Liturgia dell’8 ottobre 2017

Lett: Ho bisogno di pace,
ho bisogno di esprimere la mia gratitudine,
ho bisogno di umiltà,
Preghiamo insieme
perché da solo ciascuno di noi
non è abbastanza
ed è troppo.
Esprimiamo la nostra gratitudine per il dono della vita,
esprimiamo la nostra unicità
nel grande quadro dell’umanità
e di tutto il creato.

INNO DI APERTURA

ACCENSIONE DEL CALICE

Min: Iniziamo la nostra celebrazione con uno degli elementi che più caratterizza la nostra Comunione. Come sapete, è tradizione unitariana e universalista che a turno ogni Chiesa del mondo trasmetta a tutte le altre un pensiero su cui meditare all’accensione del Calice, che è simbolo del nostro accogliere e partecipare al Mistero della vita, coltivando quella scintilla di Infinito che ci spinge ad elevarci spiritualmente.

Lett: Nel momento in cui accendiamo il calice, quale segno di partecipazione al calore della nostra comunità e di quanti la animano, in unità, per scacciare l’oscurità dalle nostre anime, dalle nostre menti e dei nostri corpi, con questa fiamma rinnoviamo la gratitudine e rinvigoriamo la certezza dell’amore di Dio, rinforzando noi stessi con la grazia Divina, nella partecipazione a quest’ora di servizio e preghiera, riscoprendo con umiltà il valore di umanità e portando Nuova Speranza insieme al Calice illuminante.

(Rev. Harrison Kingsley – Unitarian Christian Church of Chennai, India)

AFFERMAZIONE DEI PRINCIPI

Min: Veniamo da strade diverse, liberi cercatori del sacro, senza dogmi e senza costrizioni, ma uniti da alcuni principi che danno forma alla nostra fede comune e che si radicano poi nel percorso del singolo e nella specificità della sua fede:

Lett.: Ascolta: prova a sentire la voce di chi pensa di non avere valore e fa che ti chiami ad un impegno per “il valore e la dignità propria di ogni persona”.

Ascolta: prova a sentire la voce di chi si sente escluso e fa che ti chiami ad un impegno per “la giustizia, l’equità e la compassione nei rapporti umani”.

Ascolta: prova a sentire la voce della tua e dell’altrui debolezza e fa che ti chiami ad un impegno per “l’accettazione reciproca e l’incoraggiamento alla crescita spirituale”.

Ascolta: prova a sentire la voce di una nuova verità nascosta nel Mistero e fa che ti chiami ad un impegno per “la libera e responsabile ricerca della verità e del significato della vita”.

Ascolta: prova a sentire la voce delle opinioni inascoltate, di chi non ha voce in capitolo, e fa che ti chiami ad un impegno per “il diritto della coscienza e l’utilizzo del processo democratico”.

Ascolta: prova a sentire la voce di chi non ha pace o riposo e fa che ti chiami ad un impegno per “l’obiettivo di una comunità globale con pace, libertà, e giustizia per tutti”.

Ascolta: prova a sentire la voce di chi si sente separato dagli altri e dalla Terra e fa che ti chiami ad un impegno per “il rispetto per la rete interdipendente di tutta l’esistenza della quale facciamo parte.”

LITURGIA DELLA MEDITAZIONE

Min: Sorelle e fratelli, il male è il rifiuto di riconoscere come ogni cosa sulla terra sia legata allo Spirito in una grande rete interdipendente d’amore. Preghiamo, dunque, nella consapevolezza della nostra interdipendenza, chiedendo perdono e ispirazione.

Lett: Uno inconoscibile, Uno senza nome e dai mille nomi,
ti preghiamo di mostrare la tua benevolenza a tutte le creature della terra
e che gli esseri umani sappiano usare con saggezza dei loro doni,
del loro libero arbitrio e della loro immaginazione, della loro conoscenza,
dei loro poteri e della loro compassione
perché ogni casa sia riflesso della Tua immagine

Min: Dopo aver confessato la nostra umana debolezza, ascoltiamo la nostra sacra voce interiore meditando in silenzio per qualche istante.

[tutti pregano in silenzio per circa un minuto]

Min: Amen

Tutti: Amen

LITURGIA DELLA PAROLA

LETTURE

I) Non chiedere, o Leuconoe, (non è lecito saperlo) qual fine

abbiano a te e a me assegnato gli dèi,

e non tentare calcoli babilonesi. Quant’è meglio accettare

quel che sarà! Ti abbia assegnato Giove molti inverni,


oppure ultimo quello che ora affatica il mare Tirreno


contro gli scogli, sii saggio, filtra vini, tronca


lunghe speranze per la vita breve. Parliamo, e intanto fugge l’astioso


tempo. Afferra l’attimo, credi al domani quanto meno puoi.

(Orazio, Carmina, I, 11)

II) La vita è adesso

Nel vecchio albergo della terra

E ognuno in una stanza

E in una storia

Di mattini più leggeri

E cieli smarginati di speranza

E di silenzi da ascoltare

E ti sorprenderai a cantare

Ma non sai perché

La vita è adesso

Nei pomeriggi appena freschi

Che ti viene sonno

E le campane girano le nuvole

E piove sui capelli

E sopra i tavolini dei caffè all’aperto

E ti domandi certo

Chi sei tu

Sei tu che spingi avanti il cuore

Ed il lavoro duro

Di essere uomo e non sapere

Cosa sarà il futuro

(C. Baglioni, La vita è adesso)

III) “Perciò io vi dico: Non siate con ansietà solleciti per la vostra vita, di quello che mangerete o berrete, né per il vostro corpo, di che vi vestirete. La vita non vale più del cibo e il corpo più del vestito? Osservate gli uccelli del cielo: essi non seminano, non mietono e non raccolgono in granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non valete voi molto più di loro? E chi di voi, con la sua sollecitudine, può aggiungere alla sua statura un sol cubito? Perché siete in ansietà intorno al vestire? Considerate come crescono i gigli della campagna: essi non faticano e non filano; eppure io vi dico, che Salomone stesso, con tutta la sua gloria, non fu vestito come uno di loro. Ora se Dio riveste in questa maniera l’erba dei campi, che oggi è e domani è gettata nel forno, quanto più vestirà voi, o uomini di poca fede? Non siate dunque in ansietà, dicendo: “Che mangeremo, o che berremo, o di che ci vestiremo?”. Poiché sono i gentili quelli che cercano tutte queste cose; il Padre vostro celeste, infatti, sa che avete bisogno di tutte queste cose.

(Vangelo di Matteo, 6:25-34)

Min: sermone (ADESSO)

Al termine del sermone

Tutti: Amen

INNO MEDIANO

RINNOVO DELL’IMPEGNO COMUNE

Lett: Siamo qui per celebrare ed onorare con il nostro impegno i doni della vita, della coscienza e della libertà dell’essere umano

1) attraverso l’amore per il prossimo e per la profondità della vita animata dallo slancio verso la trascendenza, che essa sia il frutto dell’ispirazione di un Dio d’amore, di un impulso alla totalità insito nella natura o dell’idealità di un’umanità in cerca del proprio cammino;•

2) attraverso il riconoscimento della nostra unità e dignità di creature preziose in un mondo interconnesso;

3) attraverso l’impegno per una riconciliazione degli animi umani con ogni altro del mondo in una società più inclusiva;

4) attraverso un approccio adulto alla vita religiosa basato sull’autonomia nelle scelte, l’esperienza diretta, un’etica che non ha bisogno di premi presenti o futuri, l’apertura al rivelarsi del Sacro ed il dialogo nella comunità;

5) attraverso la pratica delle virtù della fede, della speranza e della carità, intese come apertura al mistero, alla possibilità ed al volto dell’altro;

6) attraverso il confronto, qualunque sia la fede personale, con il mistero della nostra creazione e con il messaggio e l’esempio di Gesù, Maestro del Cuore;

7) attraverso l’apertura, qualunque sia la fede personale, ai processi di creazione, rinnovamento e trasformazione della natura;

8) attraverso il servizio, qualunque sia la fede personale, verso la crescita dell’essere umano, il suo spirito critico e l’esercizio autonomo delle sua facoltà;

9) attraverso la testimonianza dell’inesauribile speranza che deriva da questa apertura al Sacro, da questa fede nella vita e da questo impegno per la dignità umana;

10) attraverso l’apertura all’universale ispirazione dello Spirito negli animi delle persone, espressa nei più nobili insegnamenti di tutte le religioni.

Tutti:Amen

COMUNIONE DEI FIORI

Min: Sorelle e fratelli, secondo la tradizione che ci accomuna ogni animo umano ha in sé una scintilla Infinito. Per questo, nella nostra denominazione, riserviamo un momento specifico, che definiamo “Comunione dei Fiori” perché chiunque lo desideri possa condividere un pensiero con tutti i presenti. Immergiamoci, dunque nella meditazione, dichiarando la nostra disponibilità al dialogo e all’apertura.Prego, dunque, chiunque lo desideri di farci dono di quello che lo Spirito, qualunque sia il nome che ciascuno di noi vuole dargli, ispira nel suo cuore.

[Chi lo desidera, condivide un pensiero con i presenti]

PREGHIERA CONCLUSIVA

Lett: Spirito della Vita e dell’Amore
sii con noi in questi tempi difficili,
quando la gente soffre, i genitori piangono, la violenza cresce.
Sii con noi quando sentiamo il peso di una perdita,
quando sentiamo la rabbia per l’ingiustizia.
Stai dalla parte dell’oppresso e cambia il cuore dell’oppressore,
perché entrambi sono legati dal vincolo umano,
anche se spesso lo dimentichiamo.
Aiutaci a ricordare la speranza che avevamo, abbiamo e avremo,
aiutaci a ricordare la gioia anche nella tristezza,
il successo anche nella sconfitta,
il bene anche in mezzo al male.
Aiutaci a essere migliori,
a lavorare per migliorare le cose
e a creare un mondo migliore.

BENEDIZIONE FINALE

Min: Fratelli, disponiamoci alla benedizione.

Lo Spirito dai mille nomi e dalla inconoscibile essenza, che ci ha creato e accompagna i nostri passi, conceda a tutti noi il discernimento per comprendere quali vie conducano alla costruzione di un regno di pace e di giustizia per tutti e la forza per costruire tale regno.

Possa la Sua benedizione scendere su di noi e rimanere nei nostri cuori ogni giorno.

Tutti: Amen

TESTIMONIANZA UMANISTA E DALLE RELIGIONI ORIENTALI

Min: Fratelli, preghiamo insieme rendendo grazia alla vita che ci preserva e ci nutre.

Lett: Vieni o vuoto e svuotaci

da ogni dogma che divide

da ogni dottrina che discrimina.

Vieni o vuoto e svuotaci

da ogni concetto che chiude

da ogni ideologia che ingabbia.

Vieni o vuoto e svuotaci

da ogni impeto di arroganza

da ogni sentimento di superbia.

Vieni o vuoto e svuotaci

da ogni certezza che esclude

da ogni sicurezza che scaccia.

Vieni o vuoto e svuotaci

da ogni tentazione umana

da ogni schiavitù materiale.

Vieni o vuoto e svuotaci

da ogni turbamento emotivo

da ogni depressione mentale.

Ma vieni o Vita e riempici

di una luce senza tenebre

di un calore senza confini.

E vieni o Vita e riempici

di compassione il cuore

di fede, di speranza, di amore.

(Ian McCarthy)

Lett.2: Che tutti gli esseri,

che in ogni luogo sono afflitti da sofferenze del corpo e della mente,

guariscano presto dalle loro malattie;

che tutti gli esseri spaventati siano sollevati dalla paura

e coloro che sono prigionieri siano liberati.

Che gli impotenti possano ritrovare forza e

che tutte le genti possano essere in rapporti amichevoli le une con le altre.

Che tutti coloro che si trovano in luoghi selvaggi, sperduti e spaventosi,

i bambini, i vecchi, gli indifesi,

siano protetti dagli esseri celestiali benigni

e possano raggiungere rapidamente il pieno risveglio.

(Preghiera Buddhista)

TESTIMONIANZA DAI POPOLI DEL LIBRO

Min: Concludiamo la liturgia accogliendo la preghiera di quanti si sentano di dare testimonianza della loro intima relazione con la Trascendenza attraverso le metafora del Padre, tanto cara alla pratica spirituale di molti di noi. Per questo, a ricordo della matrice biblica che è stata culla della nostra fede e che è linea guida per molti di noi, invito [… ] a recitare la prima stanza dello Shemà ebraico.

Lett: Ascolta, Israele, il Signore è il nostro Dio, il Signore è Uno. E amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutte le tue forze. E metterai queste parole che Io ti comando oggi, nel tuo cuore, e le insegnerai ai tuoi figli, pronunciandole quando riposi in casa, quando cammini per la strada, quando ti addormenti e quando ti alzi. E le legherai al tuo braccio, e le userai come “segno” tra i tuoi occhi, e le scriverai sugli stipiti della tua casa e sulle tue porte.

Min.: Anche la Sapienza islamica da sempre proclama l’Origine Unica della vita in cui anche noi crediamo. Ricordiamo, dunque, questa nostra fede attraverso le parole del Sacro Corano:

Lett: “In nome di Allah, il Compassionevole, il Misericordioso.

Di’: “Egli Allah è Unico,

Allah è l’Assoluto.

Non ha generato, non è stato generato

e nessuno è eguale a Lui”. (Surat al-Ikhlas)

Infine, come fiore cristiano della Comunione dei fiori, accogliamo l’offerta del Padre Nostro, proposta da quanti tra noi ritengano possa essere fertile rappresentazione di quel legame verso la Trascendenza che è stato oggetto del nostro servizio

Padre Nostro

Min: Andiamo in pace, ricordando in ogni istante il compito di essere sale della terra che ci è stato affidato.

INNO CONCLUSIVO

LITURGIA 1 OTTOBRE 2017

LITURGIA 1 OTTOBRE 2017

Parole di accoglienza
Ti diamo il benvenuto, tu che vieni con lo spirito stanco in cerca di riposo . Che arrivi con problemi troppo grandi per te, che vieni con un carico di dolore e paura. Ti diamo il benvenuto, tu che vieni con la speranza nel cuore. Che arrivi con l’aspettativa nel tuo passo, che vieni fiero e gioioso. Ti diamo il benvenuto, tu che sei cercatore di una nuova fede. Che vieni a sondare ed esplorare. Che vieni ad imparare. Ti diamo il benvenuto, tu che entri in questa sala come fosse un ritorno a casa. Che hai trovato qui spazio per il tuo spirito. Che trovi in questo popolo una famiglia. Chiunque tu sia, qualunque cosa tu sia, a qualunque punto tu sia del viaggio, ti diamo il benvenuto.
(Richard S. Gilbert, UU)

Sorelle e fratelli, con queste parole di accoglienza vi do il benvenuto a questo incontro di meditazione e devozione.

Inno di apertura
Accensione del Calice Min: Iniziamo la nostra celebrazione con uno degli elementi che più caratterizza la nostra Comunione. Come sapete, è tradizione unitariana e universalista che a turno ogni Chiesa del mondo trasmetta a tutte le altre un pensiero su cui meditare all’accensione del Calice, che è simbolo del nostro accogliere e partecipare al Mistero della vita, coltivando quella scintilla di Infinito che ci spinge ad elevarci spiritualmente. Lett:  (Dal Programma Global Chalice Lighting)

Noi siamo una generazione che si trova in mezzo ai fuochi
Dietro di noi la fiamma e il fumo che sale da Auschwitz e da Hiroshima,
Davanti a noi l’incubo di un Diluvio di Fuoco di fiamme e fumo che consumano tutta la terra.
Il nostro compito è quello di non lasciare che il fuoco diventi una fiamma che distrugga,
ma possa essere una luce attraverso cui possiamo vederci l’un l’altro
pienamente, tutti differenti, ciascuno portatore di una scintilla
Noi accendiamo questi fuochi per vedere più chiaramente che la terra e
tutti quanti vivano in essa non sono fatti per essere bruciati
Noi accendiamo questi fuochi per vedere più chiaramente l’arcobaleno
nelle nostre facce di molti colori
Sia benedetto l’Uno nei molti, siano benedetti i Molti che fanno uno Tutti: Amen
Affermazione dei Principi
Min: Veniamo da strade diverse, liberi cercatori del sacro, senza dogmi e senza costrizioni, ma uniti da alcuni principi che danno forma alla nostra fede comune e che si radicano poi nel percorso del singolo e nella specificità della sua fede:

PREGHIERA DEI SETTE PRINCIPI
Ascolta: prova a sentire la voce di chi pensa di non avere valore e fa che ti chiami ad un impegno per “il valore e la dignità propria di ogni persona”.
Ascolta: prova a sentire la voce di chi si sente escluso e fa che ti chiami ad un impegno per “la giustizia, l’equità e la compassione nei rapporti umani”.
Ascolta: prova a sentire la voce della tua e dell’altrui debolezza e fa che ti chiami ad un impegno per “l’accettazione reciproca e l’incoraggiamento alla crescita spirituale”.
Ascolta: prova a sentire la voce di una nuova verità nascosta nel Mistero e fa che ti chiami ad un impegno per “la libera e responsabile ricerca della verità e del significato della vita”.
Ascolta: prova a sentire la voce delle opinioni inascoltate, di chi non ha voce in capitolo, e fa che ti chiami ad un impegno per “il diritto della coscienza e l’utilizzo del processo democratico”.
Ascolta: prova a sentire la voce di chi non ha pace o riposo e fa che ti chiami ad un impegno per “l’obiettivo di una comunità globale con pace, libertà, e giustizia per tutti”.
Ascolta: prova a sentire la voce di chi si sente separato dagli altri e dalla Terra e fa che ti chiami ad un impegno per “il rispetto per la rete interdipendente di tutta l’esistenza della quale facciamo parte.”

Liturgia della meditazione
Min: Sorelle e fratelli, accogliere la vita nella sua pienezza ed ogni vita nella sua dignità richiede da ciascuno di noi un lavoro interiore, che ci permetta di riconoscere come ogni cosa sulla terra sia legata allo Spirito in una grande rete interdipendente d’amore. Preghiamo, dunque, nella consapevolezza della nostra interdipendenza, per superare le nostre debolezze e renderci pronti all’ispirazione dello Spirito.

Vieni o vuoto e svuotaci
da ogni dogma che divide
da ogni dottrina che discrimina.
Vieni o vuoto e svuotaci
da ogni concetto che chiude
da ogni ideologia che ingabbia.
Vieni o vuoto e svuotaci
da ogni impeto di arroganza
da ogni sentimento di superbia.
Vieni o vuoto e svuotaci
da ogni certezza che esclude
da ogni sicurezza che scaccia.
Vieni o vuoto e svuotaci
da ogni tentazione umana
da ogni schiavitù materiale.
Vieni o vuoto e svuotaci
da ogni turbamento emotivo
da ogni depressione mentale.
Ma vieni o Vita e riempici
di una luce senza tenebre
di un calore senza confini.
E vieni o Vita e riempici
di compassione il cuore
di fede, di speranza, di amore.
(Ian McCharty)

Min: poniamoci in ascolto della nostra sacra voce interiore meditando in silenzio per qualche istante. [tutti pregano in silenzio per circa un minuto] Min: Amen Tutti: Amen
LITURGIA DELLA PAROLA

LETTURE
Dalla Bibbia
13 Ma ora io vengo a te e dico queste cose nel mondo, affinché la mia gioia giunga a compimento in loro. 14 Io ho dato loro la tua parola e il mondo li ha odiati, perché non sono del mondo, come neppure io sono del mondo (Giovanni 17, 13-14)
Il cuore del re, nella mano dell’Eterno, è come un corso d’acqua; egli lo volge dovunque gli piace. (Proverbi 21:1).

Dalle tradizioni del mondo
Con una mente aperta, potrai essere giusto verso tutti; giusto verso tutti, ti sentirai sovrano in ogni situazione; sovrano ovunque, sarai in accordo con il Cielo. (Tao Te Ching)

La persona esemplare, afferrando saldamente la natura dell’Unità del Tutto, acquisisce padronanza di ogni cosa. Poiché ha compreso la natura dell’Unità, l’uomo di qualità utilizza le cose come strumenti, ma non è mai strumento delle cose… Egli apprende quell’Unico Verbo che conduce a questo e, seguendolo, il mondo gli si offre. (Nei Yeh)

alla tradizione UU
Fidati del tuo sé … del sé primordiale su cui può essere fondata una fiducia universale: ogni cuore vibra a quella corda di ferro.
Niente è davvero sacro, se non l’integrità della tua mente.
Nulla ha autorità sul sé … La storia non può portare illuminazione; solo la ricerca dell’individui può.
(da “Self-reliance” di Ralph Waldo Emerson)

Sermone: LA SOVRANITA’ SPIRITUALE

Inno mediano

 

Rinnovo dell’impegno comune
Lett: “Siamo tra noi uniti nel comune proposito di servire l’Infinito Spirito di Vita, slancio alla trascendenza presente in ogni persona, che, sia Esso la manifestazione di Dio nel mondo e nell’animo umano o sia Esso lo spirito umano che trascende se stesso aprendosi alla vastità della vita, ci chiama al rinnovamento interiore ed al fattivo agire per un mondo più giusto ed unito nell’amore e nella speranza.”
Ministro: Per questo ci apriamo al mistero, che ci bagna di umiltà e ci chiama ad esplorarlo. Per questo ci apriamo all’unità della vita, rinnovando i nostri legami con la vita tutta e le vite tutte. Per questo ci apriamo all’altro e all’esperienza della diversità che allarga i nostri orizzonti spirituali. Per questo ci apriamo ad un orizzonte inclusivo del valore di ogni vita come realtà da realizzare. Per questo ci apriamo alla vita come dono, cui rispondere con gratitudine e responsabilità, qualunque sia, ci sia o no, un Donatore. Perché lo slancio alla trascendenza è in tutto ciò che è oltre ciò che siamo eppure ci
racconta quello che il nostro cuore vorrebbe e dovrebbe essere.
Tutti: Amen

Il fiore della comunione
Min: Sorelle e fratelli, secondo la tradizione che ci accomuna ogni animo umano ha in sé una scintilla di Infinito. Per questo, nella nostra denominazione, riserviamo un momento specifico, che definiamo “Comunione dei Fiori” perché chiunque lo desideri possa condividere un pensiero con tutti i presenti. Immergiamoci, dunque nella meditazione, dichiarando la nostra disponibilità al dialogo e all’apertura con la meditazione che […] leggerà per noi [MEDITAZIONE]:
Tutti: Amen
Min: Prego, dunque, chiunque lo desideri di farci dono di quello che lo Spirito, qualunque sia il nome che ciascuno di noi vuole dargli, ispira nel suo cuore. [Chi lo desidera, condivide un pensiero con i presenti]

Preghiera conclusiva
Tutti:  Grazie alla Terra dei buoni frutti. Grazie al Cielo delle buone intenzioni. Grazie ai cuori umani di buona volontà.
Ministro: Grazie alla Vita, “che ci tiene nell’incavo delle sue mani, nella curva delle sue braccia”; che “ci confonde di stupore e la cui meraviglia ci trascina lontano”; e grazie ad ogni vita “per le piccole benedizioni, che tessono le gioie dell’essere insieme, che cantano in armonia, che portano il calore di un sorriso al cuore”.
Tutti: Sorgente della vita, siamo riuniti per celebrare la Tua forza che governa l’esistente, per chiederti di continuare ad offrirci i Tuoi doni e a riempirci del Tuo Spirito, per pregarti di illuminare il nostro cammino perché possiamo diventare, ogni giorno di più, consci della Tua immagine dentro di noi, costruttori del Tuo Orizzonte, del Tuo Regno su questa terra, e testimoni di pace e fratellanza tra gli esseri umani. Guida i nostri cuori perché possiamo formare ora e sempre una comunità che possa essere casa comune di amore e crescita reciproca per tutti noi. Amen

Benedizione finale
Min: Sorelle e fratelli, disponiamoci ad accogliere la benedizione dello Spirito. Lo Spirito dai mille nomi e dalla inconoscibile essenza, che apre i nostri cuori al dono della Creazione e accompagna i nostri passi attraverso di essa, conceda a tutti noi il discernimento per comprendere quali vie conducono alla costruzione di un orizzonte di pace e di giustizia per tutti e la forza per costruire questa prospettiva inclusiva, o, se volete, questo “Regno del Cielo”. Possa la Sua benedizione scendere su di noi e rimanere nei nostri cuori ogni giorno. Tutti: Amen
LITURGIA DELLA TESTIMONIANZA

Termina qui la celebrazione della nostra identità comune. Ma di essa fanno parte anche l’accogliere i modi e le espressioni con cui ciò che ci accomuna trova voce in diverse sensibilità, nonché la disponibilità ad ascoltare ed arricchirsi di tali voci. Oggi voglio proporvi di pregare e meditare insieme seguendo due diverse fonti di ispirazione.

La prima fonte di ispirazione a cui vorrei ci rivolgessimo è Gesù. Con il suo insegnamento e la sua parabola esistenziale, Egli rappresenta un punto di riferimento per i cristiani, ma anche per tutte le persone aperte al Vangelo. Ma, seguendo la nostra tradizione, noi non pregheremo Gesù, bensì immagineremo di averlo idealmente con noi nella preghiera, per riscoprire il nostro essere Figli di un amore che ci ha creato e che ci ispira.

La seconda fonte di ispirazione è il profondo legame con l’Universo, che ha trovato espressione nella nostra tradizione nelle voci del trascendentalismo, dell’umanismo religioso come dell’universalismo emergente.

PREGARE CON GESU’

Cominciamo con Gesù, ritrovando lo spirito della preghiera nelle parole del Vangelo:

“Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli. Beati gli afflitti, perché saranno consolati. Beati i miti, perché erediteranno la terra. Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati. Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia. Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio. Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio. Beati i perseguitati per causa della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli. Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia.” Rallegriamoci ed esultiamo, perché grande è la nostra beatitudine nei cieli.” (Citazioni dal Vangelo secondo Matteo 5, l-12a)

Ed ora concludiamo questo momento pregando con le parole che Gesù stesso ci ha insegnato, che esprimono quell’amore che ci ha creato ed in cui tutti ci riconosciamo attraverso la metafora del Padre:

“Padre Nostro, che sei nei cieli. Sia santificato il Tuo nome. Venga il Tuo Regno. Sia fatta la Tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane spirituale. Rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori. E non ci abbandonare nella tentazione, ma liberaci dal Male.” Perché Tuo è il Regno, Tua la gloria, nei secoli dei secoli. Amen

 

PARTECIPI DELL’UNIVERSO

Meditiamo, invece, ora sulla nostra fondamentale partecipazione ad un universo unito, creativo, plurale ed in costante costruzione con queste parole, che sintetizzano molte voci provenienti dalla nostra tradizione UU:

Dichiarazione: “Avvinti per una stagione alla natura la cui corrente vitale fluisce attorno a noi e attraverso noi e ci invita mediante il suo potere ad un agire a lei proporzionato, perché non dovremmo sperimentare anche noi un rapporto originale con l’universo? Il sole risplende anche oggi.” (1) La nostra fede si nutre di questo rapporto originale, “è tessuta nella tela dell’universo. Perché la vita tutta è attraversata dall’urgenza di completezza, di integrazione, di mettere insieme i pezzi sparsi dell’esistenza. (2) Per questo “proclamiamo un nuovo universalismo (3)”: “affermiamo il rispetto per la rete interdipendente di tutta l’esistenza della quale facciamo parte.” (4) “Troviamo la nostra completezza nel sapere che siamo intrecciati gli uni con gli altri e con il cosmo stesso”.(3) L’universo ci insegna l’umiltà e l’accoglienza che ci spingono all’incontro con l’altro. “Quali esseri lontani e differenti, contemporaneamente e dai vari luoghi di una medesima stella, contemplano l’universo!” (5) L’universo ci insegna la pazienza. “Al mondo è servito un lungo tempo per giungere sin qui… Guarda le stelle e impara la pazienza, osserva le formiche e persevera.”

(1) R.W. Emerson (2) G.McKeeman (3) J.I. Ford (4) 7° Principio UU (5) H.D. Thoreau (6) K.Patton

Ministro: la nostra esperienza dell’Universo come occasione di apertura spirituale alla Vita tutta e alle vite tutte trova testimonianza nelle diverse culture religiose, nella poesia di un fratello UU come in una iscrizione cinese dell’XI secolo. Lasciamoci ispirare da queste parole, distanti nel luogo e nel tempo, ma vicine tra loro nello spirito.

Lettore: Tutti gli esseri viventi sono membri di una stessa comunità, tutti espressione di un processo planetario che ha prodotto la vita e la sostiene in modi intricati di là della nostra conoscenza. E’ il processo della vita stessa ad essere sacro.

In questa esistenza interconnessa il benessere di uno non può essere separato dal benessere del tutto. Alla fin fine tutti noi sgorghiamo dalla stessa fonte e siamo tutti in viaggio verso lo stesso destino ultimo.

Tutto ciò che serve a dividerci gli uni dagli altri e dalla comunità degli esseri viventi deve essere combattuto in nome di quella visione più ampia di un mondo ovunque vivo e che ovunque cerca di incarnare quel profondo processo che ci ha chiamati al nostro essere, che ci sostiene nel nostro essere, che ci trasforma come noi non possiamo trasformare noi stessi, che ci accoglie di nuovo a se quando la vita ci ha esaurito.

(David Bumbaugh, U*U)

Lettore: “Il Cielo è mio padre e la Terra è mia madre, e perfino una minuscola creatura quale io sono trova intimità presso di loro. Pertanto io considero come mio corpo ciò che colma l’universo e considero come mia natura ciò che muove l’universo. Tutte le persone sono miei fratelli e sorelle, e ogni cosa è mia compagna.” (Zhang Zai)

Ministro: Chiudiamo rinnovando l’ispirazione comune a questo percorso ripetendo insieme… Tutti: Uniti con tutta la Vita, uniti con tutte le vite.

 

LA SOVRANITA’ SPIRITUALE

Uno dei luoghi più suggestivi di Pechino è il Tempio del Cielo, non tanto per l’edificio in sé, ma per l’altare all’aperto che vi si trova davanti. Qui l’Imperatore, nel suo titolo di Figlio del Cielo, celebrava i riti a garanzia dell’armonia tra Umanità, Cielo e Terra. Le modalità di questo rito si ritrovano rispecchiate nei rituali di ordinazione delle tradizioni cinesi, ma ciò che prima era riservato al Sovrano ora vede protagonista il semplice adepto, quasi a sottolineare una “sovranità” che il carisma religioso conferisce sul mondo. Ciascuno di noi, a tratti, l’ha sperimentata, quando la chiarezza e la serenità del nostro spirito sembrano farci percepire, come un improvviso allineamento degli astri, che siamo finalmente al nostro posto nel mondo, che la complessità del reale non ci soverchia più, ma anzi ci appartiene nella sua ricchezza. Spesso non è che un attimo, poi tutto torna all’ordinarietà, perché non è che parliamo di super-poteri. E di certo questo non ci fa “signori”, “sovrani” o “capi” di alcunché di materialmente tangibile. Ma non è della stessa sovranità di un re o di un imperatore che stiamo parlando, anzi: il dominio temporale sulle realtà materiali non è affatto ciò che lo Spirito ci indica di cercare.

La “sovranità materiale” riguarda, infatti, la volontà di dominio che l’ego esercita sul mondo. La “sovranità spirituale” è, invece, quella “padronanza” che conquistiamo nel momento in cui rinunciamo a questa volontà di dominio ed, anzi, il nostro spirito acquisisce una tale indipendenza da non essere, piuttosto, dominato dal mondo stesso. Il Tao Te Ching è pieno di suggerimenti per il governo del sovrano, ma è al governo di noi stessi che essi in realtà ci invitano ed è a questo tipo di “sovranità” che allude il Lao tzu quando ci dice che “con una mente aperta, potrai essere giusto verso tutti; giusto verso tutti, ti sentirai sovrano in ogni situazione; sovrano ovunque, sarai in accordo con il Cielo”. Allo stesso concetto si riferisce il Nei Yeh quando sostiene che “la persona esemplare, afferrando saldamente la natura dell’Unità del Tutto, acquisisce padronanza di ogni cosa. Poiché ha compreso la natura dell’Unità, l’uomo di qualità utilizza le cose come strumenti, ma non è mai strumento delle cose… Egli apprende quell’Unico Verbo che conduce a questo e, seguendolo, il mondo gli si offre”. In fondo ciò a cui essi ci stanno invitando non sembra dissimile da quanto Gesù invita i suoi discepoli a fare nel Vangelo di Giovanni, ad essere cioè “nel mondo, ma non del mondo”.

Eppure i testi taoisti parlano di un effetto positivo, di un ascendente verso gli altri che questo conferirebbe, mentre Gesù rileva una reazione opposta, di odio nei confronti di chi rifiuta di sottostare alle logiche materialistiche della società che lo circonda. Odiato è quel sovrano che pretende di cambiare le persone imponendo ad esse un modo di essere, fosse anche quello a cui lo Spirito sembrerebbe indirizzare. Ogni persona toccata dallo Spirito ha a cuore il destino degli altri, soffre nel vedere la sofferenza altrui e vorrebbe prodigarsi per permettere agli altri quella stessa esperienza che tanto ha dato a lei. Ma forzare le cose al cambiamento è forse la via della sovranità materiale, che si propone o si illude di imporre la propria volontà, ma non è certo la via della sovranità spirituale, che agisce attraverso la perseveranza e la silenziosa influenza.

Cercando nella storia della nostra tradizione unitariana e universalista un concetto simile, mi sono ricordato di quella “self-reliance” di cui ci parla Emerson. Emerson ci chiede di scommettere su noi stessi, di avere fiducia nelle nostre possibilità. In virtù della verità spirituale che alberga in ciascuno di noi, è a questa che dovremmo riservare quell’autorità regolativa per la nostra vita, mentre essa è spesso soffocata dal conformismo con cui ci adeguiamo all’autorità esteriore della società. Ma cosa ci permette di capire se il sé che stiamo ascoltando non sia quell’ego che intende dominare il mondo? Giustamente Melville criticò il concetto di Emerson, comprendendone i rischi distruttivi ed autodistruttivi se questa fiducia in sé stessi viene spinta al punto del solipsismo.

Le tradizioni orientali ci dicono, infatti, che il “sé” a cui dobbiamo riferirci è qualcosa di ben diverso dal nostro ego ordinario. Il buddismo ci parla di recuperare la nostra “natura risvegliata” strappando il velo dell’ego impermanente, il taoismo ci invita a ritrovare la “persona autentica” dietro le convenzioni della società nel rapporto diretto con l’ispirazione del Tao. Questo vale a rammentare che il “sé” in cui avere fiducia è qualcosa di diverso dall’ego, ma non fuga totalmente il rischio del solipsismo, lì dove ci si concentra solo sulla ricerca di autonomia.

Lo sguardo universalista unitariano può aiutarci a definire in maniera forse più corretta la natura del “vero sé” che stiamo cercando. Affermando l’unità con la Vita e tra le vite, l’UUismo ci suggerisce che quel “vero sé” che stiamo cercando dentro di noi si trova lì dove la persona si apre alla vita, si trova nella natura dell’animo umano aperta al rischio di un incontro con l’altro, con il futuro, con il Mistero.

Che rilevanza ha questo per la nostra vita quotidiana? Spesso sperimentiamo un senso di confusione o di impotenza di fronte alla complessità del mondo e dell’esistenza. La risposta religiosa è spesso quella di “trovare rifugio” nella preghiera o nella meditazione. A me è successo l’altro giorno di provare a meditare di fronte ad un calice acceso, leggendo proprio le parole del Tao Te Ching che abbiamo citato. Ho trovato conforto rispetto ad alcune preoccupazioni di fronte alle quali percepivo un senso di impotenza, comprendendo quanta più forza vi sia nel vivere la propria via con coerenza e affidarsi ad un’influenza silenziosa, piuttosto che nel cercare inutilmente di cambiare la strada altrui. Improvvisamente quel senso di impotenza sembrava sparire.

Da UU fatichiamo a credere in un potere “a distanza” di qualsiasi pratica religiosa. Ma proprio nell’umiltà della preghiera come nella disponibilità e nell’apertura della meditazione possiamo riscoprire uno sguardo diverso, una “sovranità spirituale”, attraverso la quale cesseremo di sentirci strumenti e schiavi delle “cose del mondo,  e riscoprire, così, una nuova fiducia in noi stessi.

Purché quel “noi stessi” non si riduca alla volontà egoistica dell’io che si illude di dominare il mondo. Quell’illusione di sovranità, quello scampolo di sovranità materiale riportato al governo domestico delle nostre beghe quotidiane, lasciamolo alle ossessioni dei cercatori di certezze, come alle zuffe dei cercatori di  prestigio e di potere. A noi cercatori dello Spirito è offerto un Regno più grande, una “sovranità spirituale” che dissolve quelle beghe nel respiro più ampio di una vita autentica. E che ci ricorda che non un re o un imperatore, ma colui che affida la propria anima all’esperienza dello Spirito è il vero Figlio del Cielo.

 

Nella Via verso l’Uno,

 

Alessandro.