Liturgia di Natale 2020

Memorandum

Per il Pastore

Il pastore deve: 1.preparare la liturgia e il sermone in formato doc in modo che siano facilmente condivisibili2.nominare un Cantor, un moderatore e un lettore 3.distribuire le letture

Per il Moderatore:

Il moderatore deve 1. tenere aperti solo i microfoni funzionali allo svolgimento del servizio2. fare attenzione ad operare il più possibile per eliminare il rumore in sottofondo 3.dare la parola durante la CdF e intervenire in caso di interventi fiume invitando alla moderazione4.segnarsi coloro che intendano partecipare alla CdF e chiamare solo quelli

 

Per il Cantor:

il cantor deve 1. avere a portata di mano i canti da proporrePer i Partecipanti:I Partecipanti devono: 1. Spegnere la suoneria dei cellulari 2. Impegnarsi per ridurre al minimo i rumori in sottofondo 3. Spegnere i microfoni quando non si intenda intervenire 4. Intervenire via chat o vocalmente solo per contributi attinenti alla funzione. Eventuali saluti, commenti, battute, scuse o simili verranno fatte alla fine della stessa 5. limitare il proprio intervento nella CdF ad un paio di minuti, sforzandosi di renderlo attinente al tema proposto 6. per la serata immergersi nella meditazione eliminando ogni fonte di distrazione (ad esempio, musica o tv accese) 7. Evitare ogni comportamento che possa distrarre gli altri dalla tranquilla fruizione del servizio (non mostrare foto, oggetti o fare gesti o balli)

Lettura introduttiva

Lett: Entriamo in questo spazio, entriamo in questo momento. Lasciamo che questo momento sacro ci prenda e ci abbracci. Sentiamo la terra sotto di noi, sentiamo lo spazio intorno a noi,abbracciarci nella fiducia e nella cura. Sentiamo la presenza di fratelli e sorelle nella fede che ci circonda, viaggiatori spirituali con aspirazioni simili alle nostre. Condividiamo il tempo, condividiamo uno scopo, ci riuniamo per rinnovare la nostra speranza, per sentire la forza del nostro scopo,nell’aria intorno a noi. Qui e ora, apriamo il nostro cuore a questo momento. Sappiamo che ciò che possiamo trovare qui è apprendimento, crescita e amore. Troviamo dentro di noi quel luogo del possibile quel luogo del sogno che anela a un respiro libero, che anela a costruire un futuro più audace e migliore per noi stessi e per gli altri.

Verso il tuo tempio

Accensione del Calice

Luci Sacre’ Onoriamo il tempo del buio in cui scendiamo che sia della stagione o dell’anima. Che possiamo trovare il tempo per la riflessione in silenzio e per la celebrazione gioiosa. Portiamo con noi storie, tradizioni e rituali dalle nostre vite diverse. Siamo persone di fede con molti credi. Riempiamo il buio con le luci di molte fedi. Queste luci ci scaldano, illuminano la notte e diventano simboli di speranza per il futuro. Celebriamo le luci che sono accese nel buio. Ci fermiamo nel buio per celebrare la luce in tutte le nostre tradizioni. Ci riuniamo per gioire gli uni con gli altri come famiglia, amici e comunità. E’ portando la luce nel buio che siamo uniti e troviamo la compagnia. Che la luce che condividiamo sia con noi nei giorni di buio. Che le candele che accendiamo ci ricordino che non siamo soli. Che illuminino la nostra via di ritorno alla luce e che scaldino i nostri cuori con speranza per domani e gratitudine per oggi.

(UUA)

Affermazione Dei Princìpi

Min: Veniamo da strade diverse, liberi cercatori del sacro, senza dogmi e senza costrizioni, ma uniti da alcuni principi che danno forma alla nostra fede comune e che si radicano poi nel percorso del singolo e nella specificità della sua fede:

Ascolta: prova a sentire la voce di chi pensa di non avere valore e fa che ti chiami ad un impegno per “il valore e la dignità propria di ogni persona”.

Ascolta: prova a sentire la voce di chi si sente escluso e fa che ti chiami ad un impegno per “la giustizia, l’equità e la compassione nei rapporti umani”.

Ascolta: prova a sentire la voce della tua e dell’altrui debolezza e fa che ti chiami ad un impegno per “l’accettazione reciproca e l’incoraggiamento alla crescita spirituale”.

Ascolta: prova a sentire la voce di una nuova verità nascosta nel Mistero e fa che ti chiami ad un impegno per “la libera e responsabile ricerca della verità e del significato della vita”.

Ascolta: prova a sentire la voce delle opinioni inascoltate, di chi non ha voce in capitolo, e fa che ti chiami ad un impegno per “il diritto della coscienza e l’utilizzo del processo democratico”.

Ascolta: prova a sentire la voce di chi non ha pace o riposo e fa che ti chiami ad un impegno per “l’obiettivo di una comunità globale con pace, libertà, e giustizia per tutti”.

Ascolta: prova a sentire la voce di chi si sente separato dagli altri e dalla Terra e fa che ti chiami ad un impegno per “il rispetto per la rete interdipendente di tutta l’esistenza della quale facciamo parte.”

Liturgia della meditazione

Min: Fratelli, il male è il rifiuto di riconoscere come ogni cosa sulla terra sia legata allo Spirito in una grande rete interdipendente d’amore. Preghiamo, dunque, nella consapevolezza della nostra interdipendenza, chiedendo perdono e ispirazione.

Lett: Quando e dove può Il viandante dello Spirito trovare casa ? Dov’è quel posto Dove vi è sicurezza, rifugio, pace? Il ritorno a casa per me è un istante, un isola di grazia, e di luce interiore, una pace senza tempo anche se vissuta all’interno di tempo. Il ritorno a casa è incandescenza, consonanza, fusione con la verità, è l’esperienza dell’ Uno, e del Divino, è luce, vita e amore, è pane e respiro. Nella notte oscura, il terrore ci attanaglia, le paure ci tallonano, si apre per noi un abisso senza speranze e soli nel buio abbiamo nostalgia della luce. Spirito della Vita, infondi in noi saggezza, illumina il nostro cammino. Guidaci, con la fiaccola della speranza, con il calore dell’amore, verso il faro del senso della nostra esistenza. Tutti noi abbiamo paura del buio ma Tu donaci la luce.

Min: Dopo aver confessato la nostra umana debolezza, ascoltiamo la nostra sacra voce interiore meditando in silenzio per qualche istante. [tutti pregano in silenzio per circa un minuto] Min: Amen Tutti: Amen

Liturgia della Riconciliazione

Min. La nostra eredità universalista consegna alle nostre riflessioni una parola ricca di sfumature e significati per la nostra vita: riconciliazione. Riconciliazione è essere consapevoli che, come cantava Leonard Cohen, che “in ogni cosa c’è una frattura, ma è da lì che passa la luce”. E’ ricomporre le divisioni con la vita e tra le vite senza annullare la bellezza drammatica della loro storia. E’ su questo che la meditazione che seguirà ci invita a lavorare.

Mi riconcilio con il Mistero, ieri della mia angoscia, oggi della mia speranza. Min. Chi vuole può accendere il microfono ed esprimere un proprio motivo di angoscia o speranza, gli altri ascoltino in rispettoso silenzio [non più di tre parole a testa] (Al Termine Tutti) Oggi mi riconcilio

Min. Mi riconcilio con la Natura, ieri fatta di cose, oggi fatta di vite. Min. Chi vuole può dire il nome una persona cara, che si trovi attualmente in difficoltà o che sia recentemente scomparsa [non più di tre parole a testa] (Al Termine Tutti) Oggi mi riconcilio

Mi riconcilio con il Fratello, ieri delle lotte contro, oggi delle lotte insieme. (Tutti) Oggi mi riconcilio

Mi riconcilio con la mia Identità, ieri corpo, oggi vita, ieri ruolo, oggi persona, ieri mente, oggi coscienza. (Tutti) Oggi mi riconcilio

Aperta è la porta della Riconciliazione, qualunque sia il luogo o la cultura, la storia di vita o la natura personale: nell’Amore Divino la Riconciliazione è universale. (A. Falasca in La vita è già un miracolo, EdizioniE.U.M.)

Liturgia della Testimonianza

Testimonianza Umanista e Trascendentalista

Min: Fratelli, preghiamo insieme rendendo grazia alla vita che ci preserva e ci nutre Lett: La vita stessa è la mia guida. Non mi potrà mai essere negata la forza del suo sostegno. La terra verde mi fornisce un ricco nutrimento; pozze di acqua fresca rinfrescano il mio spirito. Una profonda intuizione mi porta lungo un percorso che è vero per il fatto stesso di esistere. Anche se dovessi camminare in una valle dove ombre oscure mi impediscono di sapere dove la vita infine terminerà in ultima analisi, non avrò paura, perché l’energia dell’universo è dentro di me. Tutto ciò che conosco mi impedisce di lasciarmi prendere dalla disperazione e ogni vita è un conforto per me. Anche di fronte a minacce al mio benessere e alla mia stessa esistenza, lo spirito della vita mi nutre, mi onora della sua presenza, e mi ricorda che ho davvero più di quanto ho bisogno. Felicità e grazia si irradiano su di me costantemente e so che mi soffermerò in questo universo con i suoi processi di trasformazione, per sempre. Tutti: Per ogni nuovo mattino con la sua luce, per il riposo e il riparo della notte, per la salute e il cibo, per l’amore e gli amici, per tutto quello che la bontà infinita ci dona, grazie (R.W. Emerson)

Letture

“Credo di aver scoperto qualcosa che sospetto caratterizzi l’esperienza religiosa in qualunque tradizione o contesto storico: più profondamente si entra nell’esperienza centrale che anima la propria Tradizione, più in generale si è abilitati e forse si è invitati o attratti ad entrare nelle esperienze di altre Tradizioni. Più profondamente si sprofonda nella propria verità religiosa, più in generale si può apprezzare e imparare dalle altre verità. […] Per i buddisti, sperimentare il Risveglio è sperimentare l’interconnessione che ci rende tutti Uno. Per i cristiani, sperimentare il Divino come Amore è sperimentare la fonte che ci rende tutti “figli di Dio” e quindi fratelli e sorelle gli uni agli altri “.

– Paul F. Knitter, senza Buddha non potrei essere cristiano

Meditazione  Past Falasca

Testimonianza Cristiana

Min: Apriamo la liturgia cristiana accogliendo la preghiera di quanti si sentano di dare testimonianza della loro intima relazione con la Trascendenza attraverso le metafora del Padre, tanto cara alla pratica spirituale di molti di noi. Per questo, a ricordo della matrice biblica che è stata culla della nostra fede e che è linea guida per molti di noi, invito [… ] a recitare la prima stanza dello Shemà ebraico. Tutti: Amen

Shemà Lett: Ascolta, Israele, il Signore è il nostro Dio, il Signore è Uno. E amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutte le tue forze. E metterai queste parole che Io ti comando oggi, nel tuo cuore, e le insegnerai ai tuoi figli, pronunciandole quando riposi in casa, quando cammini per la strada, quando ti addormenti e quando ti alzi. E le legherai al tuo braccio, e le userai come “segno” tra i tuoi occhi, e le scriverai sugli stipiti della tua casa e sulle tue porte.

Letture

*) Dal Vangelo di Luca cap 2

6 Mentre erano là, si compì per lei il tempo del parto; 7 ed ella diede alla luce il suo figlio primogenito, lo fasciò, e lo coricò in una mangiatoia, perché non c’era posto per loro nell’albergo. […]

*) Dalla Tradizione Unitariana

Pensateci un attimo: per un visitatore occasionale il bambino di cui il Vangelo parla sarebbe stato un figlio straniero di una strana coppia indigente; il primo incontro fisico con Gesú lo si vuole avvenuto in una mangiatoia di una stalla. La sua pelle avrebbe puzzato di animale. Pur avendo un secchio d acqua, non avrebbero potuto lavarlo piú di tanto per non esporlo ulteriormente al freddo della stalla. È verosimile che sul suo corpicino ci fossero residui maleodoranti di sangue e di placenta.Se foste accidentalmente passati davanti alla stalla, avreste preso in braccio quel bambino sconosciuto sporco e puzzolente, senza precauzioni, senza eccezioni, senza sapere nulla? Molti di quelli che oggi si dicono cavalieri di Cristo, difensori della fede cristiana, sarebbero scappati a gambe levate. Come facciamo a dichiararci cristiani se poi cambiamo strada di fronte alle scene disturbanti dei senza tetto, guardiamo con sospetto lo straniero e siamo schifati dai disperati sui barconi? Con quale faccia diciamo che avremmo accolto questo bambino, se poi educhiamo i nostri figli all’odio, al razzismo all’intolleranza verso il prossimo? Nessuno vi obbliga ad essere cristiani, ma se davvero dite questa sera di essere pronti ad accogliere quel bambino, allora sappiate che questo ha delle conseguenze, e che dovrete agire con tolleranza, rispetto e accoglienza, anche fuori di qui, per tutto il resto dell’anno.

Liberamente tratto dal sermone della Christmas Eve 2015 del Rev Marlin Lavanhar Alsouls UU Tulsa, Usa

Rammentiamo l’impegno comune

Lett: Siamo qui per celebrare ed onorare con il nostro impegno i doni della vita, della coscienza e della libertà dell’essere umano

1) attraverso l’amore per il prossimo e per la profondità della vita animata dallo slancio verso la trascendenza, che essa sia il frutto dell’ispirazione di un Dio d’amore, di un impulso alla totalità insito nella natura o dell’idealità di un’umanità in cerca del proprio cammino;

2) attraverso il riconoscimento della nostra unità e dignità di creature preziose in un mondo interconnesso;

3) attraverso l’impegno per una riconciliazione degli animi umani con ogni altro del mondo in una società più inclusiva;

4) attraverso un approccio adulto alla vita religiosa basato sull’autonomia nelle scelte, l’esperienza diretta, un’etica che non ha bisogno di premi presenti o futuri, l’apertura al rivelarsi del Sacro ed il dialogo nella comunità;

5) attraverso la pratica delle virtù della fede, della speranza e della carità, intese come apertura al mistero, alla possibilità ed al volto dell’altro;

6) attraverso il confronto, qualunque sia la fede personale, con il mistero della nostra creazione e con il messaggio e l’esempio di Gesù, Maestro del Cuore;

7) attraverso l’apertura, qualunque sia la fede personale, ai processi di creazione, rinnovamento e trasformazione della natura;

8) attraverso il servizio, qualunque sia la fede personale, verso la crescita dell’essere umano, il suo spirito critico e l’esercizio autonomo delle sue facoltà;

9) attraverso la testimonianza dell’inesauribile speranza che deriva da questa apertura al Sacro, da questa fede nella vita e da questo impegno per la dignità umana;

10) attraverso l’apertura all’universale ispirazione dello Spirito negli animi delle persone, espressa nei più nobili insegnamenti di tutte le religioni. Tutti:Amen

Comunione dei Fiori

Min: Sorelle e fratelli, secondo la tradizione che ci accomuna ogni animo umano ha in sé una scintilla Infinito. Per questo, nella nostra denominazione, riserviamo un momento specifico, che definiamo “Comunione dei Fiori” perché chiunque lo desideri possa condividere un pensiero con tutti i presenti. Immergiamoci, dunque nella meditazione, dichiarando la nostra disponibilità al dialogo e all’apertura. Prego, dunque, chiunque lo desideri di farci dono di quello che lo Spirito, qualunque sia il nome che ciascuno di noi vuole dargli, ispira nel suo cuore. Min: Amen

[Chi lo desidera, condivide un pensiero con i presenti, alzando una mano e attendendo di essere chiamato dal moderatore]

Meditazione Rev Rob

Al termine canto Vieni chiunque tu sia

Sacra Cena

Min: La nostra Comunione affonda le sue radici nel messaggio cristiano e distende i suoi molteplici rami verso il mistero di ogni fede. Ma tutti noi riconosciamo il valore morale e spirituale del messaggio e dell’esempio di Gesù. Nella Sacra Cena commemoriamo la figura di Gesù e ci immergiamo, nei simboli del pane e del vino, nel centro della relazione con il Sacro di cui Egli fu esempio.

Quando fu sera e si mise a tavola con i dodici discepoli, e mentre mangiavano, Gesù prese del pane e, dopo aver detto la benedizione, lo ruppe e lo diede ai suoi discepoli dicendo: «Prendete, mangiate, questo è il mio corpo che è dato per voi»

Poi, allo stesso modo, prese il calice del vino, lo benedisse e lo diede ai suoi discepoli dicendo: “Questo calice è il nuovo patto nel mio sangue, che è versato per voi. Fate questo in memoria di me”.

[Chiunque lo desideri può accostarsi alla Sacra Cena nelle due specie]

Canto alla Sacra Cena

Min: Infine, come fiore cristiano della Comunione dei fiori, accogliamo l’offerta del Padre Nostro, proposta da quanti tra noi ritengano possa essere fertile rappresentazione di quel legame verso la Trascendenza che è stato oggetto del nostro servizio

Padre Nostro

Esortazione Conclusiva

Min: Andiamo in pace, ricordando in ogni istante il compito di essere sale della terra che ci è stato affidato.

Canto di uscita

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Liturgia del 28 Febbraio 2021

Memorandum

Per il Pastore

Il pastore deve:
1.preparare la liturgia e il sermone in formato doc in modo che siano facilmente condivisibili
2.nominare un Cantor, un moderatore e un lettore
3.distribuire le letture

Per il Moderatore:

Il moderatore deve
1. tenere aperti solo i microfoni funzionali allo svolgimento del servizio
2. fare attenzione ad operare il più possibile per eliminare il rumore in sottofondo
3.dare la parola durante la CdF e intervenire in caso di interventi fiume invitando alla moderazione
4.segnarsi coloro che intendano partecipare alla CdF e chiamare solo quelli

Per il Cantor:

il cantor deve
1. avere a portata di mano i canti da proporre

Per i Partecipanti:

I Partecipanti devono:
1. Spegnere la suoneria dei cellulari
2. Impegnarsi per ridurre al minimo i rumori in sottofondo
3. Spegnere i microfoni quando non si intenda intervenire
4. Intervenire via chat o vocalmente solo per contributi attinenti alla funzione. Eventuali saluti, commenti, battute, scuse o simili verranno fatte alla fine della stessa
5. limitare il proprio intervento nella CdF ad un paio di minuti, sforzandosi di renderlo attinente al tema proposto
6. per la serata immergersi nella meditazione eliminando ogni fonte di distrazione (ad esempio, musica o tv accese)
7. Evitare ogni comportamento che possa distrarre gli altri dalla tranquilla fruizione del servizio (non mostrare foto, oggetti o fare gesti o balli)

Lettura introduttiva

Lett: Entriamo in questo spazio, entriamo in questo momento. Lasciamo che questo momento sacro ci prenda e ci abbracci. Sentiamo la terra sotto di noi, sentiamo lo spazio intorno a noi,abbracciarci nella fiducia e nella cura. Sentiamo la presenza di fratelli e sorelle nella fede che ci circonda, viaggiatori spirituali con aspirazioni simili alle nostre. Condividiamo il tempo, condividiamo uno scopo, ci riuniamo per rinnovare la nostra speranza, per sentire la forza del nostro scopo,nell’aria intorno a noi. Qui e ora, apriamo il nostro cuore a questo momento. Sappiamo che ciò che possiamo trovare qui è apprendimento, crescita e amore. Troviamo dentro di noi quel luogo del possibile quel luogo del sogno che anela a un respiro libero, che anela a costruire un futuro più audace e migliore per noi stessi e per gli altri.

Verso il tuo tempio

Accensione del Calice

Viviamo in un tempo pieno di tristezza. Molti perdono i loro amati a causa del covid. Molti perdono il loro reddito a causa della crisi economica. Molti diventano vittime di disastri naturali. Molti soffrono a causa di conflitti in tutto il mondo.

Viviamo in un tempo di incertezza. Non sappiamo quando la pandemia finirà veramente. Incontriamo difficoltà nel definire la verità a causa delle bufale che ci circondano. Dubitiamo dell’onestà del nostro governo, dell’empatia nella nostra comunità, della precisione dei nostri piani, e della fiducia nella nostra fede.

Siamo ad una crocevia, sprofondare nel perdere la speranza OPPURE costruire una fede più forte, perché affrontiamo la valle dell’oscurità.
Siamo in un esame, vivere una vita più egoistica per salvare noi stessi OPPURE rafforzare la nostra comunità per sopravvivere insieme.
Abbiamo bisogno della luce, ma non abbiamo la disciplina per un lavoro spirituale, perché sembra che tutta la nostra energia è finita nel pensare, lavorare, fare reddito, e non abbiamo abbastanza tempo.

Poi vedo che quando una tempesta butta giù un grande albero banyan, la stessa tempesta non può distruggere un boschetto di bambù. Voglio camminare in quel modo del bambù, perché non voglio stare in piede da solo in mezzo alla tempesta.

Scelgo di rimanere forte nella fede, proprio come il bambù ha radici forti.
Scelgo di rinnovare la mia speranza, proprio come la flessibilità del bambù
Scelgo di continuare ad amare gli altri, proprio come il boschetto di bambù sopravvive insieme

Ora tre cose rimangono: fede, speranza ed amore. Ma il più grande di questi è l’amore.

Rev. Aryanto Nugroho, President of the Unitarian Christian Church of Indonesia.

Affermazione Dei Princìpi

ri cercatori del sacro, senza dogmi e senza costrizioni, ma uniti da alcuni principi che danno forma alla nostra fede comune e che si radicano poi nel percorso del singolo e nella specificità della sua fede:

Ascolta: prova a sentire la voce di chi pensa di non avere valore e fa che ti chiami ad un impegno per “il valore e la dignità propria di ogni persona”.

Ascolta: prova a sentire la voce di chi si sente escluso e fa che ti chiami ad un impegno per “la giustizia, l’equità e la compassione nei rapporti umani”.

Ascolta: prova a sentire la voce della tua e dell’altrui debolezza e fa che ti chiami ad un impegno per “l’accettazione reciproca e l’incoraggiamento alla crescita spirituale”.

Ascolta: prova a sentire la voce di una nuova verità nascosta nel Mistero e fa che ti chiami ad un impegno per “la libera e responsabile ricerca della verità e del significato della vita”.

Ascolta: prova a sentire la voce delle opinioni inascoltate, di chi non ha voce in capitolo, e fa che ti chiami ad un impegno per “il diritto della coscienza e l’utilizzo del processo democratico”.

Ascolta: prova a sentire la voce di chi non ha pace o riposo e fa che ti chiami ad un impegno per “l’obiettivo di una comunità globale con pace, libertà, e giustizia per tutti”.

Ascolta: prova a sentire la voce di chi si sente separato dagli altri e dalla Terra e fa che ti chiami ad un impegno per “il rispetto per la rete interdipendente di tutta l’esistenza della quale facciamo parte.”

Liturgia della meditazione

Min: Fratelli, il male è il rifiuto di riconoscere come ogni cosa sulla terra sia legata allo Spirito in una grande rete interdipendente d’amore. Preghiamo, dunque, nella consapevolezza della nostra interdipendenza, chiedendo perdono e ispirazione.

Lett: Quando e dove può Il viandante dello Spirito trovare casa ? Dov’è quel posto Dove vi è sicurezza, rifugio, pace? Il ritorno a casa per me è un istante, un isola di grazia, e di luce interiore, una pace senza tempo anche se vissuta all’interno di tempo. Il ritorno a casa è incandescenza, consonanza, fusione con la verità, è l’esperienza dell’ Uno, e del Divino, è luce, vita e amore, è pane e respiro. Nella notte oscura, il terrore ci attanaglia, le paure ci tallonano, si apre per noi un abisso senza speranze e soli nel buio abbiamo nostalgia della luce. Spirito della Vita, infondi in noi saggezza, illumina il nostro cammino. Guidaci, con la fiaccola della speranza, con il calore dell’amore, verso il faro del senso della nostra esistenza. Tutti noi abbiamo paura del buio ma Tu donaci la luce.

Min: Dopo aver confessato la nostra umana debolezza, ascoltiamo la nostra sacra voce interiore meditando in silenzio per qualche istante. [tutti pregano in silenzio per circa un minuto] Min: Amen Tutti: Amen

Liturgia della Riconciliazione

Min. La nostra eredità universalista consegna alle nostre riflessioni una parola ricca di sfumature e significati per la nostra vita: riconciliazione. Riconciliazione è essere consapevoli che, come cantava Leonard Cohen, che “in ogni cosa c’è una frattura, ma è da lì che passa la luce”. E’ ricomporre le divisioni con la vita e tra le vite senza annullare la bellezza drammatica della loro storia. E’ su questo che la meditazione che seguirà ci invita a lavorare.

Mi riconcilio con il Mistero, ieri della mia angoscia, oggi della mia speranza. Min. Chi vuole può accendere il microfono ed esprimere un proprio motivo di angoscia o speranza, gli altri ascoltino in rispettoso silenzio [non più di tre parole a testa] (Al Termine Tutti) Oggi mi riconcilio

Min. Mi riconcilio con la Natura, ieri fatta di cose, oggi fatta di vite. Min. Chi vuole può dire il nome una persona cara, che si trovi attualmente in difficoltà o che sia recentemente scomparsa [non più di tre parole a testa] (Al Termine Tutti) Oggi mi riconcilio

Mi riconcilio con il Fratello, ieri delle lotte contro, oggi delle lotte insieme. (Tutti) Oggi mi riconcilio

Mi riconcilio con la mia Identità, ieri corpo, oggi vita, ieri ruolo, oggi persona, ieri mente, oggi coscienza. (Tutti) Oggi mi riconcilio

Aperta è la porta della Riconciliazione, qualunque sia il luogo o la cultura, la storia di vita o la natura personale: nell’Amore Divino la Riconciliazione è universale. (A. Falasca in La vita è già un miracolo, EdizioniE.U.M.)

Liturgia della Parola

I)
Nessuno è libero se non è padrone di se stesso – Epitteto
 
(II)
Il dizionario è l’unico posto dove “successo” viene prima di “sudore” – Vince Lombardi
 
(III) Mt 19
[Gesù disse] va’, vendi ciò che hai e dàllo ai poveri, e avrai un tesoro nei cieli; poi, vieni e seguimi». 22 Ma il giovane, udita questa parola, se ne andò rattristato, perché aveva molti beni. 34 Chiamata a sé la folla con i suoi discepoli, Gesù disse loro: « E che giova all’uomo se guadagna tutto il mondo e perde l’anima sua? Se uno vuol venire dietro a me, rinunci a se stesso, prenda la sua croce e mi segua. 35 Perché chi vorrà salvare la sua vita, la perderà; ma chi perderà la sua vita per amor mio e del vangelo, la salverà.
 Sermone

Al termine del sermone

 Tutti: Amen

INNO MEDIANO

RINNOVO DELL’IMPEGNO COMUNE

Lett: Siamo qui per celebrare ed onorare con il nostro impegno i doni della vita, della coscienza e della libertà dell’essere umano

1) attraverso l’amore per il prossimo e per la profondità della vita animata dallo slancio verso la trascendenza, che essa sia il frutto dell’ispirazione di un Dio d’amore, di un impulso alla totalità insito nella natura o dell’idealità di un’umanità in cerca del proprio cammino;

2) attraverso il riconoscimento della nostra unità e dignità di creature preziose in un mondo interconnesso;

3) attraverso l’impegno per una riconciliazione degli animi umani con ogni altro del mondo in una società più inclusiva;

4) attraverso un approccio adulto alla vita religiosa basato sull’autonomia nelle scelte, l’esperienza diretta, un’etica che non ha bisogno di premi presenti o futuri, l’apertura al rivelarsi del Sacro ed il dialogo nella comunità;

5) attraverso la pratica delle virtù della fede, della speranza e della carità, intese come apertura al mistero, alla possibilità ed al volto dell’altro;

6) attraverso il confronto, qualunque sia la fede personale, con il mistero della nostra creazione e con il messaggio e l’esempio di Gesù, Maestro del Cuore;

7) attraverso l’apertura, qualunque sia la fede personale, ai processi di creazione, rinnovamento e trasformazione della natura;

8) attraverso il servizio, qualunque sia la fede personale, verso la crescita dell’essere umano, il suo spirito critico e l’esercizio autonomo delle sue facoltà;

9) attraverso la testimonianza dell’inesauribile speranza che deriva da questa apertura al Sacro, da questa fede nella vita e da questo impegno per la dignità umana;

10) attraverso l’apertura all’universale ispirazione dello Spirito negli animi delle persone, espressa nei più nobili insegnamenti di tutte le religioni. Tutti:Amen

Comunione dei Fiori

Min: Sorelle e fratelli, secondo la tradizione che ci accomuna ogni animo umano ha in sé una scintilla Infinito. Per questo, nella nostra denominazione, riserviamo un momento specifico, che definiamo “Comunione dei Fiori” perché chiunque lo desideri possa condividere un pensiero con tutti i presenti. Immergiamoci, dunque nella meditazione, dichiarando la nostra disponibilità al dialogo e all’apertura. Prego, dunque, chiunque lo desideri di farci dono di quello che lo Spirito, qualunque sia il nome che ciascuno di noi vuole dargli, ispira nel suo cuore. Min: Amen

[Chi lo desidera, condivide un pensiero con i presenti, alzando una mano e attendendo di essere chiamato dal moderatore]

Benedizione Mediana

Min: Fratelli, disponiamoci alla benedizione.

Lo Spirito dai mille nomi e dalla inconoscibile essenza, che ci ha creato e accompagna i nostri passi, conceda a tutti noi il discernimento per comprendere quali vie conducano alla costruzione di un regno di pace e di giustizia per tutti e la forza per costruire tale regno.

Possa la Sua benedizione scendere su di noi e rimanere nei nostri cuori ogni giorno.

Tutti: Amen

Liturgia della Testimonianza

Testimonianza Umanista e Trascendentalista

Min: Fratelli, preghiamo insieme rendendo grazia alla vita che ci preserva e ci nutre Lett: La vita stessa è la mia guida. Non mi potrà mai essere negata la forza del suo sostegno. La terra verde mi fornisce un ricco nutrimento; pozze di acqua fresca rinfrescano il mio spirito. Una profonda intuizione mi porta lungo un percorso che è vero per il fatto stesso di esistere. Anche se dovessi camminare in una valle dove ombre oscure mi impediscono di sapere dove la vita infine terminerà in ultima analisi, non avrò paura, perché l’energia dell’universo è dentro di me. Tutto ciò che conosco mi impedisce di lasciarmi prendere dalla disperazione e ogni vita è un conforto per me. Anche di fronte a minacce al mio benessere e alla mia stessa esistenza, lo spirito della vita mi nutre, mi onora della sua presenza, e mi ricorda che ho davvero più di quanto ho bisogno. Felicità e grazia si irradiano su di me costantemente e so che mi soffermerò in questo universo con i suoi processi di trasformazione, per sempre. Tutti: Per ogni nuovo mattino con la sua luce, per il riposo e il riparo della notte, per la salute e il cibo, per l’amore e gli amici, per tutto quello che la bontà infinita ci dona, grazie (R.W. Emerson)

Testimonianza Cristiana

Min: Apriamo la liturgia cristiana accogliendo la preghiera di quanti si sentano di dare testimonianza della loro intima relazione con la Trascendenza attraverso le metafora del Padre, tanto cara alla pratica spirituale di molti di noi. Per questo, a ricordo della matrice biblica che è stata culla della nostra fede e che è linea guida per molti di noi, invito [… ] a recitare la prima stanza dello Shemà ebraico. Tutti: Amen

Shemà Lett: Ascolta, Israele, il Signore è il nostro Dio, il Signore è Uno. E amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutte le tue forze. E metterai queste parole che Io ti comando oggi, nel tuo cuore, e le insegnerai ai tuoi figli, pronunciandole quando riposi in casa, quando cammini per la strada, quando ti addormenti e quando ti alzi. E le legherai al tuo braccio, e le userai come “segno” tra i tuoi occhi, e le scriverai sugli stipiti della tua casa e sulle tue porte.

 Min: Infine, come fiore cristiano della Comunione dei fiori, accogliamo l’offerta del Padre Nostro, proposta da quanti tra noi ritengano possa essere fertile rappresentazione di quel legame verso la Trascendenza che è stato oggetto del nostro servizio

Padre Nostro

Esortazione Conclusiva

Min: Andiamo in pace, ricordando in ogni istante il compito di essere sale della terra che ci è stato affidato.

Canto di uscita

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Le fantasticherie del passeggiatore solitario

Cari Amici,
Lo so, lo so che vi avevo promesso un sermone sulla sofferenza, ma per quanti tra voi si siano già trovati a dover sentire Falasca nei seguitissimi incontri all’ora del tea non me la sono sentita di infierire ancora. Scherzi a parte mi sono trovato. per ragioni assolutamente fortuite e casuali, a seguire questo sermone/intervento di Peter Conroy professore emerito di Letteratura Francese all’Università di Chicago, tenuto all’Unitarian Universalist Fellowship di Door County, ridente località in Wisconsin sita su un istmo del lago Michigan (fonte Google Maps, i miei voti in geografia erano più o meno quelli di Falasca nei riassunti).
Per il punto di vista UU Rousseau rappresenta un bel paradosso, perché, almeno stando a una riproposizione molto superficiale e molto mainstream della vulgata UU noi siamo molto d’accordo con Rousseau nel dire che l’uomo è naturalmente buono, che non esistano lupi naturali o peccati originali, però noi siamo anche in profondo disaccordo con Rousseau se questo riconoscimento delle qualità naturali dell’uomo finisce poi in una condanna della cultura e del progresso (anche qui per sommi capi e con tanti importanti distinguo, Thoureau ad esempio). Per Rousseau, la cultura, la scienza hanno allontanato l’uomo dalle sue naturali caratteristiche portandolo ad essere in fondo più barbaro di quello che egli considera i barbari, in nome del progresso l’uomo sta impoverendo e distruggendo un pianeta, e in nome del progresso ha affamato e ucciso milioni di persone. Meglio un passo indietro. Ma la ragione per cui, mentre mangiavo un panino con pane tostato burro acciughe e un filo d’olio mi è scappato di scrivere questo sermone sono le motivazioni che Rousseau adduce a riprova di questa degradazione morale umana: la sofisticazione dei bisogni. Cos’è che porta l’uomo ad allontanarsi dallo stato di natura secondo Rousseau, l’assoluta incapacità di moderazione verso bisogni sempre nuovi. Con questo apriamo una nuova e spero interessante parentesi nell’analisi dei limiti psicobiologici del corpo umano cui siamo chiamati a far fronte: ricordate che con Pascal avevamo visto il divertissement, la noia e l’abitudine come principio di allontanamento dalle buone pratiche, con Schopenhauer avevamo parlato di una cattiva volontà, che ci porta sempre ad essere proni rispetto a qualche desiderio, ora con Rousseau, in maniera del tutto simile, parleremo della nostra dipendenza da bisogni sempre nuovi, su cui posso anche non dilungarmi, basta il semplice rimando al mondo consumistico odierno.
A parer mio, come sapete, una delle ragioni per cui ha senso l’esperienza di vita nel suo complesso, è proprio permettere all’uomo di fare i conti con questo cavallo imbizzarrito e fallace che è il corpo, orientandolo verso una condotta più moderata
E questo dominio dei bisogni, su cui spesso diciamo, può essere ottenuto con la pratica, ma oggi, con vostra somma sorpresa, vi proporrò una pratica che difficilmente mi riguarda ma che molti di voi nel corso degli anni mi hanno confidato di mettere in atto regolarmente ed apprezzare: la passeggiata nella natura. Essa è anzitutto recupero del contatto con la natura, ma prima ancora allontanamento dai rumori della cultura. Sottolineando l’immagine di allontanamento il Vangelo e Gesù lo presentano come deserto, forse anche per ragioni geografiche contingenti, a la natura (e il deserto) possono essere molto di più. Tuttavia, prima ancora che per ciò che si trova nell’atto di passeggiare è molto importante riflettere sul peso di ciò che si lascia e sullo spazio di ascolto che si libera con questo atto.
Per Rousseau la passeggiata era qualcosa di a-logico , che permetteva un contatto primitivo con la natura, sia nell’atto del camminare (corpo), che nelle percezioni che tale atto consentiva (anima). Per natura Rousseau intendeva qualcosa di molto preciso: non una serva al culto dell’uomo dominante, una esperienza di servizio per l’uomo, col compito di procurargli nutrimento, svago, medicine e parentesi piacevoli. L’inquinamento ne è una dimostrazione. In questo senso deteriore la natura diventava per l’uomo il luogo dove sfogare la propria frustrazione di non saper uscire dal ciclo dei bisogni. L’inquinamento è la prova di quanto si posa essere schiavi del bisogno e proni all’incapacità di moderarlo. Ma questa non è una soluzione, l’inquinamento è la prova di quanto l’uomo resti impigliato in un circolo vizioso che avrebbe portato alla distruzione del creato e, in subordine, dell’uomo stesso. La Natura era per Rousseau una controparte sul piano emotivo, essa era consolatoria, al punto in cui riusciva ad assorbire le emozioni negative, la rabbia, la compulsione, restituendo tranquillità e serenità. La Natura è una alterità attraverso cui aprire il proprio canale emotivo e scoprirsi proiettato in essa. Rousseau è stato, secondo Conroy il primo a dotare la natura di una ricettività e di una facoltà di risposta al sentimento. La natura è il luogo della fantasticheria, nella sua duplice accezione greca: da un lato è il momento della percezione ricettiva della ascolto, della disponibilità a ricevere e a farsi pervadere in qualche modo riscoprendo una valenza curativa e ristoratrice, dall’altro è il luogo seminale che permette all’individuo l’incontro con la propria fantasia permettendo all’individuo un movimento psichico parallelo a quello fisico.
Concludendo mi sento di dire che Rousseau ha posto più attenzione sull’effetto, gli aspetti deteriori del progresso di quanto non abbia fatto per la causa, l’incontinenza dei bisogni. Come UU mi sento dunque di accogliere la lezione russoiana ogni volta che pratico la moderazione, pur senza demonizzare il progresso. L’educazione alla moderazione dei bisogni è una delle cose che manca alla società per potersi Regno cristiano compiuto. Fino a quando saremo distatti, volenti o nolenti da qualche bisogno, reale o presunto, avremo sempre una attenzione divisa e l’esperienza spirituale non potrà dirsi né ultimata, né ottimale.
E allora facciamolo quest’uomo, capace di acquisire poco per volta ogni giorno questa importante pratica meditativa,
Nasè Adam,
Amen
Rob

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