavano con i loro sensi di perdita e ciò che chiamavano “la stanchezza della compassione.” Così aspettavo di sentire storie simili da Levine nel suo discorso.

Ciò che Levine ci ha offerto, però, era qualcosa di completamente diversa. Non c’era dubbio che anche lui sentiva la propria sofferenza mentre vedeva i suoi pazienti morire proprio come i lavoratori con l’AIDS che conoscevo. Ma non resisteva al dolore né si aggrappava a coloro che stavano morendo. Usava la sua pratica della meditazione buddista per liberare questi attaccamenti e avversioni così che poteva essere presente con ogni persona morente. E in questa presenza, senza aspettative, erano capaci di amarsi fino alla morte. Levine non parlò troppo della stanchezza delle compassione né disse che si stava sacrificando per questo lavoro. Piuttosto parlò del modo in cui coltivava, faceva crescere il suo amore – lasciando andare.

Un’altra area in cui ho visto il buddismo ispirare l’azione sociale è stato il campo dell’ambientalismo. Questi ambientalisti buddisti rifiutano di plasmare il mondo in una forma ideale o per conformarsi a bisogni esclusivamente umani. Piuttosto di rendere il mondo comodo per noi, la filosofia buddista ci incoraggia ad imparare a conoscere piuttosto di dominare i sistemi naturali e come possiamo partecipare in essi senza fargli del male. Non ci sono animali e uccelli buoni, e pidocchi e serpenti cattivi ma piuttosto una rete interdipendente che lavora insieme in una specie di armonia creativa. Non possiamo separarci da questa rete e stare da una parte come esseri infusi di anima differenti dal resto della creazione. Il buddismo rifiuta l’idea dell’anima separata individuale che sopravvive al corpo. Facciamo parte del continuum della evoluzione e siamo una sola cosa con il resto della vita su questo pianeta. Questa è una notizia veramente buona! Se non siamo separati dall’ecosistema, che gioia! Siamo una parte di tutto ciò, profondamente parte di tutto ciò, e profondamente cuciti nel tessuto dell’esistenza. Non siamo soli.

Il buddismo energizza e sostiene l’azione sociale perché opera da una fondazione forte sia nella realtà del mondo che nel ciò che è possibile per gli esseri umani. Il processo meditativo di osservare direttamente il funzionamento del corpo, dei sensi, dei sentimenti, delle emozioni e della mente ci dà delle intuizioni incredibilmente importanti sulla natura della realtà che hanno enormi implicazioni sociali.

Sì, c’è molta ingiustizia, disuguaglianza, tristezza e sofferenza in questo mondo. Sì, questi problemi non possono essere rimossi dall’esistenza. Sì, tutto cambia e niente dura per sempre. I semi dei problemi futuri sono programmati nei nostri geni. Le cattive notizie sono riconosciute chiaramente nel buddismo quindi le persone non vengono intrappolate in speranze ed ideali falsi. Non c’è nessun tempo futuro quando le cose saranno meravigliose per sempre.

La buona notizia è che quella non è tutta la storia. La vita contiene anche momenti di grande meraviglia, gioia, amore e celebrazione. Questi momenti non solo esistono ma possono essere coltivati nel modo in cui viviamo la nostra vita sia individualmente che collettivamente. E come ciascuno di noi vive la nostra vita individualmente ha un grande impatto sull’accesso di altre persone a queste esperienze di pace e serenità. L’esperienza di questa cessazione della sofferenza è profondamente energizzante e tende a connetterci con gli altri piuttosto che separarci. L’esperienza coltivata nella meditazione è proprio l’esperienza che diventa la fonte del desiderio di aiutare gli altri.

Questo è precisamente ciò che mi succede quando vado a fare un ritiro di meditazione. Mentre il mio corpo e la mia mente si stabiliscono e faccio la pace con vari livelli di attaccamenti e avversioni fisici, emotivi e mentali, trovo che quando la mia mente è quieta, il mio cuore si apre e si riempie di amore. Questo non è il tipo di amore che la maggior parte di noi conosce come il desiderio per una coniuge, l’amore per un figlio o figlia o una sedia, animale o posto sulla spiaggia preferito. E’ un amore che si apre a tutto e a tutti e celebra nello stesso tempo sia ciò che è sia ciò che non è. E’ una specie di equanimità aperta, pacifica pronta ad occuparsi della vita e non trattenendo nulla. E’ in questo senso solido di interconnessione che sorge facilmente la spinta di aiutare un altro. E da questo tipo di purezza dell’intento, grande cose possono succedere.

Credo che l’attivismo sociale che sorge dalla propria esperienza personale della natura della realtà sia potenzialmente più forte e più potente che cercare di seguire una visione ideale di come dovrebbe essere il mondo. Affinando la propria esperienza diretta della realtà, si diventa molto più capace di fare cambiamenti positivi che quando si è diretto dai fini. Non c’è la tentazione di fare del male per il bene maggiore dell’ideale. Non c’è bisogno di costringere altri di accettare una religione or sistema di credenze alieno per salvare le loro anime o cambiare le loro opinioni politiche. Non c’è nessun desiderio di sacrificare i figli di oggi per un domani più glorioso. Non c’è nessun rifiuto del mondo come peccaminoso e bisognoso di redenzione. Poco nella vita è più soddisfacente del coltivare la capacità di lavorare positivamente e creativamente con qualsiasi realtà che incontriamo ogni mattina. L’individuo che si impegna in questo tipo di azione sociale non guarda ad una metà brillante ed irraggiungibile ma piuttosto ad un problema o opportunità che si presenta oggi.

Il buddismo insegna una via orientata ai mezzi per fare l’azione sociale che è in un rapporto costante con il presente. Credo che questo abbia un vantaggio rispetto al sentiero idealistico orientato ai fini all’azione sociale per gli UU perché non rimanda la soddisfazione individuale al futuro né richiede un impegno basato sulla fede. Piuttosto che tentare di bandire il dolore dal mondo, la natura insoddisfacente della realtà viene confrontata direttamente e trascesa attraverso un evoluzione della coscienza. L’attivista sociale cresce e matura che il mondo sia salvato o meno, scoprendo sé stesso attraverso un azione sociale che trasforma reciprocamente. Non c’è bisogno di nessuna rivelazione speciale. Non è richiesta di credere. Solo la disponibilità e l’impegno di coinvolgersi attivamente nella vita com’è ed essere pronto ad imparare e a rispondere.

Che finisce ad essere anche la stessa destinazione dell’attivista sociale ebreo o cristiano. Anche loro alla fine devono lasciare andare i loro ideali. Ma invece di accettare la realtà, loro la riconoscono come arrendersi alla volontà di Dio. Questo è un modo ugualmente buono per impegnarsi nell’azione sociale — se sei un credente. Ma se sei come molti UU agnostici o ateisti, l’ispirazione migliore per l’attivismo sociale si trova attraverso il sentiero insegnato dal Buddha.

Copyright (c) 1997 del Rev. Samuel A. Trumbore. Tutti i diritti riservati.
Translated by permission: Ian McCarthy

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Liturgia del 28 Febbraio 2021

Memorandum

Per il Pastore

Il pastore deve:
1.preparare la liturgia e il sermone in formato doc in modo che siano facilmente condivisibili
2.nominare un Cantor, un moderatore e un lettore
3.distribuire le letture

Per il Moderatore:

Il moderatore deve
1. tenere aperti solo i microfoni funzionali allo svolgimento del servizio
2. fare attenzione ad operare il più possibile per eliminare il rumore in sottofondo
3.dare la parola durante la CdF e intervenire in caso di interventi fiume invitando alla moderazione
4.segnarsi coloro che intendano partecipare alla CdF e chiamare solo quelli

Per il Cantor:

il cantor deve
1. avere a portata di mano i canti da proporre

Per i Partecipanti:

I Partecipanti devono:
1. Spegnere la suoneria dei cellulari
2. Impegnarsi per ridurre al minimo i rumori in sottofondo
3. Spegnere i microfoni quando non si intenda intervenire
4. Intervenire via chat o vocalmente solo per contributi attinenti alla funzione. Eventuali saluti, commenti, battute, scuse o simili verranno fatte alla fine della stessa
5. limitare il proprio intervento nella CdF ad un paio di minuti, sforzandosi di renderlo attinente al tema proposto
6. per la serata immergersi nella meditazione eliminando ogni fonte di distrazione (ad esempio, musica o tv accese)
7. Evitare ogni comportamento che possa distrarre gli altri dalla tranquilla fruizione del servizio (non mostrare foto, oggetti o fare gesti o balli)

Lettura introduttiva

Lett: Entriamo in questo spazio, entriamo in questo momento. Lasciamo che questo momento sacro ci prenda e ci abbracci. Sentiamo la terra sotto di noi, sentiamo lo spazio intorno a noi,abbracciarci nella fiducia e nella cura. Sentiamo la presenza di fratelli e sorelle nella fede che ci circonda, viaggiatori spirituali con aspirazioni simili alle nostre. Condividiamo il tempo, condividiamo uno scopo, ci riuniamo per rinnovare la nostra speranza, per sentire la forza del nostro scopo,nell’aria intorno a noi. Qui e ora, apriamo il nostro cuore a questo momento. Sappiamo che ciò che possiamo trovare qui è apprendimento, crescita e amore. Troviamo dentro di noi quel luogo del possibile quel luogo del sogno che anela a un respiro libero, che anela a costruire un futuro più audace e migliore per noi stessi e per gli altri.

Verso il tuo tempio

Accensione del Calice

Viviamo in un tempo pieno di tristezza. Molti perdono i loro amati a causa del covid. Molti perdono il loro reddito a causa della crisi economica. Molti diventano vittime di disastri naturali. Molti soffrono a causa di conflitti in tutto il mondo.

Viviamo in un tempo di incertezza. Non sappiamo quando la pandemia finirà veramente. Incontriamo difficoltà nel definire la verità a causa delle bufale che ci circondano. Dubitiamo dell’onestà del nostro governo, dell’empatia nella nostra comunità, della precisione dei nostri piani, e della fiducia nella nostra fede.

Siamo ad una crocevia, sprofondare nel perdere la speranza OPPURE costruire una fede più forte, perché affrontiamo la valle dell’oscurità.
Siamo in un esame, vivere una vita più egoistica per salvare noi stessi OPPURE rafforzare la nostra comunità per sopravvivere insieme.
Abbiamo bisogno della luce, ma non abbiamo la disciplina per un lavoro spirituale, perché sembra che tutta la nostra energia è finita nel pensare, lavorare, fare reddito, e non abbiamo abbastanza tempo.

Poi vedo che quando una tempesta butta giù un grande albero banyan, la stessa tempesta non può distruggere un boschetto di bambù. Voglio camminare in quel modo del bambù, perché non voglio stare in piede da solo in mezzo alla tempesta.

Scelgo di rimanere forte nella fede, proprio come il bambù ha radici forti.
Scelgo di rinnovare la mia speranza, proprio come la flessibilità del bambù
Scelgo di continuare ad amare gli altri, proprio come il boschetto di bambù sopravvive insieme

Ora tre cose rimangono: fede, speranza ed amore. Ma il più grande di questi è l’amore.

Rev. Aryanto Nugroho, President of the Unitarian Christian Church of Indonesia.

Affermazione Dei Princìpi

ri cercatori del sacro, senza dogmi e senza costrizioni, ma uniti da alcuni principi che danno forma alla nostra fede comune e che si radicano poi nel percorso del singolo e nella specificità della sua fede:

Ascolta: prova a sentire la voce di chi pensa di non avere valore e fa che ti chiami ad un impegno per “il valore e la dignità propria di ogni persona”.

Ascolta: prova a sentire la voce di chi si sente escluso e fa che ti chiami ad un impegno per “la giustizia, l’equità e la compassione nei rapporti umani”.

Ascolta: prova a sentire la voce della tua e dell’altrui debolezza e fa che ti chiami ad un impegno per “l’accettazione reciproca e l’incoraggiamento alla crescita spirituale”.

Ascolta: prova a sentire la voce di una nuova verità nascosta nel Mistero e fa che ti chiami ad un impegno per “la libera e responsabile ricerca della verità e del significato della vita”.

Ascolta: prova a sentire la voce delle opinioni inascoltate, di chi non ha voce in capitolo, e fa che ti chiami ad un impegno per “il diritto della coscienza e l’utilizzo del processo democratico”.

Ascolta: prova a sentire la voce di chi non ha pace o riposo e fa che ti chiami ad un impegno per “l’obiettivo di una comunità globale con pace, libertà, e giustizia per tutti”.

Ascolta: prova a sentire la voce di chi si sente separato dagli altri e dalla Terra e fa che ti chiami ad un impegno per “il rispetto per la rete interdipendente di tutta l’esistenza della quale facciamo parte.”

Liturgia della meditazione

Min: Fratelli, il male è il rifiuto di riconoscere come ogni cosa sulla terra sia legata allo Spirito in una grande rete interdipendente d’amore. Preghiamo, dunque, nella consapevolezza della nostra interdipendenza, chiedendo perdono e ispirazione.

Lett: Quando e dove può Il viandante dello Spirito trovare casa ? Dov’è quel posto Dove vi è sicurezza, rifugio, pace? Il ritorno a casa per me è un istante, un isola di grazia, e di luce interiore, una pace senza tempo anche se vissuta all’interno di tempo. Il ritorno a casa è incandescenza, consonanza, fusione con la verità, è l’esperienza dell’ Uno, e del Divino, è luce, vita e amore, è pane e respiro. Nella notte oscura, il terrore ci attanaglia, le paure ci tallonano, si apre per noi un abisso senza speranze e soli nel buio abbiamo nostalgia della luce. Spirito della Vita, infondi in noi saggezza, illumina il nostro cammino. Guidaci, con la fiaccola della speranza, con il calore dell’amore, verso il faro del senso della nostra esistenza. Tutti noi abbiamo paura del buio ma Tu donaci la luce.

Min: Dopo aver confessato la nostra umana debolezza, ascoltiamo la nostra sacra voce interiore meditando in silenzio per qualche istante. [tutti pregano in silenzio per circa un minuto] Min: Amen Tutti: Amen

Liturgia della Riconciliazione

Min. La nostra eredità universalista consegna alle nostre riflessioni una parola ricca di sfumature e significati per la nostra vita: riconciliazione. Riconciliazione è essere consapevoli che, come cantava Leonard Cohen, che “in ogni cosa c’è una frattura, ma è da lì che passa la luce”. E’ ricomporre le divisioni con la vita e tra le vite senza annullare la bellezza drammatica della loro storia. E’ su questo che la meditazione che seguirà ci invita a lavorare.

Mi riconcilio con il Mistero, ieri della mia angoscia, oggi della mia speranza. Min. Chi vuole può accendere il microfono ed esprimere un proprio motivo di angoscia o speranza, gli altri ascoltino in rispettoso silenzio [non più di tre parole a testa] (Al Termine Tutti) Oggi mi riconcilio

Min. Mi riconcilio con la Natura, ieri fatta di cose, oggi fatta di vite. Min. Chi vuole può dire il nome una persona cara, che si trovi attualmente in difficoltà o che sia recentemente scomparsa [non più di tre parole a testa] (Al Termine Tutti) Oggi mi riconcilio

Mi riconcilio con il Fratello, ieri delle lotte contro, oggi delle lotte insieme. (Tutti) Oggi mi riconcilio

Mi riconcilio con la mia Identità, ieri corpo, oggi vita, ieri ruolo, oggi persona, ieri mente, oggi coscienza. (Tutti) Oggi mi riconcilio

Aperta è la porta della Riconciliazione, qualunque sia il luogo o la cultura, la storia di vita o la natura personale: nell’Amore Divino la Riconciliazione è universale. (A. Falasca in La vita è già un miracolo, EdizioniE.U.M.)

Liturgia della Parola

I)
Nessuno è libero se non è padrone di se stesso – Epitteto
 
(II)
Il dizionario è l’unico posto dove “successo” viene prima di “sudore” – Vince Lombardi
 
(III) Mt 19
[Gesù disse] va’, vendi ciò che hai e dàllo ai poveri, e avrai un tesoro nei cieli; poi, vieni e seguimi». 22 Ma il giovane, udita questa parola, se ne andò rattristato, perché aveva molti beni. 34 Chiamata a sé la folla con i suoi discepoli, Gesù disse loro: « E che giova all’uomo se guadagna tutto il mondo e perde l’anima sua? Se uno vuol venire dietro a me, rinunci a se stesso, prenda la sua croce e mi segua. 35 Perché chi vorrà salvare la sua vita, la perderà; ma chi perderà la sua vita per amor mio e del vangelo, la salverà.
 Sermone

Al termine del sermone

 Tutti: Amen

INNO MEDIANO

RINNOVO DELL’IMPEGNO COMUNE

Lett: Siamo qui per celebrare ed onorare con il nostro impegno i doni della vita, della coscienza e della libertà dell’essere umano

1) attraverso l’amore per il prossimo e per la profondità della vita animata dallo slancio verso la trascendenza, che essa sia il frutto dell’ispirazione di un Dio d’amore, di un impulso alla totalità insito nella natura o dell’idealità di un’umanità in cerca del proprio cammino;

2) attraverso il riconoscimento della nostra unità e dignità di creature preziose in un mondo interconnesso;

3) attraverso l’impegno per una riconciliazione degli animi umani con ogni altro del mondo in una società più inclusiva;

4) attraverso un approccio adulto alla vita religiosa basato sull’autonomia nelle scelte, l’esperienza diretta, un’etica che non ha bisogno di premi presenti o futuri, l’apertura al rivelarsi del Sacro ed il dialogo nella comunità;

5) attraverso la pratica delle virtù della fede, della speranza e della carità, intese come apertura al mistero, alla possibilità ed al volto dell’altro;

6) attraverso il confronto, qualunque sia la fede personale, con il mistero della nostra creazione e con il messaggio e l’esempio di Gesù, Maestro del Cuore;

7) attraverso l’apertura, qualunque sia la fede personale, ai processi di creazione, rinnovamento e trasformazione della natura;

8) attraverso il servizio, qualunque sia la fede personale, verso la crescita dell’essere umano, il suo spirito critico e l’esercizio autonomo delle sue facoltà;

9) attraverso la testimonianza dell’inesauribile speranza che deriva da questa apertura al Sacro, da questa fede nella vita e da questo impegno per la dignità umana;

10) attraverso l’apertura all’universale ispirazione dello Spirito negli animi delle persone, espressa nei più nobili insegnamenti di tutte le religioni. Tutti:Amen

Comunione dei Fiori

Min: Sorelle e fratelli, secondo la tradizione che ci accomuna ogni animo umano ha in sé una scintilla Infinito. Per questo, nella nostra denominazione, riserviamo un momento specifico, che definiamo “Comunione dei Fiori” perché chiunque lo desideri possa condividere un pensiero con tutti i presenti. Immergiamoci, dunque nella meditazione, dichiarando la nostra disponibilità al dialogo e all’apertura. Prego, dunque, chiunque lo desideri di farci dono di quello che lo Spirito, qualunque sia il nome che ciascuno di noi vuole dargli, ispira nel suo cuore. Min: Amen

[Chi lo desidera, condivide un pensiero con i presenti, alzando una mano e attendendo di essere chiamato dal moderatore]

Benedizione Mediana

Min: Fratelli, disponiamoci alla benedizione.

Lo Spirito dai mille nomi e dalla inconoscibile essenza, che ci ha creato e accompagna i nostri passi, conceda a tutti noi il discernimento per comprendere quali vie conducano alla costruzione di un regno di pace e di giustizia per tutti e la forza per costruire tale regno.

Possa la Sua benedizione scendere su di noi e rimanere nei nostri cuori ogni giorno.

Tutti: Amen

Liturgia della Testimonianza

Testimonianza Umanista e Trascendentalista

Min: Fratelli, preghiamo insieme rendendo grazia alla vita che ci preserva e ci nutre Lett: La vita stessa è la mia guida. Non mi potrà mai essere negata la forza del suo sostegno. La terra verde mi fornisce un ricco nutrimento; pozze di acqua fresca rinfrescano il mio spirito. Una profonda intuizione mi porta lungo un percorso che è vero per il fatto stesso di esistere. Anche se dovessi camminare in una valle dove ombre oscure mi impediscono di sapere dove la vita infine terminerà in ultima analisi, non avrò paura, perché l’energia dell’universo è dentro di me. Tutto ciò che conosco mi impedisce di lasciarmi prendere dalla disperazione e ogni vita è un conforto per me. Anche di fronte a minacce al mio benessere e alla mia stessa esistenza, lo spirito della vita mi nutre, mi onora della sua presenza, e mi ricorda che ho davvero più di quanto ho bisogno. Felicità e grazia si irradiano su di me costantemente e so che mi soffermerò in questo universo con i suoi processi di trasformazione, per sempre. Tutti: Per ogni nuovo mattino con la sua luce, per il riposo e il riparo della notte, per la salute e il cibo, per l’amore e gli amici, per tutto quello che la bontà infinita ci dona, grazie (R.W. Emerson)

Testimonianza Cristiana

Min: Apriamo la liturgia cristiana accogliendo la preghiera di quanti si sentano di dare testimonianza della loro intima relazione con la Trascendenza attraverso le metafora del Padre, tanto cara alla pratica spirituale di molti di noi. Per questo, a ricordo della matrice biblica che è stata culla della nostra fede e che è linea guida per molti di noi, invito [… ] a recitare la prima stanza dello Shemà ebraico. Tutti: Amen

Shemà Lett: Ascolta, Israele, il Signore è il nostro Dio, il Signore è Uno. E amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutte le tue forze. E metterai queste parole che Io ti comando oggi, nel tuo cuore, e le insegnerai ai tuoi figli, pronunciandole quando riposi in casa, quando cammini per la strada, quando ti addormenti e quando ti alzi. E le legherai al tuo braccio, e le userai come “segno” tra i tuoi occhi, e le scriverai sugli stipiti della tua casa e sulle tue porte.

 Min: Infine, come fiore cristiano della Comunione dei fiori, accogliamo l’offerta del Padre Nostro, proposta da quanti tra noi ritengano possa essere fertile rappresentazione di quel legame verso la Trascendenza che è stato oggetto del nostro servizio

Padre Nostro

Esortazione Conclusiva

Min: Andiamo in pace, ricordando in ogni istante il compito di essere sale della terra che ci è stato affidato.

Canto di uscita

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