L’arcobaleno e l’indaco

 Gen 9:1: L’arco dunque sarà nelle nuvole e io lo guarderò per ricordarmi del patto perpetuo fra Dio e ogni essere vivente, di qualunque specie che è sulla terra».

Cari Amici,

 In questa settimana ho riflettuto su questo passo, scoprendo che già gli antichi avevano delle conoscenze di fisica ottica notevoli, dando a ciascuno degli aspetti di questo fenomeno fisico, un significato simbolico apirituale di cui mi piace poter discutere con voi stasera

(I)

Arcobaleno come rifrazione

Noi siamo una goccia di divinità in un mare spirituale. L’esperienza dell’arcobaleno ci insegna che questa goccia è in realtà un magma complesso di esperienze contraddittorie che si giustappongono nella cronologia della nostra vita ed a cui è nostro dovere conferire senso ed armonia. Ciò che dobbiamo evitare è la stereotipizzazione, la classificazione semplice della nostra vita e del prossimo. Non esistono i buoni solo buoni e i cattivi solo cattivi, fatta qualche eccezione, che però credo assuma connotazioni patologiche e non possa costituire la norma. Ogni persona è una armonia complessa di colori chiari e di colori scuri. Una persona di cui conosciate solo note positive è una persona che non conoscete bene, diffidate di chi conoscete solo parzialmente. Non chiedetevi, non chiedete ai vostri amici, parenti, partners di non avere colori scuri. Nessuno vi chiede di essere monocolore, ciò che vi si chiede è di moderare e modulare lo spazio dedicato ai colori scuri. Voi avete a disposizione una tavolozza di colori che rispondono ad altrettante qualità, vostro compito è miscelarli sapientemente, è non lasciare che lo scuro predomini e soffochi il resto.Voi avete a disposizione un tesoro di possibilità, di opportunità di talenti… vostro compito è farli fruttare al meglio, far si che questo tesoro non resti sulla carta, ma diventi qualcosa di concreto, mostri attraverso noi, nei fatti, il marchio di fabbrica di Chi c’ha offerto questa opportunità. Non dobbiamo nascondere o ignorare lo scuro, ma impegnarci per modularlo, per far sì che anche lo scuro possa avere un senso in una armonia complessiva

(II)

Arcobaleno come esperienza riflessione:

Ma questo ci invita anche ad un atto di responsabilità: lo stesso arcobaleno complesso di esperienze che noi vediamo nell’Altro, l’Altro lo vede in noi. Se davvero predichiamo rispetto, carità equilibrio spirituale, dobbiamo, per quanto possibile proporre un abito coerente a quanto diciamo. E l’aecobaleno ci permette anche di chiarire un punto: nessuno di noi è un Santo, ognuno di noi nel novero di colori che mostra, mostra prima o poi anche delle tinte che non vorrebbe o non dovrebbe mostrare, un colore più scuro. Non possiamo eliminare del tutto le parti più scure, non posso chiedervelo, perchè anzitutto non posso chiedermelo, ma anche perchè, come ho scritto sopra e come tornerò a dire, penso sia esperienza propria dell’umano fare i conti con le tinte scure di sè. Ma se è vero che non possiamo eliminare i colori scuri, è altrettanto verò che è nostro dovere contenerli e limitari. La coerenza che dobbiamo mostrare non è da calcolarsi in funzione dell’assenza di tinte scure, ma della nostra capacità di moderarne la portata e l’ampiezza. Se davvero diciamo di essere agenti di speranza, questa speranza delle tralucere in ogni nostro atto; se davvero diciamo che come UU siamo in grado di proporre un modello di spiritualità sostenibile, questo modello deve impermeare i nostri atti al punto di poter essere d’esempio ed invogliare all’imitazione

(III)

Arcobaleno come esperienza dopo il diluvio:

questo è un punto su cui sto insistendo molto ultimamente: l’esperienza di vita, per quanto difficile e complicata possa essere, anzi, per certi versi proprio perchè così difficile e complicata, è funzionale alla comprensione di un concetto fondamentale: la felicità, la bellezza, la complessità del mondo sarebbero incomprensibili senza avere consuetudine delle esperienze contrarie. Senza la settimana lavorativa il venerdì non sarebbe cosi bello: uno te lo puà raccontare quant’è bello il venerdi sera, ma finchè non lo vivi, non ne hai una esperienza diretta, allora è difficile capire. Un arcobaleno visto in foto è certamente bello, ma se vissuto dopo un momento di nubi e temporali, allora acquisisce un sapore speciale. Io sono fermamente convinto che almeno uno dei sensi delle difficoltà che incontriamo nella vita sia quello di farci mettere più attenzione alle esperienze positive, sia l’invitarci ad estrarle dalla coltre di nebbia. Senza questa esperienza, seduti nell’empireo a snocciolare ave marie, per dirla con Dante, non avremmo capito molto di ciò che succede. La meditazione/preghiera, altra cosa su cui insisto molto, è un invito a una meta-riflessione che ci ricorda di assaporare i momenti belli, di conferire loro il giusto valore, e di comprendere che, per la struttura antropologica dell’essere umano, non potrebbero essere cosi belli, se fossero costanti e consueti. Perfino il Paradiso sarebbe noioso se non  avessimo mai avuto esperienza d’altro

(IV)

Arcobaleno come prospettiva

Infine, se lasci che dei muri ostacolino la vista, tu l’arcobaleno non lo vedrai mai. La vita di ciascuno è fetente al punto, o per come la vedo io, il Principale è così burlone, da metterti sempre davanti a un bivio e di fornirti sempre giustificazioni facili per fare la scelta più scura. Se tu non riesci a riconoscere la burla, se non riesci a vedere questo schema per cui l’unica volta che ti chiama la tua amica top-model è proprio quando tu hai deciso di attendere a un servizio, non riuscirai mai a vedere l’arcobaleno. Il percorso spirituale è costitutivamente posto sempre in modo che ci sia sempre una ragione per non compierlo, che uno possa trovare miliardi di buoni motivi per disinteressarsene. Ma proprio qui sta il busillis, nella volontà di andare controcorrente, di ritagliarci uno spazio spirituale nonostante tutto. E come lo manifestiamo questo spazio? Alzando la testa e guardando Oltre, valutando i nostri atti non sotto l’influenza delle grida di strilloni capipopolo che ci invitano ad ascoltare la pancia, ma con gli occhi e il cuore ben saldi ad alzare la testa, scrutare l’orizzonte e guardare l’arcobaleno. Forse sarete giudicati dei perdenti dalla massa, forse perderete punti al bar senza un salace commento contro immigrati, disabili e omosessuali, ma se saprete guardare Oltre questa presunta perdita contingente, allora vi riscoprireste a guadagnare una consapevolezza più alta e più profonda, e non sto parlando di posti in un paradiso in cui credo ma non posso dir nulla, ma della consapevolezza terrena di poter vivere un’esperienza spirituale profonda e unica, che gli altri non vi possono invidiare semplicemente perchè non son disposti ad alzare la testa

Allora facciamolo quest’uomo, capace di emozionarsi alla vista dell’arcobaleno

Nasè Adam  

נַֽעֲשֶׂ֥ה  אָדָ֛ם

Amen

Rob

Liturgia del 15 Ottobre 2017

Memorandum

Per il Pastore

Il pastore deve:

  1. preparare la liturgia e il sermone in formato doc in modo che siano facilmente condivisibili
  2. nominare un Cantor, un moderatore e un lettore
  3. distribuire le letture

 

Per il Moderatore:

Il moderatore deve

  1. a) tenere aperti solo i microfoni funzionali allo svolgimento del servizio
  2. b) fare attenzione ad operare il più possibile per eliminare il rumore in sottofondo
  3. c) dare la parola durante la CdF e intervenire in caso di interventi fiume invitando alla moderazione

 

Per il Cantor:

il cantor deve

  1. a) avere a portata di mano i canti da proporre

 

Per i Partecipanti:

I Partecipanti devono:

  1. a) Spegnere la suoneria dei cellulari
  2. b) Impegnarsi per ridurre al minimo i rumori in sottofondo
  3. c) Spegnere i microfoni quando non si intenda intervenire
  4. d) Intervenire via chat o vocalmente solo per contributi attinenti alla funzione. Eventuali saluti, commenti, battute, scuse o simili verranno fatte alla fine della stessa
  5. e) limitare il proprio intervento nella CdF ad un paio di minuti, sforzandosi di renderlo attinente al tema proposto
  6. f) per la serata immergersi nella meditazione eliminando ogni fonte di distrazione (ad esempio, musica o tv accese)
  7. g) Evitare ogni comportamento che possa distrarre gli altri dalla tranquilla fruizione del servizio (non mostrare foto, oggetti o fare gesti o balli)

 

Lettura introduttiva

Lett: Entriamo in questo spazio, entriamo in questo momento. Lasciamo che questo momento sacro ci prenda e ci abbracci. Sentiamo la terra sotto di noi, sentiamo lo spazio intorno a noi,abbracciarci nella fiducia e nella cura. Sentiamo la presenza di fratelli e sorelle nella fede che ci circonda, viaggiatori spirituali con aspirazioni simili alle nostre. Condividiamo il tempo, condividiamo uno scopo, ci riuniamo per rinnovare la nostra speranza, per sentire la forza del nostro scopo,nell’aria intorno a noi. Qui e ora, apriamo il nostro cuore a questo momento. Sappiamo che ciò che possiamo trovare qui è apprendimento, crescita e amore. Troviamo dentro di noi quel luogo del possibile quel luogo del sogno che anela a un respiro libero, che anela a costruire un futuro più audace e migliore per noi stessi e per gli altri.

Verso il tuo tempio

 

Occasione

  • Morte di Norbert Capek

Accensione del Calice

Nel momento in cui accendiamo il calice,
quale segno di partecipazione al calore della nostra comunità e di
quanti la animano, in unità,
per scacciare l’oscurità dalle nostre anime, dalle nostre menti e dei
nostri corpi.
Con questa fiamma rinnoviamo la gratitudine
e rinvigoriamo  la certezza dell’amore di Dio,
rinforzando noi stessi con la grazia Divina,
nella partecipazione a quest’ora di servizio e preghiera,
riscoprendo con umiltà il valore di umanità
e portando Nuova Speranza insieme al Calice illuminante.

Rev. Harrison Kingsley minister of the Unitarian Christian Church of Chennai, India

Affermazione Dei Princìpi

Min: Veniamo da strade diverse, liberi cercatori del sacro, senza dogmi e senza costrizioni, ma uniti da alcuni principi che danno forma alla nostra fede comune e che si radicano poi nel percorso del singolo e nella specificità della sua fede:

  Ascolta: prova a sentire la voce di chi pensa di non avere valore e fa che ti chiami ad un impegno per “il valore e la dignità propria di ogni persona”.
Ascolta: prova a sentire la voce di chi si sente escluso e fa che ti chiami ad un impegno per “la giustizia, l’equità e la compassione nei rapporti umani”.
Ascolta: prova a sentire la voce della tua e dell’altrui debolezza e fa che ti chiami ad un impegno per “l’accettazione reciproca e l’incoraggiamento alla crescita spirituale”.
Ascolta: prova a sentire la voce di una nuova verità nascosta nel Mistero e fa che ti chiami ad un impegno per “la libera e responsabile ricerca della verità e del significato della vita”.
Ascolta: prova a sentire la voce delle opinioni inascoltate, di chi non ha voce in capitolo, e fa che ti chiami ad un impegno per “il diritto della coscienza e l’utilizzo del processo democratico”.
Ascolta: prova a sentire la voce di chi non ha pace o riposo e fa che ti chiami ad un impegno per “l’obiettivo di una comunità globale con pace, libertà, e giustizia per tutti”.
Ascolta: prova a sentire la voce di chi si sente separato dagli altri e dalla Terra e fa che ti chiami ad un impegno per “il rispetto per la rete interdipendente di tutta l’esistenza della quale facciamo parte.”

Liturgia della meditazione

Min: Fratelli, il male è il rifiuto di riconoscere come ogni cosa sulla terra sia legata allo Spirito in una grande rete interdipendente d’amore. Preghiamo, dunque, nella consapevolezza della nostra interdipendenza, chiedendo perdono e ispirazione.

 

Lett: Quando e dove può Il viandante dello Spirito trovare casa ? Dov’è quel posto Dove vi è sicurezza, rifugio, pace? Il ritorno a casa per me è un istante, un isola di grazia, e di luce interiore, una pace senza tempo anche se vissuta all’interno di tempo. Il ritorno a casa è incandescenza, consonanza, fusione con la verità, è l’esperienza dell’ Uno, e del Divino, è luce, vita e amore, è pane e respiro.  Nella notte oscura, il terrore ci attanaglia, le paure ci tallonano, si apre per noi un abisso senza speranze e soli nel buio abbiamo nostalgia della luce. Spirito della Vita, infondi in noi saggezza, illumina il nostro cammino. Guidaci, con la fiaccola della speranza, con il calore dell’amore, verso il faro del senso della nostra esistenza. Tutti noi abbiamo paura del buio ma Tu donaci la luce.

Min: Dopo aver confessato la nostra umana debolezza, ascoltiamo la nostra sacra voce interiore meditando in silenzio per qualche istante. [tutti pregano in silenzio per circa un minuto] Min: Amen Tutti: Amen

Liturgia della Riconciliazione

Min. La nostra eredità universalista consegna alle nostre riflessioni una parola ricca di sfumature e significati per la nostra vita: riconciliazione. Riconciliazione è essere consapevoli che, come cantava Leonard Cohen, che “in ogni cosa c’è una frattura, ma è da lì che passa la luce”. E’ ricomporre le divisioni con la vita e tra le vite senza annullare la bellezza drammatica della loro storia. E’ su questo che la meditazione che seguirà ci invita a lavorare.

 

  1. Mi riconcilio con il Mistero, ieri della mia angoscia, oggi della mia speranza. Min. Chi vuole può accendere il microfono ed esprimere un proprio motivo di angoscia o speranza, gli altri ascoltino in rispettoso silenzio [non più di tre parole a testa] (Al Termine Tutti) Oggi mi riconcilio Min.
  2. Mi riconcilio con la Natura, ieri fatta di cose, oggi fatta di vite. Min. Chi vuole può dire il nome una persona cara, che si trovi attualmente in difficoltà o che sia recentemente scomparsa [non più di tre parole a testa] (Al Termine Tutti) Oggi mi riconcilio
  3. Mi riconcilio con il Fratello, ieri delle lotte contro, oggi delle lotte insieme. (Tutti) Oggi mi riconcilio
  4. Mi riconcilio con la mia Identità, ieri corpo, oggi vita, ieri ruolo, oggi persona, ieri mente, oggi coscienza. (Tutti) Oggi mi riconcilio

 

Aperta è la porta della Riconciliazione, qualunque sia il luogo o la cultura, la storia di vita o la natura personale: nell’Amore Divino la Riconciliazione è universale. (A. Falasca in La vita è già un miracolo,  EdizioniE.U.M.)

Liturgia della Parola

I] Steve Jobs

non è possibile unire i puntini guardando avanti; potete solo unirli guardandovi all’indietro. Così, dovete aver fiducia che in qualche modo, nel futuro, i puntini si potranno unire. Dovete credere in qualcosa – il vostro ombelico, il destino, la vita, il karma, qualsiasi cosa.

II]  Norbert Capeck

Vale la pena vivere e combattere coraggiosamente per gli ideali sacri.
Soffiate pure venti malvagi sul fuoco del mio corpo, la mia anima non si scomporrà

Anche se deluso per esser  mille volte caduto nel combattimento e tutto mi sembri vano, ho vissuto in mezzo all’eternità.

Sii grata anima mia – Ne è valsa la pena vivere la mia vita.  Ho vissuto come uno che è stato pressato da tutti i lati, ma è rimasto vittorioso in spirito, ed ora è benvenuto nel coro degli eroi f si accolsero nel coro degli eroi. Colui che vinse le catene rinforzando le ali della propria mente potendo cosi entrare nell’Età dell’Oro da vincitore

III] Mt Cap 25

35 Perché ebbi fame e mi deste da mangiare; ebbi sete e mi deste da bere; fui straniero e mi accoglieste; 36 fui nudo e mi vestiste; fui ammalato e mi visitaste; fui in prigione e veniste a trovarmi”. 37 Allora i giusti gli risponderanno: “Signore, quando mai ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare? O assetato e ti abbiamo dato da bere? 38 Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto? O nudo e ti abbiamo vestito? 39 Quando mai ti abbiamo visto ammalato o in prigione e siamo venuti a trovarti?” 40 E il re risponderà loro: “In verità vi dico che in quanto lo avete fatto a uno di questi miei minimi fratelli, l’avete fatto a me”.

 

Sermone

 

Al termine  canto Vieni chiunque tu sia

Rinnovo Dell’impegno comune

Lett: Siamo qui per celebrare ed onorare con il nostro impegno i doni della vita, della coscienza e della libertà dell’essere umano

1) attraverso l’amore per il prossimo e per la profondità della vita animata dallo slancio verso la trascendenza, che essa sia il frutto dell’ispirazione di un Dio d’amore, di un impulso alla totalità insito nella natura o dell’idealità di un’umanità in cerca del proprio cammino;

2) attraverso il riconoscimento della nostra unità e dignità di creature preziose in un mondo interconnesso;

3) attraverso l’impegno per una riconciliazione degli animi umani con ogni altro del mondo in una società più inclusiva;

4) attraverso un approccio adulto alla vita religiosa basato sull’autonomia nelle scelte, l’esperienza diretta, un’etica che non ha bisogno di premi presenti o futuri, l’apertura al rivelarsi del Sacro ed il dialogo nella comunità;

5) attraverso la pratica delle virtù della fede, della speranza e della carità, intese come apertura al mistero, alla possibilità ed al volto dell’altro;

6) attraverso il confronto, qualunque sia la fede personale, con il mistero della nostra creazione e con il messaggio e l’esempio di Gesù, Maestro del Cuore;

7) attraverso l’apertura, qualunque sia la fede personale, ai processi di creazione, rinnovamento e trasformazione della natura;

8) attraverso il servizio, qualunque sia la fede personale, verso la crescita dell’essere umano, il suo spirito critico e l’esercizio autonomo delle sue facoltà;

9) attraverso la testimonianza dell’inesauribile speranza che deriva da questa apertura al Sacro, da questa fede nella vita e da questo impegno per la dignità umana;

10) attraverso l’apertura all’universale ispirazione dello Spirito negli animi delle persone, espressa nei più nobili insegnamenti di tutte le religioni. Tutti:Amen

 

Comunione dei Fiori

Min: Sorelle e fratelli, secondo la tradizione che ci accomuna ogni animo umano ha in sé una scintilla Infinito. Per questo, nella nostra denominazione, riserviamo un momento specifico, che definiamo “Comunione dei Fiori” perché chiunque lo desideri possa condividere un pensiero con tutti i presenti. Immergiamoci, dunque nella meditazione, dichiarando la nostra disponibilità al dialogo e all’apertura. Prego, dunque, chiunque lo desideri di farci dono di quello che lo Spirito, qualunque sia il nome che ciascuno di noi vuole dargli, ispira nel suo cuore. Min: Amen

 

[Chi lo desidera, condivide un pensiero con i presenti]

 

Benedizione Mediana

Min: Fratelli, disponiamoci alla benedizione.
Lo Spirito dai mille nomi e dalla inconoscibile essenza, che ci ha creato e accompagna i nostri passi, conceda a tutti noi il discernimento per comprendere quali vie conducano alla costruzione di un regno di pace e di giustizia per tutti e la forza per costruire tale regno.
Possa la Sua benedizione scendere su di noi e rimanere nei nostri cuori ogni giorno.

Tutti: Amen

Testimonianza Umanista e Trascendentalista

Min: Fratelli, preghiamo insieme rendendo grazia alla vita che ci preserva e ci nutre Lett: La vita stessa è la mia guida. Non mi potrà mai essere negata la forza del suo sostegno. La terra verde mi fornisce un ricco nutrimento; pozze di acqua fresca rinfrescano il mio spirito. Una profonda intuizione mi porta lungo un percorso che è vero per il fatto stesso di esistere. Anche se dovessi camminare in una valle dove ombre oscure mi impediscono di sapere dove la vita infine terminerà   in ultima analisi, non avrò paura, perché l’energia dell’universo è dentro di me. Tutto ciò che conosco mi impedisce di lasciarmi prendere dalla disperazione e ogni vita è un conforto per me. Anche di fronte a minacce al mio benessere e alla mia stessa esistenza, lo spirito della vita mi nutre, mi onora della sua presenza, e mi ricorda che ho davvero più di quanto ho bisogno. Felicità e grazia si irradiano su di me costantemente e so che mi soffermerò in questo universo con i suoi processi di trasformazione, per sempre. Tutti: Per ogni nuovo mattino con la sua luce, per il riposo e il riparo della notte, per la salute e il cibo, per l’amore e gli amici, per tutto quello che la bontà infinita ci dona, grazie (R.W. Emerson)

Testimonianza Cristiana

Min: Apriamo la liturgia cristiana accogliendo la preghiera di quanti si sentano di dare testimonianza della loro intima relazione con la Trascendenza attraverso le metafora del Padre, tanto cara alla pratica spirituale di molti di noi. Per questo, a ricordo della matrice biblica che è stata culla della nostra fede e che è linea guida per molti di noi, invito [… ] a recitare la prima stanza dello Shemà ebraico. Tutti: Amen

 

Shemà Lett: Ascolta, Israele, il Signore è il nostro Dio, il Signore è Uno. E amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutte le tue forze. E metterai queste parole che Io ti comando oggi, nel tuo cuore, e le insegnerai ai tuoi figli, pronunciandole quando riposi in casa, quando cammini per la strada, quando ti addormenti e quando ti alzi. E le legherai al tuo braccio, e le userai come “segno” tra i tuoi occhi, e le scriverai sugli stipiti della tua casa e sulle tue porte.

 

Min: Infine, come fiore cristiano della Comunione dei fiori, accogliamo l’offerta del Padre Nostro, proposta da quanti tra noi ritengano possa essere fertile rappresentazione di quel legame verso la Trascendenza che è stato oggetto del nostro servizio

Padre Nostro

Esortazione Conclusiva

Min: Andiamo in pace, ricordando in ogni istante il compito di essere sale della terra che ci è stato affidato.

Canto di uscita

 

In tre minuti: 14 Ottobre 2017

Venga il tuo Regno

Che cosa vuol dire in pratica venga il tuo Regno?
Pensate alla Relazione Fondamentale Uomo Dio come a una bilancia: su un piatto Lui ci mette le esperienze di vita: per solito noi le consideriamo belle o brutte, ma è un falso problema. Non dobbiamo avere verso di esse un approccio estetico, ma considerarle opportunità, opportunità di mettere in campo, mettere in gioco la nostra vita secondo valori spirituali.

E’ così che sull’altro piatto noi dobbiamo mettere la nostra volontà di tenere la bilancia in equilibrio, resistendo ancorati ai valori quando è troppo bassa, elargendo quando è fortunatamente alta.

Dicendo venga il tuo regno diamo importanza all’atteggiamento con cui affrontiamo ciò che viviamo, qualunque ne sia sia il peso. E’ il nostro impegno a cercare l’equilibrio

L’aggettivo Tuo indica la nostra ferma volontà ad accettare la sorte che Lui dispone, Regno è la nostra responsabilità all’equilibrio, su cui tra l’altro fondiamo il principio di moderazione nella nostra etica.

Questo avviene attraverso un’attitudine spirituale, che consiste nel  non perdere di vista il fine trascende e a trasformare l’esperienza di vita pratica con un accento spirituale, per arrivare a questo equilibrio.

Quindi Venga il Tuo Regno non è solo un affermazione metafisica ma è un impegno quotidiano a lavorare su noi stessi per vivere la nostra vita con qualità

Questo non è facile per nessuno e la preghiera serve appunto per ricordarcelo ed auto-invitarci all’attenzione, all’atteggiamento e all’impegno giusto

Buona Giornata

Rev, Rob

trascritto da Vittorio Cosimo Rosso