La Salute Spirituale

Cari Amici,

La figura di Bowring e queste sue affermazioni ci permette di porci alcuni interrogativi: se è vero che in ogni animo umano c’è del buono, c’è una scintilla di infinito….. Com’è possibile che siano arrivati Hitler, Stalin e qualunque juventino a caso? Per spiegare tale fenomeno senza ricorrere a giustificazioni patologiche o metafisiche, dobbiamo riandare al concetto di libertà e pensare che l’uomo abbia sempre e comunque la possibilità di oscurare la propria percezione della luce interiore. Questo oscuramento può avvenire attraverso il consolidamento di un comportamento scorretto. Di seguito, per curiosità, ne cito alcuni.

La pigrizia

Un peccato di cui mi riconosco leader mondiale.Spesso ho paragonato il lavoro spirituale a quello della politura di un diamante, maturare un carattere  forte richiede un impegno spirituale quotidiano che espiri schifezza ed inspiri consapevolezza profonda. Tale esercizio può essere fatto in molti modi… studio, preghiera, meditazione…, non importa come, l’importante è che ci sia una percezione soggettiva di pulito. Se ciò non avvenisse le incrostazioni ripetute creerebbero un carattere imbizzarrito, sempre più difficile da riportare nei limiti dell’esperienza spirituale

 

L’incapacità di prendere posizione/scegliere

Ma c’è anche la cronica incapacità di scegliere. Questo invece mi appartiene meno, avendo io la fortuna di oscillare da anni all’interno di un raggio abbastanza definito, ma è pericolo abbastanza diffuso tra gli UU, di cui io stesso non sono immune, di essere incuriosito da più cose e perdere la maggior parte del tempo girando un po’ qui e un po’ lì, iniziando 200 percorsi, senza dare il modo a ciascuno di questi di essere efficace, anzi, variando scientemente poco prima che le richieste di ciascun percorso diventino pressanti. Si badi bene, che il problema non è tanto seguire più percorsi, lo dico da giudeocristiano dichiarato e convinto, ma l’inserire queste molteplici esperienze in un progetto preciso che abbia un sensibile ritorno di consapevolezza spirituale. Ancora una volta, se questo ritorno non ci fosse, si sarebbe solo sprecato tempo, e alla prima folata fredda del vento della sorte si rischierebbe di cadere facilmente

 

L’incapacità di organizzarsi

Anche qui devo confessarmi abbastanza debole. E’ un pericolo che capita se si vogliono fare troppe cose, finendo per sacrificare lo spazio per il momento spirituale. E’ per questo che reclamo spesso la necessità di “santificare” il momento spirituale, difendendolo da ogni ingerenza, anche quelle che a prima vista possono apparire legittime. In sostanza, incasinatevi la vita quanto volete, ma lasciate sempre uno spazio per la vostra riflessione spirituale. Riempirlo di ciarpame alla lunga non vi conviene, vi indebolisce e vi espone sempre di più ai casi fortuiti della vita

 

L’ignoranza

Nessuno vi potrà mai chiedere lauree o dissertazioni, ma abbiate il coraggio del dubbio, della ricerca, la passione per il sapere, la volontà di approcciarvi ad una realtà compressa, senza l’ansia timorosa di semplificare troppo. Non si cresce in nessun senso, senza la volontà di migliorarsi e di vivere nuove esperienze. Quest’idea porta con sè anche come corollario quella di essere abbastanza critici nel valutare le nostre mancanze e quella di porci nei confronti dell’altro anche come chi può imparare, non sempre solo come chi debba insegnare

 

Gli incontinenti

Sia per il cibo, sia per il sesso, sia per la squadra di calcio, sia per le sigarette… ci sono persone che non sono in grado di dominarsi, riportando le cose sopra citate al proposito di moderazione. Viene creato un idolo che giorno dopo giorno indebolisce la capacità del soggetto di scegliere

 

I Cattivi Esempi

Il branco è un altro fattore di rischio per tutti. Ponetevi sempre delle domande sulle persone con cui passate il vostro tempo libero e non abbiate paura di allontanare persone dubbie, o quanto meno di prendere le distanze da un comportamento poco consono proponendone uno più corretto

 

I Cattivi Maestri

Questi sono più difficili da individuare, ma contrariamente a quanto di istinto avete pensato, non si tratta di una valutazione metafisica, che è puramente soggettiva, ma di una indicazione pratica facilmente verificabile.

 

Cosa fare però con tutto questo smog spirituale che soffoca la vita di quasi tutti i credenti (io stesso come tutti, non sono immune da tue queste insidie… In fondo noi siamo qui per i malati, non per i sani e dunque dobbiamo proporre una cura…

 

Le eccezioni

  1. Come qualunque medico, come abbiamo già visto poco sopra, la prima cosa cui dobbiam pensare è la collettività, la congregazione. Dobbiamo fare in modo che il portatore di un comportamento molesto non mini la serenità della comunità, che è luogo in cui ciascuno di noi ha diritto di cercare, ed auspicabilmente trovare, pace spirituale.
  2. Secondariamente dobbiamo essere certi di non ammalarci noi stessi… se io ho un debole per la pizza… non sono la persona adatta per aiutare qualcuno a guadagnare moderazione alimentare. La prima cosa che dobbiamo fare è dunque una riflessione su noi stessi, su quanto la debolezza altrui alteri il nostro equilibrio. Noi possiamo essere d’aiuto se e solo se siamo certi che la vicinanza di un certo comportamento non mini il nostro sonno. In caso invece io mi renda conto di essere particolarmente esponibile al problema, devo rendermi conto in tempo di non poter essere d’aiuto ed indirizzare l’altro a qualcuno più idoneo al problema.

 

Fatte queste eccezioni, abbiamo il dovere di tendere la mano al nostro prossimo, seguendo un approccio che fu di Aristotele nell’Etica a Nicomaco (chiedete ad Alessandra per i dettagli), In sostanza dobbiamo proporre dei piccoli cambiamenti progressivi al punto tale che il comportamento corretto possa imporsi lentamente ma inesorabilmente. Parlo di piccoli cambiamenti perché nella mia esperienza di pastore ho visto tantissime volte persone imporsi degli esercizi spirituali che manco un monaco stilita, salvo poi dopo qualche settimana smettere di colpo. Paragono sempre la vita spirituale a una maratona. Non scegliete una andatura che sapete di non poter reggere, non trovatevi spiritualmente spompi e fermi nel mezzo del cammino, altrimenti sarete più vulnerabili ai momenti bui

C’è però infine uno stadio del problema in cui dobbiamo renderci conto che non è cosi facile sollecitare un cambiamento, vuoi per ragioni patologiche o per abitudine.  Ci sono persone la cui consuetudine al comportamento scorretto li ha resi sostanzialmente irrecuperabili. Ciò non esclude a priori un miracolo, una folgorazione, una esperienza fortuita che faciliti il cambio ed in vista della quale dobbiamo sempre comunque spenderci, ma tale evento è altamente improbabile.

 

In ogni caso facciamolo quest’uomo, capace di non lasciar sepolto il proprio talento sotto la coltre della routine della vita

 

Nasè Adam  

נַֽעֲשֶׂ֥ה  אָדָ֛ם

Amen

Rob

Liturgia 19 Nov 2017

Memorandum

Per il Pastore

Il pastore deve:

  1. preparare la liturgia e il sermone in formato doc in modo che siano facilmente condivisibili
  2. nominare un Cantor, un moderatore e un lettore
  3. distribuire le letture

Per il Moderatore:

Il moderatore deve

  1. a) tenere aperti solo i microfoni funzionali allo svolgimento del servizio
  2. b) fare attenzione ad operare il più possibile per eliminare il rumore in sottofondo
  3. c) dare la parola durante la CdF e intervenire in caso di interventi fiume invitando alla moderazione

Per il Cantor:

il cantor deve

  1. a) avere a portata di mano i canti da proporre

Per i Partecipanti:

I Partecipanti devono:

  1. a) Spegnere la suoneria dei cellulari
  2. b) Impegnarsi per ridurre al minimo i rumori in sottofondo
  3. c) Spegnere i microfoni quando non si intenda intervenire
  4. d) Intervenire via chat o vocalmente solo per contributi attinenti alla funzione. Eventuali saluti, commenti, battute, scuse o simili verranno fatte alla fine della stessa
  5. e) limitare il proprio intervento nella CdF ad un paio di minuti, sforzandosi di renderlo attinente al tema proposto
  6. f) per la serata immergersi nella meditazione eliminando ogni fonte di distrazione (ad esempio, musica o tv accese)
  7. g) Evitare ogni comportamento che possa distrarre gli altri dalla tranquilla fruizione del servizio (non mostrare foto, oggetti o fare gesti o balli)

Lettura introduttiva

Lett: Entriamo in questo spazio, entriamo in questo momento. Lasciamo che questo momento sacro ci prenda e ci abbracci. Sentiamo la terra sotto di noi, sentiamo lo spazio intorno a noi,abbracciarci nella fiducia e nella cura. Sentiamo la presenza di fratelli e sorelle nella fede che ci circonda, viaggiatori spirituali con aspirazioni simili alle nostre. Condividiamo il tempo, condividiamo uno scopo, ci riuniamo per rinnovare la nostra speranza, per sentire la forza del nostro scopo,nell’aria intorno a noi. Qui e ora, apriamo il nostro cuore a questo momento. Sappiamo che ciò che possiamo trovare qui è apprendimento, crescita e amore. Troviamo dentro di noi quel luogo del possibile quel luogo del sogno che anela a un respiro libero, che anela a costruire un futuro più audace e migliore per noi stessi e per gli altri.

Verso il tuo tempio

Occasione

Nov 1820 Baltimore Unitarian Book Society

Accensione del Calice

Nel momento in cui accendiamo il calice, quale segno di partecipazione al calore della nostra comunità e di quanti la animano, in unità, per scacciare l’oscurità dalle nostre anime, dalle nostre menti e dai nostri corpi.

Con questa fiamma rinnoviamo la gratitudine e rinvigoriamo  la certezza dell’amore di Dio, rinforzando noi stessi con la grazia Divina, nella partecipazione a quest’ora di servizio e preghiera, riscoprendo con umiltà il valore di umanità e portando Nuova Speranza insieme al Calice illuminante.

Rev. Harrison Kingsley minister of the Unitarian Christian Church of Chennai, India

Affermazione Dei Princìpi

Min: Veniamo da strade diverse, liberi cercatori del sacro, senza dogmi e senza costrizioni, ma uniti da alcuni principi che danno forma alla nostra fede comune e che si radicano poi nel percorso del singolo e nella specificità della sua fede:

 Ascolta: prova a sentire la voce di chi pensa di non avere valore e fa che ti chiami ad un impegno per “il valore e la dignità propria di ogni persona”.

Ascolta: prova a sentire la voce di chi si sente escluso e fa che ti chiami ad un impegno per “la giustizia, l’equità e la compassione nei rapporti umani”.

Ascolta: prova a sentire la voce della tua e dell’altrui debolezza e fa che ti chiami ad un impegno per “l’accettazione reciproca e l’incoraggiamento alla crescita spirituale”.

Ascolta: prova a sentire la voce di una nuova verità nascosta nel Mistero e fa che ti chiami ad un impegno per “la libera e responsabile ricerca della verità e del significato della vita”.

Ascolta: prova a sentire la voce delle opinioni inascoltate, di chi non ha voce in capitolo, e fa che ti chiami ad un impegno per “il diritto della coscienza e l’utilizzo del processo democratico”.

Ascolta: prova a sentire la voce di chi non ha pace o riposo e fa che ti chiami ad un impegno per “l’obiettivo di una comunità globale con pace, libertà, e giustizia per tutti”.

Ascolta: prova a sentire la voce di chi si sente separato dagli altri e dalla Terra e fa che ti chiami ad un impegno per “il rispetto per la rete interdipendente di tutta l’esistenza della quale facciamo parte.”

Liturgia della meditazione

Min: Fratelli, il male è il rifiuto di riconoscere come ogni cosa sulla terra sia legata allo Spirito in una grande rete interdipendente d’amore. Preghiamo, dunque, nella consapevolezza della nostra interdipendenza, chiedendo perdono e ispirazione.

Lett: Quando e dove può Il viandante dello Spirito trovare casa ? Dov’è quel posto Dove vi è sicurezza, rifugio, pace? Il ritorno a casa per me è un istante, un isola di grazia, e di luce interiore, una pace senza tempo anche se vissuta all’interno di tempo. Il ritorno a casa è incandescenza, consonanza, fusione con la verità, è l’esperienza dell’ Uno, e del Divino, è luce, vita e amore, è pane e respiro.  Nella notte oscura, il terrore ci attanaglia, le paure ci tallonano, si apre per noi un abisso senza speranze e soli nel buio abbiamo nostalgia della luce. Spirito della Vita, infondi in noi saggezza, illumina il nostro cammino. Guidaci, con la fiaccola della speranza, con il calore dell’amore, verso il faro del senso della nostra esistenza. Tutti noi abbiamo paura del buio ma Tu donaci la luce.

Min: Dopo aver confessato la nostra umana debolezza, ascoltiamo la nostra sacra voce interiore meditando in silenzio per qualche istante. [tutti pregano in silenzio per circa un minuto] Min: Amen Tutti: Amen

Liturgia della Riconciliazione

Min. La nostra eredità universalista consegna alle nostre riflessioni una parola ricca di sfumature e significati per la nostra vita: riconciliazione. Riconciliazione è essere consapevoli che, come cantava Leonard Cohen, che “in ogni cosa c’è una frattura, ma è da lì che passa la luce”. E’ ricomporre le divisioni con la vita e tra le vite senza annullare la bellezza drammatica della loro storia. E’ su questo che la meditazione che seguirà ci invita a lavorare.

  1. Mi riconcilio con il Mistero, ieri della mia angoscia, oggi della mia speranza. Min. Chi vuole può accendere il microfono ed esprimere un proprio motivo di angoscia o speranza, gli altri ascoltino in rispettoso silenzio [non più di tre parole a testa] (Al Termine Tutti) Oggi mi riconcilio Min.
  2. Mi riconcilio con la Natura, ieri fatta di cose, oggi fatta di vite. Min. Chi vuole può dire il nome una persona cara, che si trovi attualmente in difficoltà o che sia recentemente scomparsa [non più di tre parole a testa] (Al Termine Tutti) Oggi mi riconcilio
  3. Mi riconcilio con il Fratello, ieri delle lotte contro, oggi delle lotte insieme. (Tutti) Oggi mi riconcilio
  4. Mi riconcilio con la mia Identità, ieri corpo, oggi vita, ieri ruolo, oggi persona, ieri mente, oggi coscienza. (Tutti) Oggi mi riconcilio

Aperta è la porta della Riconciliazione, qualunque sia il luogo o la cultura, la storia di vita o la natura personale: nell’Amore Divino la Riconciliazione è universale. (A. Falasca in La vita è già un miracolo,  EdizioniE.U.M.)

Liturgia della Parola

I] Jared Sparks

Quando parli, nella migliore delle ipotesi ripeti qualcosa che già sai, quando ascolti invece, ti può capitare spesso di imparare qualcosa di nuovo

II] Pensieri sull’ignoranza

Niente è più terribile di un’ignoranza attiva. (Goethe). Io non conosco verità assolute, ma sono umile di fronte alla mia ignoranza: in ciò è il mio onore e la mia ricompensa. (K. Gibran).L’abuso d’informazione dilata l’ignoranza con l’illusione di azzerarla. Del resto anche il facile accesso alla carne ha degradato il sesso. (C. Bene).D’altro canto, nemmeno gli ignoranti amano la sapienza, né desiderano diventare sapienti. Proprio in questo, difatti, l’ignoranza è insopportabile, nel credere da parte di chi non è né bello né eccellente, e neppure saggio, di essere adeguatamente dotato. Chi non ritiene di essere privo, dunque, non desidera ciò di cui non crede di aver bisogno. (Platone) So di non sapere (Socrate)

 

III] Marco Cap 4

« 1 Gesù si mise di nuovo a insegnare presso il mare. Una gran folla si radunò intorno a lui. Perciò egli, montato su una barca, vi sedette stando in mare, mentre tutta la folla era a terra sulla riva. 2 Egli insegnava loro molte cose in parabole, e diceva loro nel suo insegnamento: 3 «Ascoltate: il seminatore uscì a seminare. 4 Mentre seminava, una parte del seme cadde lungo la strada; e gli uccelli vennero e lo mangiarono. 5 Un’altra cadde in un suolo roccioso dove non aveva molta terra; e subito spuntò, perché non aveva terreno profondo; 6 ma quando il sole si levò, fu bruciata; e, non avendo radice, inaridì. 7 Un’altra cadde fra le spine; le spine crebbero e la soffocarono, ed essa non fece frutto. 8 Altre parti caddero nella buona terra; portarono frutto, che venne su e crebbe, e giunsero a dare il trenta, il sessanta e il cento per uno». 9 Poi disse: «Chi ha orecchi per udire oda».

Sermone

Al termine  canto Vieni chiunque tu sia

Rinnovo Dell’impegno comune

Lett: Siamo qui per celebrare ed onorare con il nostro impegno i doni della vita, della coscienza e della libertà dell’essere umano

1) attraverso l’amore per il prossimo e per la profondità della vita animata dallo slancio verso la trascendenza, che essa sia il frutto dell’ispirazione di un Dio d’amore, di un impulso alla totalità insito nella natura o dell’idealità di un’umanità in cerca del proprio cammino;

2) attraverso il riconoscimento della nostra unità e dignità di creature preziose in un mondo interconnesso;

3) attraverso l’impegno per una riconciliazione degli animi umani con ogni altro del mondo in una società più inclusiva;

4) attraverso un approccio adulto alla vita religiosa basato sull’autonomia nelle scelte, l’esperienza diretta, un’etica che non ha bisogno di premi presenti o futuri, l’apertura al rivelarsi del Sacro ed il dialogo nella comunità;

5) attraverso la pratica delle virtù della fede, della speranza e della carità, intese come apertura al mistero, alla possibilità ed al volto dell’altro;

6) attraverso il confronto, qualunque sia la fede personale, con il mistero della nostra creazione e con il messaggio e l’esempio di Gesù, Maestro del Cuore;

7) attraverso l’apertura, qualunque sia la fede personale, ai processi di creazione, rinnovamento e trasformazione della natura;

8) attraverso il servizio, qualunque sia la fede personale, verso la crescita dell’essere umano, il suo spirito critico e l’esercizio autonomo delle sue facoltà;

9) attraverso la testimonianza dell’inesauribile speranza che deriva da questa apertura al Sacro, da questa fede nella vita e da questo impegno per la dignità umana;

10) attraverso l’apertura all’universale ispirazione dello Spirito negli animi delle persone, espressa nei più nobili insegnamenti di tutte le religioni. Tutti:Amen

Comunione dei Fiori

Min: Sorelle e fratelli, secondo la tradizione che ci accomuna ogni animo umano ha in sé una scintilla Infinito. Per questo, nella nostra denominazione, riserviamo un momento specifico, che definiamo “Comunione dei Fiori” perché chiunque lo desideri possa condividere un pensiero con tutti i presenti. Immergiamoci, dunque nella meditazione, dichiarando la nostra disponibilità al dialogo e all’apertura. Prego, dunque, chiunque lo desideri di farci dono di quello che lo Spirito, qualunque sia il nome che ciascuno di noi vuole dargli, ispira nel suo cuore. Min: Amen

[Chi lo desidera, condivide un pensiero con i presenti]

Benedizione Mediana

Min: Fratelli, disponiamoci alla benedizione.

Lo Spirito dai mille nomi e dalla inconoscibile essenza, che ci ha creato e accompagna i nostri passi, conceda a tutti noi il discernimento per comprendere quali vie conducano alla costruzione di un regno di pace e di giustizia per tutti e la forza per costruire tale regno.

Possa la Sua benedizione scendere su di noi e rimanere nei nostri cuori ogni giorno.

Tutti: Amen

Testimonianza Umanista e Trascendentalista

Min: Fratelli, preghiamo insieme rendendo grazia alla vita che ci preserva e ci nutre Lett: La vita stessa è la mia guida. Non mi potrà mai essere negata la forza del suo sostegno. La terra verde mi fornisce un ricco nutrimento; pozze di acqua fresca rinfrescano il mio spirito. Una profonda intuizione mi porta lungo un percorso che è vero per il fatto stesso di esistere. Anche se dovessi camminare in una valle dove ombre oscure mi impediscono di sapere dove la vita infine terminerà   in ultima analisi, non avrò paura, perché l’energia dell’universo è dentro di me. Tutto ciò che conosco mi impedisce di lasciarmi prendere dalla disperazione e ogni vita è un conforto per me. Anche di fronte a minacce al mio benessere e alla mia stessa esistenza, lo spirito della vita mi nutre, mi onora della sua presenza, e mi ricorda che ho davvero più di quanto ho bisogno. Felicità e grazia si irradiano su di me costantemente e so che mi soffermerò in questo universo con i suoi processi di trasformazione, per sempre. Tutti: Per ogni nuovo mattino con la sua luce, per il riposo e il riparo della notte, per la salute e il cibo, per l’amore e gli amici, per tutto quello che la bontà infinita ci dona, grazie (R.W. Emerson)

Testimonianza Cristiana

Min: Apriamo la liturgia cristiana accogliendo la preghiera di quanti si sentano di dare testimonianza della loro intima relazione con la Trascendenza attraverso le metafora del Padre, tanto cara alla pratica spirituale di molti di noi. Per questo, a ricordo della matrice biblica che è stata culla della nostra fede e che è linea guida per molti di noi, invito [… ] a recitare la prima stanza dello Shemà ebraico. Tutti: Amen

Shemà Lett: Ascolta, Israele, il Signore è il nostro Dio, il Signore è Uno. E amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutte le tue forze. E metterai queste parole che Io ti comando oggi, nel tuo cuore, e le insegnerai ai tuoi figli, pronunciandole quando riposi in casa, quando cammini per la strada, quando ti addormenti e quando ti alzi. E le legherai al tuo braccio, e le userai come “segno” tra i tuoi occhi, e le scriverai sugli stipiti della tua casa e sulle tue porte.

Min: Infine, come fiore cristiano della Comunione dei fiori, accogliamo l’offerta del Padre Nostro, proposta da quanti tra noi ritengano possa essere fertile rappresentazione di quel legame verso la Trascendenza che è stato oggetto del nostro servizio

Padre Nostro

Esortazione Conclusiva

Min: Andiamo in pace, ricordando in ogni istante il compito di essere sale della terra che ci è stato affidato.

Canto di uscita

Semi di consapevolezza

Altre parti caddero nella buona terra; portarono frutto, che venne su e crebbe,
e giunsero a dare il trenta, il sessanta e il cento per uno».

Cari Amici,

Nella frase considerata Sparks ci invita a riflettere su un aspetto fondamentale: l’importanza del dialogo e dell’ascolto. Il dialogo è fondamentale per sentire l’altro. Noi siamo miliardi di pezzi unici, capaci di un tesoro irripetibile. Il dialogo serve appunto per arricchire la comunità di un tesoro che altrimenti rimarrebbe inespresso non goduto. Pensate cosa avrebbe perso la collettività se Leonardo, se Newton, se Pasteur, avessero tenuto per se i propri doni….
Se dovessi giudicare i miei terdici anni di ministero da un punto di vista trinitario sarebbero una specie di fallimento: pur avendomi ascoltato per anni, nessuno di voi la pensa come me, e nessuno di voi vede in me una minima autorità, eppure da un punto di vista unitariano io sono molto soddisfatto: ciascuno di voi sta maturando un proprio senso critico, sta facendo un proprio percorso, condividendone l’esperienza complessiva con altri.
E poi pensate alla comunione dei fiori:trovatemi un’altra chiesa in cui non solo non ci siano pulpiti e sedie gestatorie, tanto care a una fitta nuova serie di nostalgici, ma addirittura qualunque fedele possa alzare la mano e dare il proprio contributo, discutendo con il ministro. Questo è un pregio che rende la nostra esperienza qualitativamente unica e non paragonabile a nessuna altra.
Solo che non è cosi semplice… nel piccolo antipasto di Regno che è la congregazione, dobbiamo tutti rispettare alcune regole che sono fondamentali per una corretta riuscita dell’ascolto.

  1. La prima è non parlarsi addosso, o non parlare solo per sentire quant’è bella la propria voce o per fare il pavone… altrimenti più che un dialogo diventa una rappresentazione teatrale, e non mi sembra sia il luogo giusto
  2. Bisogna avere qualcosa di sensato da dire, non basta aprire bocca a caso.

Qui c’è un punto su cui Sparks riflettè molto, sebbene la prassi liturgica che utilizzava non fosse simile alla nostra, se è vero che ogni contributo è un dono, è anche vero che alcune baggianate sugli alieni, le scie chimiche, gli immigrati, i gay e i disabili, si possono benissimo non sentire. Occorre insomma che il contributo sia animato dallo stesso spirito di ricerca ed inclusività, come propriamente ammoniscono i Sette Principi.
Ci sono due modi di risolvere il problema: o si crea una commissione che salvaguardi le orecchie della collettività dalle baggianate, e non è nostro costume…. Oppure si promuove un approccio virtuoso alla ricerca spirituale, invitando i membri a documentarsi, insegnando loro a cercare testi e notizie ed aiutandoli a maturare un senso critico sulle fonti.
Sparks arrivò a creare un gruppo la Baltimore Unitarian Book Society, il cui 157esimo anniversario ricorre proprio oggi, che aveva delle precise finalità. L’obiettivo di Sparks era quello di migliorare la cultura spirituale dei contemporanei, ma si rese ben conto che non aveva senso regalare Bibbie in giro se l’approccio alla lettura era sbagliato, se si falliva il principio di carità e di concordia che deve unire invece che dividere. Promosse allora la stampa autonoma e un impegno alla diffusione di opuscoli che, pur essendo nominalmente unitariani, proponevano in realtà una educazione a priori su principi quali la tolleranza, il rispetto caritatevole del prossimo, soprattutto del povero e del diverso, il rifiuto del bigottismo dogmatico. Il progetto ebbe un successo insperato e contribuì decisamente alla diffusione dell’unitarianesimo nella zona di Baltimora (300 Km a sud di New York, quel noioso di Law ci sarà pure stato).
Come si può notare leggendo i report dell’iniziativa che sono su Google, essa ebbe anche un banalissimo ma importantissimo ritorno sull’alfabetizzazione delle classi meno abbienti e sulla cultura spirituale del popolo lavoratore, che si sentì toccato, coinvolto, chiamato ad alzare la testa usando le armi della ragione e della discussione. Come spesso accade di questo approccio non beneficiarono solo unitariani e il ritorno meritorio dell’iniziativa andrebbe calcolato sull’intero e non solo sugli unitariani. In ogni caso, è un gesto che oggi possiamo replicare? Per rispondere dobbiamo porci alcune questioni di merito e di metodo. Come merito, in questi cento anni abbiamo maturato maggiore chiarezza su quale parte del messaggio unitariano lo identifichi come messaggio tra molti, la cui scelta spetta solo all’estetica spirituale del singolo, dal messaggio relativo a quella che già la volta scorsa ho chiamato igiene spirituale, dedotta dai Sette Principi e fondata su valori quali tolleranza rispetto carità e dignità di ogni essere vivente. Se l’umana volontà di diffusione del primo aspetto e l’invito ad essa, benchè comprensibile, sia da parte mia che da parte vostra, non ci renderebbe di fatto diversi da tutti gli altri, l’impegno per la diffusione dell’igiene spirituale è un compito che sento precipuamente nostro e a cui vi invito senza indugio e senza timore
Quanto al metodo… i tempi sono cambiati, e francamente sono allergico agli opuscoli di contenuto spirituale. Abbiamo però altri strumenti, accessibili a ciascuno di noi, che vanno dal generico passa parola, tra le persone che conosciamo, al cambiare canale quando è il caso, al controbattere affermazioni razziste di cui gli uomini piccoli nostri contemporanei amano riempirsi la bocca per ottenere il plauso di uomini ancora più piccoli. Dobbiamo contrastare questo progressivo inaridimento, questa atrofia culturale in ogni modo che vi possa venire in mente, e se nel farlo citate anche gli UU, bene, se no chissenefrega. Ricordatevi che anche i social media possono essere un moderno spazio di impegno, e sta anchea  ciascuno di voi essere seminatore costante, e contrastare il buio culturale di un nuovo medioevo alle porte, e non si offendano i medievali, che furono capaci di una cultura per certi versi anche maggiore della nostra

Vi lascio con un curioso compito. Una delle iniziative contemporanee in qualche modo figlie dell’idea di Sparks è quella del Book Crossing. Per i meno esperti lo posso riassumere come uno scaffale sito in un luogo pubblico che ospita dei libri, di non importa quale pregio o natura. Ogni persona che vi si accosti è autorizzato a prendere uno o più libri presenti sullo scaffale, purchè ne porti uno dei propri, facendo così rimanere inalterato, o addirittura incrementando il numero dei libri presenti. Ebbene, il compito è quello di addocchiare uno dei posti di book crossing più vicino a voi ed impegnarvi affinchè in esso non manchi mai qualche testo che possa favorire una riflessione spirituale, sia esso la Bibbia, il Tao, il Corano o cosa volete.
Se proprio non doveste trovarne, non preoccupatevi: potete sempre iniziarne uno mettendovi d’accordo con un bar di zona, che a ciò dedichi una semplice mensola. Su internet ci sono istruzioni più dettagliate e su facebook gruppi e consigli su come cominciare, in privato posso darvi i link… io sono già legato ai miei due a Torino e a Sesto (nota per Law: nel sottopassaggio della ferrovia).
E’ una piccola cosa, una volta cominciata non vi porta via tempo, ma può essere un gran contributo alla circolazione della cultura mondana e spirituale in un momento di crisi di valori come il nostro.
Allora facciamolo quest’uomo, capace di leggere ed affinare un senso critico che lo difenda dalle panzane ignoranti da cui veniamo bombardati negli ultimi anni

Nasè Adam  

נַֽעֲשֶׂ֥ה  אָדָ֛ם

Amen

Rob