Liturgia 10 Dicembre 2017

Memorandum

Per il Pastore

Il pastore deve:

  1. preparare la liturgia e il sermone in formato doc in modo che siano facilmente condivisibili
  2. nominare un Cantor, un moderatore e un lettore
  3. distribuire le letture

Per il Moderatore:

Il moderatore deve

  1. a) tenere aperti solo i microfoni funzionali allo svolgimento del servizio
  2. b) fare attenzione ad operare il più possibile per eliminare il rumore in sottofondo
  3. c) dare la parola durante la CdF e intervenire in caso di interventi fiume invitando alla moderazione

Per il Cantor:

il cantor deve

  1. a) avere a portata di mano i canti da proporre

Per i Partecipanti:

I Partecipanti devono:

  1. a) Spegnere la suoneria dei cellulari
  2. b) Impegnarsi per ridurre al minimo i rumori in sottofondo
  3. c) Spegnere i microfoni quando non si intenda intervenire
  4. d) Intervenire via chat o vocalmente solo per contributi attinenti alla funzione. Eventuali saluti, commenti, battute, scuse o simili verranno fatte alla fine della stessa
  5. e) limitare il proprio intervento nella CdF ad un paio di minuti, sforzandosi di renderlo attinente al tema proposto
  6. f) per la serata immergersi nella meditazione eliminando ogni fonte di distrazione (ad esempio, musica o tv accese)
  7. g) Evitare ogni comportamento che possa distrarre gli altri dalla tranquilla fruizione del servizio (non mostrare foto, oggetti o fare gesti o balli)

Lettura introduttiva

Lett: Entriamo in questo spazio, entriamo in questo momento. Lasciamo che questo momento sacro ci prenda e ci abbracci. Sentiamo la terra sotto di noi, sentiamo lo spazio intorno a noi,abbracciarci nella fiducia e nella cura. Sentiamo la presenza di fratelli e sorelle nella fede che ci circonda, viaggiatori spirituali con aspirazioni simili alle nostre. Condividiamo il tempo, condividiamo uno scopo, ci riuniamo per rinnovare la nostra speranza, per sentire la forza del nostro scopo,nell’aria intorno a noi. Qui e ora, apriamo il nostro cuore a questo momento. Sappiamo che ciò che possiamo trovare qui è apprendimento, crescita e amore. Troviamo dentro di noi quel luogo del possibile quel luogo del sogno che anela a un respiro libero, che anela a costruire un futuro più audace e migliore per noi stessi e per gli altri.

Verso il tuo tempio

Occasione

due inglesi:

William Whiston nato il 9 dicembre 1667

John Murray nato il 10 Dicembre 1741

Accensione del Calice

Quando è buio, siamo circondati dalla paura, quindi accendete la speranza nelle vostre anime.
Quando è buio, siamo pieni di sfiducia e pregiudizio verso gli altri, quindi accendete l’amore nei vostri cuori.
Quando è buio, perdiamo la consapevolezza del bene e del male, quindi accendete la saggezza nelle vostre coscienze.
Quando è buio, sentiamo che possiamo fare qualunque cosa vogliamo, senza ricordare l’Altissimo e il nostro prossimo, quindi accendete la fede che viene adempiuta con la verità.
Il buio esiste quando dimentichiamo di accendere la luce.
Il buio non può essere espulso con la nostra rabbia e collera, perché il buio sparirà quando accendiamo la luce.

Quando accendiamo il nostro calice in questo culto,
non diamo il benvenuto alla luce solo per i nostri occhi fisici, ma invitiamo sempre la luce anche per i nostri occhi spirituali.
Una luce che libererà il nostro cuore, portando saggezza e vera felicità.

Del Rev. Aryanto Nugroho, ministro della Chiesa Cristiana Unitariana dell’Indonesia

Affermazione Dei Princìpi

Min: Veniamo da strade diverse, liberi cercatori del sacro, senza dogmi e senza costrizioni, ma uniti da alcuni principi che danno forma alla nostra fede comune e che si radicano poi nel percorso del singolo e nella specificità della sua fede:

Ascolta: prova a sentire la voce di chi pensa di non avere valore e fa che ti chiami ad un impegno per “il valore e la dignità propria di ogni persona”.

Ascolta: prova a sentire la voce di chi si sente escluso e fa che ti chiami ad un impegno per “la giustizia, l’equità e la compassione nei rapporti umani”.

Ascolta: prova a sentire la voce della tua e dell’altrui debolezza e fa che ti chiami ad un impegno per “l’accettazione reciproca e l’incoraggiamento alla crescita spirituale”.

Ascolta: prova a sentire la voce di una nuova verità nascosta nel Mistero e fa che ti chiami ad un impegno per “la libera e responsabile ricerca della verità e del significato della vita”.

Ascolta: prova a sentire la voce delle opinioni inascoltate, di chi non ha voce in capitolo, e fa che ti chiami ad un impegno per “il diritto della coscienza e l’utilizzo del processo democratico”.

Ascolta: prova a sentire la voce di chi non ha pace o riposo e fa che ti chiami ad un impegno per “l’obiettivo di una comunità globale con pace, libertà, e giustizia per tutti”.

Ascolta: prova a sentire la voce di chi si sente separato dagli altri e dalla Terra e fa che ti chiami ad un impegno per “il rispetto per la rete interdipendente di tutta l’esistenza della quale facciamo parte.”

Liturgia della meditazione

Min: Fratelli, il male è il rifiuto di riconoscere come ogni cosa sulla terra sia legata allo Spirito in una grande rete interdipendente d’amore. Preghiamo, dunque, nella consapevolezza della nostra interdipendenza, chiedendo perdono e ispirazione.

Lett: Quando e dove può Il viandante dello Spirito trovare casa ? Dov’è quel posto Dove vi è sicurezza, rifugio, pace? Il ritorno a casa per me è un istante, un isola di grazia, e di luce interiore, una pace senza tempo anche se vissuta all’interno di tempo. Il ritorno a casa è incandescenza, consonanza, fusione con la verità, è l’esperienza dell’ Uno, e del Divino, è luce, vita e amore, è pane e respiro.  Nella notte oscura, il terrore ci attanaglia, le paure ci tallonano, si apre per noi un abisso senza speranze e soli nel buio abbiamo nostalgia della luce. Spirito della Vita, infondi in noi saggezza, illumina il nostro cammino. Guidaci, con la fiaccola della speranza, con il calore dell’amore, verso il faro del senso della nostra esistenza. Tutti noi abbiamo paura del buio ma Tu donaci la luce.

Min: Dopo aver confessato la nostra umana debolezza, ascoltiamo la nostra sacra voce interiore meditando in silenzio per qualche istante. [tutti pregano in silenzio per circa un minuto] Min: Amen Tutti: Amen

Liturgia della Riconciliazione

Min. La nostra eredità universalista consegna alle nostre riflessioni una parola ricca di sfumature e significati per la nostra vita: riconciliazione. Riconciliazione è essere consapevoli che, come cantava Leonard Cohen, che “in ogni cosa c’è una frattura, ma è da lì che passa la luce”. E’ ricomporre le divisioni con la vita e tra le vite senza annullare la bellezza drammatica della loro storia. E’ su questo che la meditazione che seguirà ci invita a lavorare.

  1. Mi riconcilio con il Mistero, ieri della mia angoscia, oggi della mia speranza. Min. Chi vuole può accendere il microfono ed esprimere un proprio motivo di angoscia o speranza, gli altri ascoltino in rispettoso silenzio [non più di tre parole a testa] (Al Termine Tutti) Oggi mi riconcilio Min.
  2. Mi riconcilio con la Natura, ieri fatta di cose, oggi fatta di vite. Min. Chi vuole può dire il nome una persona cara, che si trovi attualmente in difficoltà o che sia recentemente scomparsa [non più di tre parole a testa] (Al Termine Tutti) Oggi mi riconcilio
  3. Mi riconcilio con il Fratello, ieri delle lotte contro, oggi delle lotte insieme. (Tutti) Oggi mi riconcilio
  4. Mi riconcilio con la mia Identità, ieri corpo, oggi vita, ieri ruolo, oggi persona, ieri mente, oggi coscienza. (Tutti) Oggi mi riconcilio

Aperta è la porta della Riconciliazione, qualunque sia il luogo o la cultura, la storia di vita o la natura personale: nell’Amore Divino la Riconciliazione è universale. (A. Falasca in La vita è già un miracolo,  EdizioniE.U.M.)

Liturgia della Parola

I] William Whiston – A New Theory of the Earth, 1696

Per conciliare la teoria scientifica con la Storia Sacra, bisogna comprendere la prospettiva, lo stile e il peso che alcune affermazioni di quest’ultima devono avere. Un fraintendimento di questi punti è stato, credo, la causa principale di quelle perplessità che gli uomini hanno avuto in relazione alla Bibbia e alla Scienza. Gli uni rifiutavano ogni considerazione razionale, ignorando volutamente questioni di Natura, Ragione, o semplicemente di buon senso a cui dovrebbero indurre molti passi […] Altri invece sono stati talmente turbati dalla cattiveria e dalla irragionevolezza di alcune pagine, da essere stati indotti a rifiutare in toto la lettura della Bibbia, considerandola più o meno alla stregua di una favola di Esopo. Lo scopo della mia Opera è quello di parlare a entrambi questi gruppi, […] cercando di far capire ad entrambi che interpretare la Bibbia non allontana dalla verità nè gli uni nè gli altri

II] John Murray

“Puoi possedere soltanto una piccola luce, ma scoprila, lascia che brilli, usala per portare più luce e comprensione ai cuori e alle menti di donne e uomini. Non dare loro inferno, ma speranza e coraggio. Non spingerli più a fondo nella loro disperazione teologica, ma predica la bontà e l’eterno amore di Dio.” immaginata da Alfred S.Cole come una rivelazione a John Murray.

Nel 1770 John Murray era un predicatore deriso e un uomo distrutto. Nella sua Inghilterra il messaggio di salvezza universale nell’amore di Dio, che egli andava predicando, era rimasto totalmente inascoltato e il destino gli aveva portato via gli affetti più cari. Aveva, così, deciso di prendere la via delle Americhe, con l’intento di rifarsi una vita, abbandonando per sempre le sue velleità di predicatore. Dall’altra parte dell’oceano, sulle coste del New Jersey, Thomas Potter, un uomo di buon cuore e scarsa cultura, credeva con profonda convinzione ad una salvezza universale ed aveva costruito vent’anni prima una cappella, nell’attesa di poter accogliere un giorno qualcuno che potesse ivi predicare, con strumenti che egli sentiva di non possedere, quella fede di infinita speranza. La nave su cui viaggiava Murray naufragò, guarda caso proprio di fronte alle coste del New Jersey ed il primo a soccorrere lo sfortunato inglese fu proprio Thomas Potter. Era un venerdì. Una chiacchiera dopo l’altra, venne fuori che Murray era stato un predicatore universalista. Potter colse l’occasione al balzo per invitare Murray a predicare nella sua cappella la domenica successiva. Estenuato dall’insistenza di Potter, Murray accettò, ma solo per quella volta e sol perché la nave non avrebbe ripreso il largo prima del lunedì. Ma alla fine ci prese gusto e rimase lì, per poi diffondere il proprio messaggio in altre parti degli Stati Uniti e contribuire alla nascita ed al successo del movimento cristiano universalista. 
E’ lecito dubitare della veridicità storica di questo racconto. Ma è bello immaginare che l’universalismo nasca dall’incontro di una tenacia ed una disperazione, capaci di rimettere al centro delle vite di due persone la speranza. E la parola speranza è stata al centro della predicazione di John Murray che oggi ricordiamo. Tant’è che Alfred S. Cole lo immagina dirci:
“Puoi possedere soltanto una piccola luce, ma scoprila, lascia che brilli, usala per portare più luce e comprensione ai cuori e alle menti di donne e uomini. Non dare loro inferno, ma speranza e coraggio. Non spingerli più a fondo nella loro disperazione teologica, ma predica la bontà e l’eterno amore di Dio.”
Ancora oggi abbiamo bisogno di testimoniare la speranza perché tutti abbiamo ancora bisogno di sperare. (Da La Vita è già un miracolo di A. Falasca)

 

III] Giosuè Cap 10

Giosuè: 10:12-13 Giosuè disse al Signore sotto gli occhi di Israele:
«Sole, fèrmati in Gàbaon
e tu, luna, sulla valle di Aialon».
13 Si fermò il sole
e la luna rimase immobile
finché il popolo non si vendicò dei nemici.
Non è forse scritto nel libro del Giusto: «Stette fermo il sole in mezzo al cielo e non si affrettò a calare quasi un giorno intero. 14 Non ci fu giorno come quello, né prima né dopo, perché aveva ascoltato il Signore la voce d’un uomo

IV] Matteo Cap 5

17 «Non pensate che io sia venuto per abolire la legge o i profeti; io sono venuto non per abolire ma per portare a compimento. 18 Poiché in verità vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, neppure un iota o un apice della legge passerà senza che tutto sia adempiuto. 19 Chi dunque avrà violato uno di questi minimi comandamenti e avrà così insegnato agli uomini, sarà chiamato minimo nel regno dei cieli; ma chi li avrà messi in pratica e insegnati sarà chiamato grande nel regno dei cieli. 20 Poiché io vi dico che se la vostra giustizia non supera quella degli scribi e dei farisei, non entrerete affatto nel regno dei cieli.

Sermone

Al termine  canto Vieni chiunque tu sia

Rinnovo Dell’impegno comune

Lett: Siamo qui per celebrare ed onorare con il nostro impegno i doni della vita, della coscienza e della libertà dell’essere umano

1) attraverso l’amore per il prossimo e per la profondità della vita animata dallo slancio verso la trascendenza, che essa sia il frutto dell’ispirazione di un Dio d’amore, di un impulso alla totalità insito nella natura o dell’idealità di un’umanità in cerca del proprio cammino;

2) attraverso il riconoscimento della nostra unità e dignità di creature preziose in un mondo interconnesso;

3) attraverso l’impegno per una riconciliazione degli animi umani con ogni altro del mondo in una società più inclusiva;

4) attraverso un approccio adulto alla vita religiosa basato sull’autonomia nelle scelte, l’esperienza diretta, un’etica che non ha bisogno di premi presenti o futuri, l’apertura al rivelarsi del Sacro ed il dialogo nella comunità;

5) attraverso la pratica delle virtù della fede, della speranza e della carità, intese come apertura al mistero, alla possibilità ed al volto dell’altro;

6) attraverso il confronto, qualunque sia la fede personale, con il mistero della nostra creazione e con il messaggio e l’esempio di Gesù, Maestro del Cuore;

7) attraverso l’apertura, qualunque sia la fede personale, ai processi di creazione, rinnovamento e trasformazione della natura;

8) attraverso il servizio, qualunque sia la fede personale, verso la crescita dell’essere umano, il suo spirito critico e l’esercizio autonomo delle sue facoltà;

9) attraverso la testimonianza dell’inesauribile speranza che deriva da questa apertura al Sacro, da questa fede nella vita e da questo impegno per la dignità umana;

10) attraverso l’apertura all’universale ispirazione dello Spirito negli animi delle persone, espressa nei più nobili insegnamenti di tutte le religioni. Tutti:Amen

Comunione dei Fiori

Min: Sorelle e fratelli, secondo la tradizione che ci accomuna ogni animo umano ha in sé una scintilla Infinito. Per questo, nella nostra denominazione, riserviamo un momento specifico, che definiamo “Comunione dei Fiori” perché chiunque lo desideri possa condividere un pensiero con tutti i presenti. Immergiamoci, dunque nella meditazione, dichiarando la nostra disponibilità al dialogo e all’apertura. Prego, dunque, chiunque lo desideri di farci dono di quello che lo Spirito, qualunque sia il nome che ciascuno di noi vuole dargli, ispira nel suo cuore. Min: Amen

[Chi lo desidera, condivide un pensiero con i presenti]

Benedizione Mediana

Min: Fratelli, disponiamoci alla benedizione.

Lo Spirito dai mille nomi e dalla inconoscibile essenza, che ci ha creato e accompagna i nostri passi, conceda a tutti noi il discernimento per comprendere quali vie conducano alla costruzione di un regno di pace e di giustizia per tutti e la forza per costruire tale regno.

Possa la Sua benedizione scendere su di noi e rimanere nei nostri cuori ogni giorno.

Tutti: Amen

Testimonianza Umanista e Trascendentalista

Min: Fratelli, preghiamo insieme rendendo grazia alla vita che ci preserva e ci nutre Lett: La vita stessa è la mia guida. Non mi potrà mai essere negata la forza del suo sostegno. La terra verde mi fornisce un ricco nutrimento; pozze di acqua fresca rinfrescano il mio spirito. Una profonda intuizione mi porta lungo un percorso che è vero per il fatto stesso di esistere. Anche se dovessi camminare in una valle dove ombre oscure mi impediscono di sapere dove la vita infine terminerà   in ultima analisi, non avrò paura, perché l’energia dell’universo è dentro di me. Tutto ciò che conosco mi impedisce di lasciarmi prendere dalla disperazione e ogni vita è un conforto per me. Anche di fronte a minacce al mio benessere e alla mia stessa esistenza, lo spirito della vita mi nutre, mi onora della sua presenza, e mi ricorda che ho davvero più di quanto ho bisogno. Felicità e grazia si irradiano su di me costantemente e so che mi soffermerò in questo universo con i suoi processi di trasformazione, per sempre. Tutti: Per ogni nuovo mattino con la sua luce, per il riposo e il riparo della notte, per la salute e il cibo, per l’amore e gli amici, per tutto quello che la bontà infinita ci dona, grazie (R.W. Emerson)

Testimonianza Cristiana

Min: Apriamo la liturgia cristiana accogliendo la preghiera di quanti si sentano di dare testimonianza della loro intima relazione con la Trascendenza attraverso le metafora del Padre, tanto cara alla pratica spirituale di molti di noi. Per questo, a ricordo della matrice biblica che è stata culla della nostra fede e che è linea guida per molti di noi, invito [… ] a recitare la prima stanza dello Shemà ebraico. Tutti: Amen

Shemà Lett: Ascolta, Israele, il Signore è il nostro Dio, il Signore è Uno. E amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutte le tue forze. E metterai queste parole che Io ti comando oggi, nel tuo cuore, e le insegnerai ai tuoi figli, pronunciandole quando riposi in casa, quando cammini per la strada, quando ti addormenti e quando ti alzi. E le legherai al tuo braccio, e le userai come “segno” tra i tuoi occhi, e le scriverai sugli stipiti della tua casa e sulle tue porte.

Min: Infine, come fiore cristiano della Comunione dei fiori, accogliamo l’offerta del Padre Nostro, proposta da quanti tra noi ritengano possa essere fertile rappresentazione di quel legame verso la Trascendenza che è stato oggetto del nostro servizio

Padre Nostro

Esortazione Conclusiva

Min: Andiamo in pace, ricordando in ogni istante il compito di essere sale della terra che ci è stato affidato.

Canto di uscita

Non una lente ma uno specchio

Cari Amici,

Ci volle molto coraggio per i nostri  predecessori unitariani ad arrendersi all’evidenza che è la Terra che gira intorno al sole e che la Bibbia, nel dire il contrario semplicemente sbaglia, se si considera la cosa da un punto di vista fisico.  Ma se la Bibbia è parola di Dio, e la parola della Bibbia è sbagliata, allora anche la parola di Dio è sbagliata. Bisognava scegliere una di queste  scomode alternative: o la Bibbia non è parola di Dio,  o Dio sbaglia,  o Dio ci prende per il naso, Ma allora, se persino la Bibbia può essere fallace, lo può essere ancora di più la dogmatica denominazionale di qualunque Chiesa, che, sulle sue affermazioni sulla Trinità e sull’inferno ad esempio,  ha fondato  la propria autorità temporale e la propria credibilità morale. Un altro elemento molto importante è quello del decentramento dell’uomo che queste scoperte portavano con sé. L’uomo non è più al centro dell’universo: il cristiano e l’ebreo non sono più il vertice massimo auspicabile di ogni percorso di fede possibile. Nello scoprirsi fallace, la Bibbia si ritrova ad essere un testo come tanti, senza poter rivendicare una qualche priorità. Allora perché seguirla? Perché fare di essa il centro della propria fede? Se la si scopre mendace e non più in grado di fondare indiscutibilmente la veritàdel proprio insegnamento, la Bibbia non può dirsi più cattolica o universale E allora perché leggerla?Il tentativo di risposta che Whiston propose Si articolò in vari punti:    anzitutto nella scienza come nell’esegesi fare piazza pulita di ogni dogma e di ogni preconcetto, disporsi alla ricerca sia fisica che spirituale in maniera disinteressata e aperta,rendendosi conto che il fine della Bibbia,  non è quello di essere un testo di fisica o di astronomia, ma quello di educare le coscienze ad un percorso di elevazione spirituale parlando all’uomo a vari livelli, alcuni più razionali altri più poetici. L’esistenza per un cristianesimo primitivo lontano dai dogmi, di cui egli si fece promotore, va proprio in questa direzione. Ma tutto questo  non sarebbe potuto avvenire senza un rinnovato impegno filologico figlio di Umanesimo e Rinascimento. In questa direzione si collocano sia il suo rifiuto dell’idea di un canone e di una autorità che lo stabilisca,  sia la sua apertura a Vangeli diversi dai canonici, sia la sua traduzione di opere coeve all’esistenza di Gesù, per conoscerne meglio le allusioni e l’ambiente. Si trattava, con un grandissimo paradosso, non di restringere il campo ad una sola categoria di persone, si chiamano ebrei o cristiani, ma di allargarlo, pensando che la Bibbia potesse essere un percorso di formazione spirituale utile per ogni uomo, ad una sola condizione, quella di  perdere le ambizioni di primato per poter allargare la base degli utenti possibili. Non era una ricetta facile, per lo stesso motivo per cui oggi gli unitariani non sono miliardi.  Si tratta, oggi come allora, di prendere su di sé la responsabilità di credere ciò che si crede, e di non demandarla alle affermazioni auto legittimanti di un qualunque testo.

Un contributo interessante a questo progetto parve arrivare pochi anni dopo da John Murray, cresciuto nello stesso clima, ma costretto ad emigrare nelle Americhe per poter almeno non essere deriso : la Bibbia non è una lente che possiamo utilizzare per guardare fuori,  per conoscere il mondo fisico,  almeno nella percezione che ne abbiamo oggi;  la Bibbia è piuttosto uno specchio,  uno dei tanti,  che convenzionalmente chiamiamo libri sacri,  che ci permettono di guardarci dentro,  di guardare le nostre motivazioni,  di guardare la radice della nostra fede.

E guardandoci dentro,  ciò che vediamo è una piccola luce traballante circondata da un buio,  terrificante e fitto, Un buio in cui è difficile voler stare e con cui è difficile poter convivere.  La soluzione trinitaria  è voler soffocare questo buio  attraverso l’oppio del dogma, distrarci dall’impiccio di guardarci dentro attraverso la contemplazione di un blocco monolitico di verità da difendere a spada tratta da ogni tentativo di dissenso, pena ricadere nel buio interiore.È qui che  Murray ci parla di coraggio, Il coraggio di affrontare quel buio, non ignorandolo, ma rinforzando in esso quella piccola luce, la luce della fede,  la luce nella volontà di essere agenti spirituali,  la luce del nostro Calice Ardente,  la luce del roveto, che ci chiama e ci invita ad una risposta, e di imparare a nutrire,  a proteggere,  a rinforzare  questa luce. Il dogma è come la soluzione di Alessandro Magno sul nodo gordiano: siccome non riesco a sciogliere i nodi, siccome è troppo difficile e doloroso, molto meglio tagliarli con la spada, dare quella luce per sconfitta in partenza di fronte a un simile buio,  rifiutare la sfida con una comoda scorciatoia, si chiami trinità, inferno, miracolo o cosa volete. Non è questa la soluzione che Murray propone:  egli ci invita al coraggio di nutrire quella luce, affrontando con essa il terribile buio che ognuno di noi periodicamente trova dentro di sè. Ci invita a farla essere per noi fonte di sicurezza, discernimento, calore e speranza a tal punto che questo nostro calore, questa nostra luce, questa nostra determinazione possano essere anche per altri motivo di conforto, di riferimento d’esempio. Se tutti noi imparassimo questo, condividessimo questo tentativo, allora questa sfida sembrerebbe meno titanica. Come fare questo? La Bibbia può essere una guida, non l’unica, ma certamente una guida utile per chi condivida la nostra cultura e le nostre latitudini. Forse il sole che la Bibbia ritiene debba essere fermo è proprio quella luce interiore che noi dobbiamo imparare a rendere salda al fine di affrontare i nostri nemici interiori. Forse la questione non ha nulla di astronomico, ma riguarda un impegno morale e spirituale ad essere persone migliori. In questo senso, liberarci del dogma, liberarci di una stupida pretesa di supremazia teologica e culturale nei confronti di altre tradizioni, può non essere qualcosa di nocivo, ma anzi un passo necessario per imparare a vedere in questo buio che da soli ci pare tanto fitto, le luci altrui, anche provenienti da altre tradizioni, lasciando che possano essere per noi calore e riferimento.

E’ di questo che noi oggi siamo debitori a questi due nostri grandi predecessori, di questa intuizione, di questo invito

 

E allora facciamolo quest’uomo, che abbia il coraggio di affrontare il buio più fitto con solo una piccola luce, nella certezza di ritrovar le luci altrui lungo il cammino  

 

Nasè Adam  

נַֽעֲשֶׂ֥ה  אָדָ֛ם

 

Amen

Rob

Liturgia 26 Novembre 2017

Memorandum

Per il Pastore

Il pastore deve:

  1. preparare la liturgia e il sermone in formato doc in modo che siano facilmente condivisibili
  2. nominare un Cantor, un moderatore e un lettore
  3. distribuire le letture

Per il Moderatore:

Il moderatore deve

  1. a) tenere aperti solo i microfoni funzionali allo svolgimento del servizio
  2. b) fare attenzione ad operare il più possibile per eliminare il rumore in sottofondo
  3. c) dare la parola durante la CdF e intervenire in caso di interventi fiume invitando alla moderazione

Per il Cantor:

il cantor deve

  1. a) avere a portata di mano i canti da proporre

Per i Partecipanti:

I Partecipanti devono:

  1. a) Spegnere la suoneria dei cellulari
  2. b) Impegnarsi per ridurre al minimo i rumori in sottofondo
  3. c) Spegnere i microfoni quando non si intenda intervenire
  4. d) Intervenire via chat o vocalmente solo per contributi attinenti alla funzione. Eventuali saluti, commenti, battute, scuse o simili verranno fatte alla fine della stessa
  5. e) limitare il proprio intervento nella CdF ad un paio di minuti, sforzandosi di renderlo attinente al tema proposto
  6. f) per la serata immergersi nella meditazione eliminando ogni fonte di distrazione (ad esempio, musica o tv accese)
  7. g) Evitare ogni comportamento che possa distrarre gli altri dalla tranquilla fruizione del servizio (non mostrare foto, oggetti o fare gesti o balli)

Lettura introduttiva

Lett: Entriamo in questo spazio, entriamo in questo momento. Lasciamo che questo momento sacro ci prenda e ci abbracci. Sentiamo la terra sotto di noi, sentiamo lo spazio intorno a noi,abbracciarci nella fiducia e nella cura. Sentiamo la presenza di fratelli e sorelle nella fede che ci circonda, viaggiatori spirituali con aspirazioni simili alle nostre. Condividiamo il tempo, condividiamo uno scopo, ci riuniamo per rinnovare la nostra speranza, per sentire la forza del nostro scopo,nell’aria intorno a noi. Qui e ora, apriamo il nostro cuore a questo momento. Sappiamo che ciò che possiamo trovare qui è apprendimento, crescita e amore. Troviamo dentro di noi quel luogo del possibile quel luogo del sogno che anela a un respiro libero, che anela a costruire un futuro più audace e migliore per noi stessi e per gli altri.

Verso il tuo tempio

Occasione

John Bowring

Accensione del Calice

Nel momento in cui accendiamo il calice, quale segno di partecipazione al calore della nostra comunità e di quanti la animano, in unità, per scacciare l’oscurità dalle nostre anime, dalle nostre menti e dai nostri corpi.

Con questa fiamma rinnoviamo la gratitudine e rinvigoriamo  la certezza dell’amore di Dio, rinforzando noi stessi con la grazia Divina, nella partecipazione a quest’ora di servizio e preghiera, riscoprendo con umiltà il valore di umanità e portando Nuova Speranza insieme al Calice illuminante.

Rev. Harrison Kingsley minister of the Unitarian Christian Church of Chennai, India

Affermazione Dei Princìpi

Min: Veniamo da strade diverse, liberi cercatori del sacro, senza dogmi e senza costrizioni, ma uniti da alcuni principi che danno forma alla nostra fede comune e che si radicano poi nel percorso del singolo e nella specificità della sua fede:

Ascolta: prova a sentire la voce di chi pensa di non avere valore e fa che ti chiami ad un impegno per “il valore e la dignità propria di ogni persona”.

Ascolta: prova a sentire la voce di chi si sente escluso e fa che ti chiami ad un impegno per “la giustizia, l’equità e la compassione nei rapporti umani”.

Ascolta: prova a sentire la voce della tua e dell’altrui debolezza e fa che ti chiami ad un impegno per “l’accettazione reciproca e l’incoraggiamento alla crescita spirituale”.

Ascolta: prova a sentire la voce di una nuova verità nascosta nel Mistero e fa che ti chiami ad un impegno per “la libera e responsabile ricerca della verità e del significato della vita”.

Ascolta: prova a sentire la voce delle opinioni inascoltate, di chi non ha voce in capitolo, e fa che ti chiami ad un impegno per “il diritto della coscienza e l’utilizzo del processo democratico”.

Ascolta: prova a sentire la voce di chi non ha pace o riposo e fa che ti chiami ad un impegno per “l’obiettivo di una comunità globale con pace, libertà, e giustizia per tutti”.

Ascolta: prova a sentire la voce di chi si sente separato dagli altri e dalla Terra e fa che ti chiami ad un impegno per “il rispetto per la rete interdipendente di tutta l’esistenza della quale facciamo parte.”

Liturgia della meditazione

Min: Fratelli, il male è il rifiuto di riconoscere come ogni cosa sulla terra sia legata allo Spirito in una grande rete interdipendente d’amore. Preghiamo, dunque, nella consapevolezza della nostra interdipendenza, chiedendo perdono e ispirazione.

Lett: Quando e dove può Il viandante dello Spirito trovare casa ? Dov’è quel posto Dove vi è sicurezza, rifugio, pace? Il ritorno a casa per me è un istante, un isola di grazia, e di luce interiore, una pace senza tempo anche se vissuta all’interno di tempo. Il ritorno a casa è incandescenza, consonanza, fusione con la verità, è l’esperienza dell’ Uno, e del Divino, è luce, vita e amore, è pane e respiro.  Nella notte oscura, il terrore ci attanaglia, le paure ci tallonano, si apre per noi un abisso senza speranze e soli nel buio abbiamo nostalgia della luce. Spirito della Vita, infondi in noi saggezza, illumina il nostro cammino. Guidaci, con la fiaccola della speranza, con il calore dell’amore, verso il faro del senso della nostra esistenza. Tutti noi abbiamo paura del buio ma Tu donaci la luce.

Min: Dopo aver confessato la nostra umana debolezza, ascoltiamo la nostra sacra voce interiore meditando in silenzio per qualche istante. [tutti pregano in silenzio per circa un minuto] Min: Amen Tutti: Amen

Liturgia della Riconciliazione

Min. La nostra eredità universalista consegna alle nostre riflessioni una parola ricca di sfumature e significati per la nostra vita: riconciliazione. Riconciliazione è essere consapevoli che, come cantava Leonard Cohen, che “in ogni cosa c’è una frattura, ma è da lì che passa la luce”. E’ ricomporre le divisioni con la vita e tra le vite senza annullare la bellezza drammatica della loro storia. E’ su questo che la meditazione che seguirà ci invita a lavorare.

  1. Mi riconcilio con il Mistero, ieri della mia angoscia, oggi della mia speranza. Min. Chi vuole può accendere il microfono ed esprimere un proprio motivo di angoscia o speranza, gli altri ascoltino in rispettoso silenzio [non più di tre parole a testa] (Al Termine Tutti) Oggi mi riconcilio Min.
  2. Mi riconcilio con la Natura, ieri fatta di cose, oggi fatta di vite. Min. Chi vuole può dire il nome una persona cara, che si trovi attualmente in difficoltà o che sia recentemente scomparsa [non più di tre parole a testa] (Al Termine Tutti) Oggi mi riconcilio
  3. Mi riconcilio con il Fratello, ieri delle lotte contro, oggi delle lotte insieme. (Tutti) Oggi mi riconcilio
  4. Mi riconcilio con la mia Identità, ieri corpo, oggi vita, ieri ruolo, oggi persona, ieri mente, oggi coscienza. (Tutti) Oggi mi riconcilio

Aperta è la porta della Riconciliazione, qualunque sia il luogo o la cultura, la storia di vita o la natura personale: nell’Amore Divino la Riconciliazione è universale. (A. Falasca in La vita è già un miracolo,  EdizioniE.U.M.)

Liturgia della Parola

I] Henri-Frédéric Amiel, Grani di miglio, 1854

Tra tutte le cose che la pigrizia umana odia, quella che più odia è pensare. Per alcune nature, una cosa sola è qualche volta ancora più dura che pensare, ed è volere. Non c’è genere di astuzia, di sotterfugio, perfino di lavoro che questa pigrizia non inventi e non si imponga per sfuggire alla tirannia di questo doppio dovere.

II] John Bowring

Le opportunità e i cambiamenti sono sempre molteplici. L’uomo decade, le età si susseguono; ma la sua misericordia non svanisce Dio è saggezza, Dio è amore. […] C’è da qualche in ogni cuore umano qualche terreno non arido in cui i semi della verità e dell’amore possono cresere, e fiori di generosa virtù sbocciare.Seminare, accudire, innaffiare, questo è il nostro dovere, questo è il nostro compito

III] Siddhārtha Gautama Buddha, Dhammapada (Versi della Legge), V sec. a.e.c.

Della vita di cent’anni di colui che vive pigro e debole, la vita di un solo giorno è migliore se un uomo ha conseguito forza incrollabile. […] Alzati! Non essere pigro! Segui la legge della virtù! Il virtuoso è felice in questo mondo e nel prossimo. […] Colui che non si alza quando è tempo di alzarsi, che, sebbene giovane e forte, è pieno di accidia, la cui volontà e pensieri sono deboli, questo pigro e inutile uomo non troverà mai il percorso verso la conoscenza

IV] Marco Cap 10

17 Mentre Gesù usciva per la via, un tale accorse e, inginocchiatosi davanti a lui, gli domandò: «Maestro buono, che cosa devo fare per ereditare la vita eterna?» 18 Gesù gli disse: «Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, tranne uno solo, cioè Dio. 19 Tu sai i comandamenti: “Non uccidere; non commettere adulterio; non rubare; non dire falsa testimonianza; non frodare nessuno; onora tuo padre e tua madre“». 20 Ed egli rispose: «Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia gioventù». 21 Gesù, guardatolo, l’amò e gli disse: «Una cosa ti manca! Va’, vendi tutto ciò che hai e dàllo ai poveri e avrai un tesoro in cielo; poi vieni e seguimi». 22 Ma egli, rattristato da quella parola, se ne andò dolente, perché aveva molti beni. 23 Gesù, guardatosi attorno, disse ai suoi discepoli: «Quanto difficilmente coloro che hanno delle ricchezze entreranno nel regno di Dio!» 24 I discepoli si stupirono di queste sue parole. E Gesù replicò loro: «Figlioli, quanto è difficile entrare nel regno di Dio! 25 È più facile per una fune  (o un cammello) passare attraverso la cruna di un ago, che per un ricco entrare nel regno di Dio». 26 Ed essi sempre più stupiti dicevano tra di loro: «Chi dunque può essere salvato?» 27 Gesù fissò lo sguardo su di loro e disse: «Agli uomini è impossibile, ma non a Dio; perché ogni cosa è possibile a Dio».

Sermone

Al termine  canto Vieni chiunque tu sia

Rinnovo Dell’impegno comune

Lett: Siamo qui per celebrare ed onorare con il nostro impegno i doni della vita, della coscienza e della libertà dell’essere umano

1) attraverso l’amore per il prossimo e per la profondità della vita animata dallo slancio verso la trascendenza, che essa sia il frutto dell’ispirazione di un Dio d’amore, di un impulso alla totalità insito nella natura o dell’idealità di un’umanità in cerca del proprio cammino;

2) attraverso il riconoscimento della nostra unità e dignità di creature preziose in un mondo interconnesso;

3) attraverso l’impegno per una riconciliazione degli animi umani con ogni altro del mondo in una società più inclusiva;

4) attraverso un approccio adulto alla vita religiosa basato sull’autonomia nelle scelte, l’esperienza diretta, un’etica che non ha bisogno di premi presenti o futuri, l’apertura al rivelarsi del Sacro ed il dialogo nella comunità;

5) attraverso la pratica delle virtù della fede, della speranza e della carità, intese come apertura al mistero, alla possibilità ed al volto dell’altro;

6) attraverso il confronto, qualunque sia la fede personale, con il mistero della nostra creazione e con il messaggio e l’esempio di Gesù, Maestro del Cuore;

7) attraverso l’apertura, qualunque sia la fede personale, ai processi di creazione, rinnovamento e trasformazione della natura;

8) attraverso il servizio, qualunque sia la fede personale, verso la crescita dell’essere umano, il suo spirito critico e l’esercizio autonomo delle sue facoltà;

9) attraverso la testimonianza dell’inesauribile speranza che deriva da questa apertura al Sacro, da questa fede nella vita e da questo impegno per la dignità umana;

10) attraverso l’apertura all’universale ispirazione dello Spirito negli animi delle persone, espressa nei più nobili insegnamenti di tutte le religioni. Tutti:Amen

Comunione dei Fiori

Min: Sorelle e fratelli, secondo la tradizione che ci accomuna ogni animo umano ha in sé una scintilla Infinito. Per questo, nella nostra denominazione, riserviamo un momento specifico, che definiamo “Comunione dei Fiori” perché chiunque lo desideri possa condividere un pensiero con tutti i presenti. Immergiamoci, dunque nella meditazione, dichiarando la nostra disponibilità al dialogo e all’apertura. Prego, dunque, chiunque lo desideri di farci dono di quello che lo Spirito, qualunque sia il nome che ciascuno di noi vuole dargli, ispira nel suo cuore. Min: Amen

[Chi lo desidera, condivide un pensiero con i presenti]

Benedizione Mediana

Min: Fratelli, disponiamoci alla benedizione.

Lo Spirito dai mille nomi e dalla inconoscibile essenza, che ci ha creato e accompagna i nostri passi, conceda a tutti noi il discernimento per comprendere quali vie conducano alla costruzione di un regno di pace e di giustizia per tutti e la forza per costruire tale regno.

Possa la Sua benedizione scendere su di noi e rimanere nei nostri cuori ogni giorno.

Tutti: Amen

Testimonianza Umanista e Trascendentalista

Min: Fratelli, preghiamo insieme rendendo grazia alla vita che ci preserva e ci nutre Lett: La vita stessa è la mia guida. Non mi potrà mai essere negata la forza del suo sostegno. La terra verde mi fornisce un ricco nutrimento; pozze di acqua fresca rinfrescano il mio spirito. Una profonda intuizione mi porta lungo un percorso che è vero per il fatto stesso di esistere. Anche se dovessi camminare in una valle dove ombre oscure mi impediscono di sapere dove la vita infine terminerà   in ultima analisi, non avrò paura, perché l’energia dell’universo è dentro di me. Tutto ciò che conosco mi impedisce di lasciarmi prendere dalla disperazione e ogni vita è un conforto per me. Anche di fronte a minacce al mio benessere e alla mia stessa esistenza, lo spirito della vita mi nutre, mi onora della sua presenza, e mi ricorda che ho davvero più di quanto ho bisogno. Felicità e grazia si irradiano su di me costantemente e so che mi soffermerò in questo universo con i suoi processi di trasformazione, per sempre. Tutti: Per ogni nuovo mattino con la sua luce, per il riposo e il riparo della notte, per la salute e il cibo, per l’amore e gli amici, per tutto quello che la bontà infinita ci dona, grazie (R.W. Emerson)

Testimonianza Cristiana

Min: Apriamo la liturgia cristiana accogliendo la preghiera di quanti si sentano di dare testimonianza della loro intima relazione con la Trascendenza attraverso le metafora del Padre, tanto cara alla pratica spirituale di molti di noi. Per questo, a ricordo della matrice biblica che è stata culla della nostra fede e che è linea guida per molti di noi, invito [… ] a recitare la prima stanza dello Shemà ebraico. Tutti: Amen

Shemà Lett: Ascolta, Israele, il Signore è il nostro Dio, il Signore è Uno. E amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutte le tue forze. E metterai queste parole che Io ti comando oggi, nel tuo cuore, e le insegnerai ai tuoi figli, pronunciandole quando riposi in casa, quando cammini per la strada, quando ti addormenti e quando ti alzi. E le legherai al tuo braccio, e le userai come “segno” tra i tuoi occhi, e le scriverai sugli stipiti della tua casa e sulle tue porte.

Min: Infine, come fiore cristiano della Comunione dei fiori, accogliamo l’offerta del Padre Nostro, proposta da quanti tra noi ritengano possa essere fertile rappresentazione di quel legame verso la Trascendenza che è stato oggetto del nostro servizio

Padre Nostro

Esortazione Conclusiva

Min: Andiamo in pace, ricordando in ogni istante il compito di essere sale della terra che ci è stato affidato.

Canto di uscita