Liturgia 7 Ottobre

Memorandum
Per il Pastore
Il pastore deve:
  1. preparare la liturgia e il sermone in formato doc in modo che siano facilmente condivisibili
  2. nominare un Cantor, un moderatore e un lettore
  3. distribuire le letture
Per il Moderatore:
Il moderatore deve
  1. a) tenere aperti solo i microfoni funzionali allo svolgimento del servizio
  2. b) fare attenzione ad operare il più possibile per eliminare il rumore in sottofondo
  3. c) dare la parola durante la CdF e intervenire in caso di interventi fiume invitando alla moderazione
  4. d) segnarsi coloro che intendano partecipare alla CdF e chiamare solo quelli
Per il Cantor:
il cantor deve
  1. a) avere a portata di mano i canti da proporre
Per i Partecipanti:
I Partecipanti devono:
  1. a) Spegnere la suoneria dei cellulari
  2. b) Impegnarsi per ridurre al minimo i rumori in sottofondo
  3. c) Spegnere i microfoni quando non si intenda intervenire
  4. d) Intervenire via chat o vocalmente solo per contributi attinenti alla funzione. Eventuali saluti, commenti, battute, scuse o simili verranno fatte alla fine della stessa
  5. e) limitare il proprio intervento nella CdF ad un paio di minuti, sforzandosi di renderlo attinente al tema proposto
  6. f) per la serata immergersi nella meditazione eliminando ogni fonte di distrazione (ad esempio, musica o tv accese)
  7. g) Evitare ogni comportamento che possa distrarre gli altri dalla tranquilla fruizione del servizio (non mostrare foto, oggetti o fare gesti o balli)
Lettura introduttiva
Lett: Entriamo in questo spazio, entriamo in questo momento. Lasciamo che questo momento sacro ci prenda e ci abbracci. Sentiamo la terra sotto di noi, sentiamo lo spazio intorno a noi,abbracciarci nella fiducia e nella cura. Sentiamo la presenza di fratelli e sorelle nella fede che ci circonda, viaggiatori spirituali con aspirazioni simili alle nostre. Condividiamo il tempo, condividiamo uno scopo, ci riuniamo per rinnovare la nostra speranza, per sentire la forza del nostro scopo,nell’aria intorno a noi. Qui e ora, apriamo il nostro cuore a questo momento. Sappiamo che ciò che possiamo trovare qui è apprendimento, crescita e amore. Troviamo dentro di noi quel luogo del possibile quel luogo del sogno che anela a un respiro libero, che anela a costruire un futuro più audace e migliore per noi stessi e per gli altri.
Verso il tuo tempio
 
Accensione del Calice
Possa la sua fiamma condurci a maggior conoscenza e tolleranza. Possa il suo calore condurci ad amore e compassione più profondi. Che questa fiamma possa simbolizzare la scintilla divina di luce intrinseca in ogni essere vivente. E possa la sua luce condurci verso maggiore saggezza e comprensione. Sì, ognuno di noi è solo una piccola fiamma. Ma insieme possiamo illuminare il mondo!
Affermazione Dei Princìpi
Min: Veniamo da strade diverse, liberi cercatori del sacro, senza dogmi e senza costrizioni, ma uniti da alcuni principi che danno forma alla nostra fede comune e che si radicano poi nel percorso del singolo e nella specificità della sua fede:
Ascolta: prova a sentire la voce di chi pensa di non avere valore e fa che ti chiami ad un impegno per “il valore e la dignità propria di ogni persona”.
Ascolta: prova a sentire la voce di chi si sente escluso e fa che ti chiami ad un impegno per “la giustizia, l’equità e la compassione nei rapporti umani”.
Ascolta: prova a sentire la voce della tua e dell’altrui debolezza e fa che ti chiami ad un impegno per “l’accettazione reciproca e l’incoraggiamento alla crescita spirituale”.
Ascolta: prova a sentire la voce di una nuova verità nascosta nel Mistero e fa che ti chiami ad un impegno per “la libera e responsabile ricerca della verità e del significato della vita”.
Ascolta: prova a sentire la voce delle opinioni inascoltate, di chi non ha voce in capitolo, e fa che ti chiami ad un impegno per “il diritto della coscienza e l’utilizzo del processo democratico”.
Ascolta: prova a sentire la voce di chi non ha pace o riposo e fa che ti chiami ad un impegno per “l’obiettivo di una comunità globale con pace, libertà, e giustizia per tutti”.
Ascolta: prova a sentire la voce di chi si sente separato dagli altri e dalla Terra e fa che ti chiami ad un impegno per “il rispetto per la rete interdipendente di tutta l’esistenza della quale facciamo parte.”
Liturgia della meditazione
Min: Fratelli, il male è il rifiuto di riconoscere come ogni cosa sulla terra sia legata allo Spirito in una grande rete interdipendente d’amore. Preghiamo, dunque, nella consapevolezza della nostra interdipendenza, chiedendo perdono e ispirazione.
Lett: Quando e dove può Il viandante dello Spirito trovare casa ? Dov’è quel posto Dove vi è sicurezza, rifugio, pace? Il ritorno a casa per me è un istante, un isola di grazia, e di luce interiore, una pace senza tempo anche se vissuta all’interno di tempo. Il ritorno a casa è incandescenza, consonanza, fusione con la verità, è l’esperienza dell’ Uno, e del Divino, è luce, vita e amore, è pane e respiro.  Nella notte oscura, il terrore ci attanaglia, le paure ci tallonano, si apre per noi un abisso senza speranze e soli nel buio abbiamo nostalgia della luce. Spirito della Vita, infondi in noi saggezza, illumina il nostro cammino. Guidaci, con la fiaccola della speranza, con il calore dell’amore, verso il faro del senso della nostra esistenza. Tutti noi abbiamo paura del buio ma Tu donaci la luce.
Min: Dopo aver confessato la nostra umana debolezza, ascoltiamo la nostra sacra voce interiore meditando in silenzio per qualche istante. [tutti pregano in silenzio per circa un minuto] Min: Amen Tutti: Amen
Liturgia della Riconciliazione
Min. La nostra eredità universalista consegna alle nostre riflessioni una parola ricca di sfumature e significati per la nostra vita: riconciliazione. Riconciliazione è essere consapevoli che, come cantava Leonard Cohen, che “in ogni cosa c’è una frattura, ma è da lì che passa la luce”. E’ ricomporre le divisioni con la vita e tra le vite senza annullare la bellezza drammatica della loro storia. E’ su questo che la meditazione che seguirà ci invita a lavorare.
  1. Mi riconcilio con il Mistero, ieri della mia angoscia, oggi della mia speranza. Min. Chi vuole può accendere il microfono ed esprimere un proprio motivo di angoscia o speranza, gli altri ascoltino in rispettoso silenzio [non più di tre parole a testa] (Al Termine Tutti) Oggi mi riconcilio Min.
  2. Mi riconcilio con la Natura, ieri fatta di cose, oggi fatta di vite. Min. Chi vuole può dire il nome una persona cara, che si trovi attualmente in difficoltà o che sia recentemente scomparsa [non più di tre parole a testa] (Al Termine Tutti) Oggi mi riconcilio
  3. Mi riconcilio con il Fratello, ieri delle lotte contro, oggi delle lotte insieme. (Tutti) Oggi mi riconcilio
  4. Mi riconcilio con la mia Identità, ieri corpo, oggi vita, ieri ruolo, oggi persona, ieri mente, oggi coscienza. (Tutti) Oggi mi riconcilio
Aperta è la porta della Riconciliazione, qualunque sia il luogo o la cultura, la storia di vita o la natura personale: nell’Amore Divino la Riconciliazione è universale. (A. Falasca in La vita è già un miracolo,  EdizioniE.U.M.)
Liturgia della Parola 
I) Dalai Lama

Se vogliamo costruire la pace nel mondo, costruiamola in primo luogo dentro ciascuno di noi.

II) Genesi Cap 3
9 Dio il SIGNORE chiamò l’uomo e gli disse: «Dove sei?» 10 Egli rispose: «Ho udito la tua voce nel giardino e ho avuto paura, perché ero nudo, e mi sono nascosto». 11 Dio disse: «Chi ti ha mostrato che eri nudo? Hai forse mangiato del frutto dell’albero, che ti avevo comandato di non mangiare?» 12 L’uomo rispose: «La donna che tu mi hai messa accanto, è lei che mi ha dato del frutto dell’albero, e io ne ho mangiato». 13 Dio il SIGNORE disse alla donna: «Perché hai fatto questo?» La donna rispose: «Il serpente mi ha ingannata e io ne ho mangiato».
III) Mt Cap 26
69Pietro intanto se ne stava seduto fuori, nel cortile. Una giovane serva gli si avvicinò e disse: «Anche tu eri con Gesù, il Galileo!». 70Ma egli negò davanti a tutti dicendo: «Non capisco che cosa dici». 71Mentre usciva verso l’atrio, lo vide un’altra serva e disse ai presenti: «Costui era con Gesù, il Nazareno». 72Ma egli negò di nuovo, giurando: «Non conosco quell’uomo!». 73Dopo un poco, i presenti si avvicinarono e dissero a Pietro: «È vero, anche tu sei uno di loro: infatti il tuo accento ti tradisce!». 74Allora egli cominciò a imprecare e a giurare: «Non conosco quell’uomo!». E subito un gallo cantò. 75E Pietro si ricordò della parola di Gesù, che aveva detto: «Prima che il gallo canti, tu mi rinnegherai tre volte». E, uscito fuori, pianse amaramente.
Sermone
Al termine  canto Vieni chiunque tu sia
 
Rinnovo Dell’impegno comune
Lett: Siamo qui per celebrare ed onorare con il nostro impegno i doni della vita, della coscienza e della libertà dell’essere umano
1) attraverso l’amore per il prossimo e per la profondità della vita animata dallo slancio verso la trascendenza, che essa sia il frutto dell’ispirazione di un Dio d’amore, di un impulso alla totalità insito nella natura o dell’idealità di un’umanità in cerca del proprio cammino;
2) attraverso il riconoscimento della nostra unità e dignità di creature preziose in un mondo interconnesso;
3) attraverso l’impegno per una riconciliazione degli animi umani con ogni altro del mondo in una società più inclusiva;
4) attraverso un approccio adulto alla vita religiosa basato sull’autonomia nelle scelte, l’esperienza diretta, un’etica che non ha bisogno di premi presenti o futuri, l’apertura al rivelarsi del Sacro ed il dialogo nella comunità;
5) attraverso la pratica delle virtù della fede, della speranza e della carità, intese come apertura al mistero, alla possibilità ed al volto dell’altro;
6) attraverso il confronto, qualunque sia la fede personale, con il mistero della nostra creazione e con il messaggio e l’esempio di Gesù, Maestro del Cuore;
7) attraverso l’apertura, qualunque sia la fede personale, ai processi di creazione, rinnovamento e trasformazione della natura;
8) attraverso il servizio, qualunque sia la fede personale, verso la crescita dell’essere umano, il suo spirito critico e l’esercizio autonomo delle sue facoltà;
9) attraverso la testimonianza dell’inesauribile speranza che deriva da questa apertura al Sacro, da questa fede nella vita e da questo impegno per la dignità umana;
10) attraverso l’apertura all’universale ispirazione dello Spirito negli animi delle persone, espressa nei più nobili insegnamenti di tutte le religioni. Tutti:Amen
Comunione dei Fiori
Min: Sorelle e fratelli, secondo la tradizione che ci accomuna ogni animo umano ha in sé una scintilla Infinito. Per questo, nella nostra denominazione, riserviamo un momento specifico, che definiamo “Comunione dei Fiori” perché chiunque lo desideri possa condividere un pensiero con tutti i presenti. Immergiamoci, dunque nella meditazione, dichiarando la nostra disponibilità al dialogo e all’apertura. Prego, dunque, chiunque lo desideri di farci dono di quello che lo Spirito, qualunque sia il nome che ciascuno di noi vuole dargli, ispira nel suo cuore. Min: Amen
[Chi lo desidera, condivide un pensiero con i presenti, alzando una mano e attendendo di essere chiamato dal moderatore]
Benedizione Mediana
Min: Fratelli, disponiamoci alla benedizione.
Lo Spirito dai mille nomi e dalla inconoscibile essenza, che ci ha creato e accompagna i nostri passi, conceda a tutti noi il discernimento per comprendere quali vie conducano alla costruzione di un regno di pace e di giustizia per tutti e la forza per costruire tale regno.
Possa la Sua benedizione scendere su di noi e rimanere nei nostri cuori ogni giorno.
Tutti: Amen
Testimonianza Umanista e Trascendentalista
Min: Fratelli, preghiamo insieme rendendo grazia alla vita che ci preserva e ci nutre Lett: La vita stessa è la mia guida. Non mi potrà mai essere negata la forza del suo sostegno. La terra verde mi fornisce un ricco nutrimento; pozze di acqua fresca rinfrescano il mio spirito. Una profonda intuizione mi porta lungo un percorso che è vero per il fatto stesso di esistere. Anche se dovessi camminare in una valle dove ombre oscure mi impediscono di sapere dove la vita infine terminerà   in ultima analisi, non avrò paura, perché l’energia dell’universo è dentro di me. Tutto ciò che conosco mi impedisce di lasciarmi prendere dalla disperazione e ogni vita è un conforto per me. Anche di fronte a minacce al mio benessere e alla mia stessa esistenza, lo spirito della vita mi nutre, mi onora della sua presenza, e mi ricorda che ho davvero più di quanto ho bisogno. Felicità e grazia si irradiano su di me costantemente e so che mi soffermerò in questo universo con i suoi processi di trasformazione, per sempre. Tutti: Per ogni nuovo mattino con la sua luce, per il riposo e il riparo della notte, per la salute e il cibo, per l’amore e gli amici, per tutto quello che la bontà infinita ci dona, grazie (R.W. Emerson)
Testimonianza Cristiana
Min: Apriamo la liturgia cristiana accogliendo la preghiera di quanti si sentano di dare testimonianza della loro intima relazione con la Trascendenza attraverso le metafora del Padre, tanto cara alla pratica spirituale di molti di noi. Per questo, a ricordo della matrice biblica che è stata culla della nostra fede e che è linea guida per molti di noi, invito [… ] a recitare la prima stanza dello Shemà ebraico. Tutti: Amen
Shemà Lett: Ascolta, Israele, il Signore è il nostro Dio, il Signore è Uno. E amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutte le tue forze. E metterai queste parole che Io ti comando oggi, nel tuo cuore, e le insegnerai ai tuoi figli, pronunciandole quando riposi in casa, quando cammini per la strada, quando ti addormenti e quando ti alzi. E le legherai al tuo braccio, e le userai come “segno” tra i tuoi occhi, e le scriverai sugli stipiti della tua casa e sulle tue porte.
 
 Min: Infine, come fiore cristiano della Comunione dei fiori, accogliamo l’offerta del Padre Nostro, proposta da quanti tra noi ritengano possa essere fertile rappresentazione di quel legame verso la Trascendenza che è stato oggetto del nostro servizio
Padre Nostro
Esortazione Conclusiva
Min: Andiamo in pace, ricordando in ogni istante il compito di essere sale della terra che ci è stato affidato.
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La Palafitta Spirituale

Cari amici,

Permettetemi di mettervi a parte di un dialogo che ho avuto 10 giorni fa con un signore mentre aspettavamo il treno. Io stavo bellamente ascoltando Marlin quando un signore mi chiede se sapessi l’inglese, avendo probabilmente sentito una voce inglese nelle mie cuffie. La domanda è un pò stupida perchè uno non ascolterebbe qualcosa se non lo capisse, sarebbe un atto di puro masochismo, ma risposi di sì, e a successive domande, dopo aver scoperto che si trattava di un pastore protestante, mi disse di punto in bianco: io non ci credo più, nulla vale più la pena ormai. La cosa interessante dal mio punto di vista è che io non avevo fatto assolutamente nulla, e non avevo la minima idea o intenzione di mettermi a conversare/convertire sui binari. E’ probabile che il semplice accenno a qualcosa di spirituale costituisca per molti un evento a cui sono chiamati a dover rispondere. E’ quel “Dove sei” che leggiamo nella liturgia questa settimana e che causa sempre risposte spaventate, come quelle che leggiamo di Adamo e di Pietro. Azzardo a evidenziare una contraddizione ” Non sarà che nulla vale più la pena proprio perchè non si crede più? Che la rinuncia a una costruzione spirituale sia la causa di questo nulla?

P: Nulla mi soddisfa nella religione

R: Questa affermazione contiene un duplice errore che deriva dal considerare la religione come un blocco monolitico, pensarla come qualcosa di acceso/spento. Non lo é. É piuttosto qualcosa che, all’interno di alcuni elementi funzionali comuni, é ampiamente personalizzabile.  É come una palafitta le cui fondamenta devono essere saldissime per resistere alle maree della vita. Pensi alle palafitte. Da un certo punto di vista sono tutte uguali, dall’altro non ce n’é una che si somigli. Alle mie orecchie il tuo ragionamento suona un po’ cosí: siccome non mi piace quella casa li allora scelgo di dormire nel fango e nelle intemperie salvo poi lamentarmi se mi viene mal di gola.

Entra in casa arredala, per come puoi, lascia che ti ripari…

P: Ma tutte quelle regole sul sesso, sul cibo, sulla preghiera,non fanno per me…

R: io non le ho mai considerate regole ma problemi, nel senso greco del termine ossia “ elementi da sottoporre a valutazione collettiva e personale”. Se la palafitta é la costruzione cui noi costantemente lavoriamo, la tradizione che scegliamo come riferimento é un manuale di tecnica delle costruzioni, un testo che ti dica, guarda che se vuoi fare una cosa che stia in piedi questa deve rispondere a una serie di requisiti. Ciascuna delle regole pone un problema che sollecita delle risposte. La collezione,  auspicabilmente coerente alle sollecitazioni del testo sacro o della tradizione, costituisce la tua personale palafitta. Faccio due esempi che mi vengono in mente. Alcuni traggono dall’Esodo il divieto di risiedere in Egitto, io non avrei alcun problema ad accettare una bella villa sul Nilo, ma, avendo letto l Egitto interiore della De Souzenelle, penso che.l’Egitto sia la parte piú materiale e rinunciataria del nostro animo e che risiedervi sia l allegoria di una rinuncia autoassolutoria, quindi personalmente interpreto il non riesiedere in Egitto non come un consiglio immobiliare ma come una indicazione a non spaventarsi, arrendersi o assolversi all’atto di trovare dello scuro o dell’imperfetto dentro di noi, ma anzi disporci con pazienza a migliorare la situazione, non arrendendoci per eventuali insuccessi.

P: Sí, ma come fa uno a sapere tutte ste cose? Io non sono istruito e non c’ho tempo.

All inizio é normale che uno non sappia, e all’inizio ê anche normale che le questioni siano le piú semplici e macroscopiche, ma poi col tempo e la costanza diventeranno piú complete e pervasive. Quanto al tempo da dedicare a questa costruzione spirituale, non prendiamoci in giro, lo si trova volendolo, anche se questo volesse dire ridursi ad ascoltare pastori in inglese sui binari.

Questo implica peró un atteggiamento attivo nei confronti della pratica, un esame costante e consapevole di ció che si sta facendo, che faccia almeno due cose: da un lato selezioni le fonti di nutrimento spirituale che ritenga piú vicini a sé o, per restare nella metafora con cui abbiamo iniziato, i consulenti d’arredo migliori per le sue esigenze ed il suo gusto; dall’altro valuti costantemente l’efficacia della pratica sta avendo sul proprio progetto di arredo spirituale, pronto a piccole correzioni in corso d’opera che migliorino la resa.

P: Confesso di aver fatto qualcosa del genere in passato, ma poi, col tempo, mi sono un po’ perso…

R: Infatti, ritengo il tempo abbia una dimensione ambivalente, da un lato, se siamo perseveranti, puó essere un nostro alleato, dandoci modo di migliorare ogni giorno, dall’altro puó essere un nemico, cullandoci con l’abitudine e facendoci perdere di vista il nostro obiettivo. Proprio come nel caso delle palafitte ove il fatto che reggano bene all urto delle maree é dato da una manutenzione costante, cosí, sul piano spirituale, il fatto che noi possiamo avere accesso a una solida esperienza ultramondana é dato dalla pratica quotidiana costante, che ci rammenta i principi cui abbiamo deciso di votare la nostra vita, in tutte le principali esperienze che ci capita di vivere durante una nostra giornata.

 

Il treno poi é arrivato e ho perso questo signore nell’andirivieni di gente, ma questa esperienza mi ha fatto riflettere su quanto sia importante per noi U*U insistere su questioni di metodo, fermo restando che il merito debba essere lasciato all’arbitrio di ciascuno. Altre tradizioni, per autolegittimarsi, confondono spesso il metodo col merito e questa ritengo sia una delle ragioni per cui l’esperienza spirituale sia cosí in ribasso nel nostro tempo.

Tra poco, nella Comunione dei Fiori, vorrei mi diceste in quali momenti della vostra giornata o esperienze della vostra vita ritenete piú importante e utile sentire vicino a voi la rassicurante presenza del vostro seme spirituale, con cui costruire una persona spirituale capace di opporre una ricchezza e una stabilitá profonda laddove altri vedono solo una marea di non senso.

Nasé Adam

Rob

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Liturgia Ringraziamento 2018

 
 
Memorandum
Per il Pastore
Il pastore deve:
  1. preparare la liturgia e il sermone in formato doc in modo che siano facilmente condivisibili
  2. nominare un Cantor, un moderatore e un lettore
  3. distribuire le letture
Per il Moderatore:
Il moderatore deve
  1. a) tenere aperti solo i microfoni funzionali allo svolgimento del servizio
  2. b) fare attenzione ad operare il più possibile per eliminare il rumore in sottofondo
  3. c) dare la parola durante la CdF e intervenire in caso di interventi fiume invitando alla moderazione
  4. d) segnarsi coloro che intendano partecipare alla CdF e chiamare solo quelli
Per il Cantor:
il cantor deve
  1. a) avere a portata di mano i canti da proporre
Per i Partecipanti:
I Partecipanti devono:
  1. a) Spegnere la suoneria dei cellulari
  2. b) Impegnarsi per ridurre al minimo i rumori in sottofondo
  3. c) Spegnere i microfoni quando non si intenda intervenire
  4. d) Intervenire via chat o vocalmente solo per contributi attinenti alla funzione. Eventuali saluti, commenti, battute, scuse o simili verranno fatte alla fine della stessa
  5. e) limitare il proprio intervento nella CdF ad un paio di minuti, sforzandosi di renderlo attinente al tema proposto
  6. f) per la serata immergersi nella meditazione eliminando ogni fonte di distrazione (ad esempio, musica o tv accese)
  7. g) Evitare ogni comportamento che possa distrarre gli altri dalla tranquilla fruizione del servizio (non mostrare foto, oggetti o fare gesti o balli)
 
Lettura introduttiva
Lett: Entriamo in questo spazio, entriamo in questo momento. Lasciamo che questo momento sacro ci prenda e ci abbracci. Sentiamo la terra sotto di noi, sentiamo lo spazio intorno a noi,abbracciarci nella fiducia e nella cura. Sentiamo la presenza di fratelli e sorelle nella fede che ci circonda, viaggiatori spirituali con aspirazioni simili alle nostre. Condividiamo il tempo, condividiamo uno scopo, ci riuniamo per rinnovare la nostra speranza, per sentire la forza del nostro scopo,nell’aria intorno a noi. Qui e ora, apriamo il nostro cuore a questo momento. Sappiamo che ciò che possiamo trovare qui è apprendimento, crescita e amore. Troviamo dentro di noi quel luogo del possibile quel luogo del sogno che anela a un respiro libero, che anela a costruire un futuro più audace e migliore per noi stessi e per gli altri.
Verso il tuo tempio
 
Accensione del Calice
Lett: Accendiamo questo calice ricordando i doni speciali dal continente africano. La sua bellezza naturale, la sua profonda umanità e la sua gioia spontanea. Accendiamo questo calice per ricordare a noi stessi che siamo tutti figli dell’Africa – la culla dell’umanità. Accendiamo questo Calice per condividere la luce della Libertà in Africa, che i figli del mondo vedano Africa aldilà delle cicatrici coloniali ed ammirino la sua bellezza nella gente, nella terra e in tutti gli abitanti dell’Africa. Accendiamo questo calice in celebrazione dei nostri sforzi, cercando di trovare modi e mezzi per una visione U/U idonea che rifletta le realtà africane. Accendiamo questo calice per l’Africa e per tutte le sue persone. Che possano avere salute, pace e prosperità. Che il loro futuro e il futuro del mondo siano brillanti quanto questa luce. Accendiamo questo calice per pensare dei nostri fratelli e sorelle unitariani che stanno ancora trovando la loro strada. Che questa fiamma possa illuminare il loro orientamento e la loro dedizione. Accendiamo questo calice ricordando tutti coloro che soffrono nel mondo; che possano trovare conforto, speranza, e il rinnovo della loro fede. Accendiamo questo calice per la solidarietà nella nostra famiglia umana globale, che possiamo lavorare insieme per proteggere coloro che sono più vulnerabili e più bisognosi. Accendiamo questo calice per infinito amore, infinita giustizia compassione accettazione ed infinita interazione tra noi e la natura. Accendiamo questo calice per affermare le nostre radici originali, le nostre convinzioni e fedi e da lì a collegarci alla comunità mondiale per fare di questa terra un posto migliore per noi e per le generazioni a venire. (Comunità U*U africane)
 
Affermazione Dei Princìpi
Min: Veniamo da strade diverse, liberi cercatori del sacro, senza dogmi e senza costrizioni, ma uniti da alcuni principi che danno forma alla nostra fede comune e che si radicano poi nel percorso del singolo e nella specificità della sua fede:
Ascolta: prova a sentire la voce di chi pensa di non avere valore e fa che ti chiami ad un impegno per “il valore e la dignità propria di ogni persona”.
Ascolta: prova a sentire la voce di chi si sente escluso e fa che ti chiami ad un impegno per “la giustizia, l’equità e la compassione nei rapporti umani”.
Ascolta: prova a sentire la voce della tua e dell’altrui debolezza e fa che ti chiami ad un impegno per “l’accettazione reciproca e l’incoraggiamento alla crescita spirituale”.
Ascolta: prova a sentire la voce di una nuova verità nascosta nel Mistero e fa che ti chiami ad un impegno per “la libera e responsabile ricerca della verità e del significato della vita”.
Ascolta: prova a sentire la voce delle opinioni inascoltate, di chi non ha voce in capitolo, e fa che ti chiami ad un impegno per “il diritto della coscienza e l’utilizzo del processo democratico”.
Ascolta: prova a sentire la voce di chi non ha pace o riposo e fa che ti chiami ad un impegno per “l’obiettivo di una comunità globale con pace, libertà, e giustizia per tutti”.
Ascolta: prova a sentire la voce di chi si sente separato dagli altri e dalla Terra e fa che ti chiami ad un impegno per “il rispetto per la rete interdipendente di tutta l’esistenza della quale facciamo parte.”
Liturgia della meditazione
Min: Fratelli, il male è il rifiuto di riconoscere come ogni cosa sulla terra sia legata allo Spirito in una grande rete interdipendente d’amore. Preghiamo, dunque, nella consapevolezza della nostra interdipendenza, chiedendo perdono e ispirazione.
Lett: Quando e dove può Il viandante dello Spirito trovare casa ? Dov’è quel posto Dove vi è sicurezza, rifugio, pace? Il ritorno a casa per me è un istante, un isola di grazia, e di luce interiore, una pace senza tempo anche se vissuta all’interno di tempo. Il ritorno a casa è incandescenza, consonanza, fusione con la verità, è l’esperienza dell’ Uno, e del Divino, è luce, vita e amore, è pane e respiro.  Nella notte oscura, il terrore ci attanaglia, le paure ci tallonano, si apre per noi un abisso senza speranze e soli nel buio abbiamo nostalgia della luce. Spirito della Vita, infondi in noi saggezza, illumina il nostro cammino. Guidaci, con la fiaccola della speranza, con il calore dell’amore, verso il faro del senso della nostra esistenza. Tutti noi abbiamo paura del buio ma Tu donaci la luce.
Min: Dopo aver confessato la nostra umana debolezza, ascoltiamo la nostra sacra voce interiore meditando in silenzio per qualche istante. [tutti pregano in silenzio per circa un minuto] Min: Amen Tutti: Amen
Liturgia della Riconciliazione
Min. La nostra eredità universalista consegna alle nostre riflessioni una parola ricca di sfumature e significati per la nostra vita: riconciliazione. Riconciliazione è essere consapevoli che, come cantava Leonard Cohen, che “in ogni cosa c’è una frattura, ma è da lì che passa la luce”. E’ ricomporre le divisioni con la vita e tra le vite senza annullare la bellezza drammatica della loro storia. E’ su questo che la meditazione che seguirà ci invita a lavorare.
  1. Mi riconcilio con il Mistero, ieri della mia angoscia, oggi della mia speranza. Min. Chi vuole può accendere il microfono ed esprimere un proprio motivo di angoscia o speranza, gli altri ascoltino in rispettoso silenzio [non più di tre parole a testa] (Al Termine Tutti) Oggi mi riconcilio Min.
  2. Mi riconcilio con la Natura, ieri fatta di cose, oggi fatta di vite. Min. Chi vuole può dire il nome una persona cara, che si trovi attualmente in difficoltà o che sia recentemente scomparsa [non più di tre parole a testa] (Al Termine Tutti) Oggi mi riconcilio
  3. Mi riconcilio con il Fratello, ieri delle lotte contro, oggi delle lotte insieme. (Tutti) Oggi mi riconcilio
  4. Mi riconcilio con la mia Identità, ieri corpo, oggi vita, ieri ruolo, oggi persona, ieri mente, oggi coscienza. (Tutti) Oggi mi riconcilio
Aperta è la porta della Riconciliazione, qualunque sia il luogo o la cultura, la storia di vita o la natura personale: nell’Amore Divino la Riconciliazione è universale. (A. Falasca in La vita è già un miracolo,  EdizioniE.U.M.)
Liturgia della Parola
 Vari esempi di preghiera di ringraziamento per il nelle diverse tradizioni e denominazioni
a) Metodista
Ti ringraziamo, Signore, per questo nostro cibo […] Lascia che la manna sia donata alle nostre anima, quale pane della vita, donatoci dal Cielo. Amen
b) Church of England
Per ciò che stiamo per ricevere, possa il Signore renderci sinceramente grati
c) Scozzese antica
Alcuni hanno cibo e non possono mangiare, altri non possono mangiare cosa vorrebbero. Noi abbiamo cibo e possiamo mangiarlo. Per questo sia ringraziato il Signore
d) Bahai
Come possiamo renderti grazie, o Signore? I tuoi doni sono infiniti e la nostra gratitudine non li può eguagliare. Come può la lode finita lodare l’infinito dell’Infinito?  Non siamo in grado di dar voce alla nostra gratitudine per il Tuo favore e i Tuoi doni. […] Tu sei il Donatore e l’Altissimo
e) Giapponese
Itadakimasu – Umilmente ricevo 
Sermone
Al termine  canto Vieni chiunque tu sia
 
Rinnovo Dell’impegno comune
Lett: Siamo qui per celebrare ed onorare con il nostro impegno i doni della vita, della coscienza e della libertà dell’essere umano
1) attraverso l’amore per il prossimo e per la profondità della vita animata dallo slancio verso la trascendenza, che essa sia il frutto dell’ispirazione di un Dio d’amore, di un impulso alla totalità insito nella natura o dell’idealità di un’umanità in cerca del proprio cammino;
2) attraverso il riconoscimento della nostra unità e dignità di creature preziose in un mondo interconnesso;
3) attraverso l’impegno per una riconciliazione degli animi umani con ogni altro del mondo in una società più inclusiva;
4) attraverso un approccio adulto alla vita religiosa basato sull’autonomia nelle scelte, l’esperienza diretta, un’etica che non ha bisogno di premi presenti o futuri, l’apertura al rivelarsi del Sacro ed il dialogo nella comunità;
5) attraverso la pratica delle virtù della fede, della speranza e della carità, intese come apertura al mistero, alla possibilità ed al volto dell’altro;
6) attraverso il confronto, qualunque sia la fede personale, con il mistero della nostra creazione e con il messaggio e l’esempio di Gesù, Maestro del Cuore;
7) attraverso l’apertura, qualunque sia la fede personale, ai processi di creazione, rinnovamento e trasformazione della natura;
8) attraverso il servizio, qualunque sia la fede personale, verso la crescita dell’essere umano, il suo spirito critico e l’esercizio autonomo delle sue facoltà;
9) attraverso la testimonianza dell’inesauribile speranza che deriva da questa apertura al Sacro, da questa fede nella vita e da questo impegno per la dignità umana;
10) attraverso l’apertura all’universale ispirazione dello Spirito negli animi delle persone, espressa nei più nobili insegnamenti di tutte le religioni. Tutti:Amen
Comunione dei Fiori
Min: Sorelle e fratelli, secondo la tradizione che ci accomuna ogni animo umano ha in sé una scintilla Infinito. Per questo, nella nostra denominazione, riserviamo un momento specifico, che definiamo “Comunione dei Fiori” perché chiunque lo desideri possa condividere un pensiero con tutti i presenti. Immergiamoci, dunque nella meditazione, dichiarando la nostra disponibilità al dialogo e all’apertura. Prego, dunque, chiunque lo desideri di farci dono di quello che lo Spirito, qualunque sia il nome che ciascuno di noi vuole dargli, ispira nel suo cuore. Min: Amen
[Chi lo desidera, condivide un pensiero con i presenti, alzando una mano e attendendo di essere chiamato dal moderatore]
Benedizione Mediana
Min: Fratelli, disponiamoci alla benedizione.
Lo Spirito dai mille nomi e dalla inconoscibile essenza, che ci ha creato e accompagna i nostri passi, conceda a tutti noi il discernimento per comprendere quali vie conducano alla costruzione di un regno di pace e di giustizia per tutti e la forza per costruire tale regno.
Possa la Sua benedizione scendere su di noi e rimanere nei nostri cuori ogni giorno.
Tutti: Amen
Testimonianza Umanista e Trascendentalista
Min: Fratelli, preghiamo insieme rendendo grazia alla vita che ci preserva e ci nutre Lett: La vita stessa è la mia guida. Non mi potrà mai essere negata la forza del suo sostegno. La terra verde mi fornisce un ricco nutrimento; pozze di acqua fresca rinfrescano il mio spirito. Una profonda intuizione mi porta lungo un percorso che è vero per il fatto stesso di esistere. Anche se dovessi camminare in una valle dove ombre oscure mi impediscono di sapere dove la vita infine terminerà   in ultima analisi, non avrò paura, perché l’energia dell’universo è dentro di me. Tutto ciò che conosco mi impedisce di lasciarmi prendere dalla disperazione e ogni vita è un conforto per me. Anche di fronte a minacce al mio benessere e alla mia stessa esistenza, lo spirito della vita mi nutre, mi onora della sua presenza, e mi ricorda che ho davvero più di quanto ho bisogno. Felicità e grazia si irradiano su di me costantemente e so che mi soffermerò in questo universo con i suoi processi di trasformazione, per sempre. Tutti: Per ogni nuovo mattino con la sua luce, per il riposo e il riparo della notte, per la salute e il cibo, per l’amore e gli amici, per tutto quello che la bontà infinita ci dona, grazie (R.W. Emerson)
Testimonianza Cristiana
Min: Apriamo la liturgia cristiana accogliendo la preghiera di quanti si sentano di dare testimonianza della loro intima relazione con la Trascendenza attraverso le metafora del Padre, tanto cara alla pratica spirituale di molti di noi. Per questo, a ricordo della matrice biblica che è stata culla della nostra fede e che è linea guida per molti di noi, invito [… ] a recitare la prima stanza dello Shemà ebraico. Tutti: Amen
Shemà Lett: Ascolta, Israele, il Signore è il nostro Dio, il Signore è Uno. E amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutte le tue forze. E metterai queste parole che Io ti comando oggi, nel tuo cuore, e le insegnerai ai tuoi figli, pronunciandole quando riposi in casa, quando cammini per la strada, quando ti addormenti e quando ti alzi. E le legherai al tuo braccio, e le userai come “segno” tra i tuoi occhi, e le scriverai sugli stipiti della tua casa e sulle tue porte.
 
LITURGIA DELLA SACRA CENA
Min: Fratelli, dopo esserci riconosciuti tutti fratelli dello stesso Padre, in occasione della Domenica delle Palme, disponiamoci a far tesoro dell’insegnamento del Maestro ringraziandolo per il pane sapienziale (il logos) che ci è stato donato e per il vino spirituale (lo pneuma) che ci apre simbolicamente a una dimensione ultra razionale, entrambe utili per il risveglio dell’uomo spirituale Impegniamoci dunque a far nostre le parole che ora dirò e, ringraziando a donarci l’un l’altro in spirito di fratellanza per quella comunità morale, il Regno, che tutti vogliamo impegnarci a costruire
Momento di meditazione silenziosa.
Min: Quando fu sera e si mise a tavola con i dodici discepoli, mentre mangiavano, Gesù prese del pane e, dopo aver pronunciato la benedizione, lo ruppe e lo diede ai suoi discepoli dicendo: «Prendete, mangiate, questo è il mio corpo che è dato per voi».
Poi Gesù prese il calice del vino, e, dopo aver reso grazie, lo porse ai discepoli e disse: «Questo calice è il nuovo patto nel mio sangue, che è versato per voi. Fate questo in memoria di me».
CANTO ALLA SACRA CENA (Inno di di Ferenc David)
Min: Infine, come fiore cristiano della Comunione dei fiori, accogliamo l’offerta del Padre Nostro, proposta da quanti tra noi ritengano possa essere fertile rappresentazione di quel legame verso la Trascendenza che è stato oggetto del nostro servizio
Padre Nostro
Esortazione Conclusiva
Min: Andiamo in pace, ricordando in ogni istante il compito di essere sale della terra che ci è stato affidato.
Canto di uscita
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