Liturgia 12 Agosto 2018

Memorandum

Per il Pastore

Il pastore deve:

  1. preparare la liturgia e il sermone in formato doc in modo che siano facilmente condivisibili
  2. nominare un Cantor, un moderatore e un lettore
  3. distribuire le letture

Per il Moderatore:

Il moderatore deve

  1. a) tenere aperti solo i microfoni funzionali allo svolgimento del servizio
  2. b) fare attenzione ad operare il più possibile per eliminare il rumore in sottofondo
  3. c) dare la parola durante la CdF e intervenire in caso di interventi fiume invitando alla moderazione
  4. d) segnarsi coloro che intendano partecipare alla CdF e chiamare solo quelli

Per il Cantor:

il cantor deve

  1. a) avere a portata di mano i canti da proporre

Per i Partecipanti:

I Partecipanti devono:

  1. a) Spegnere la suoneria dei cellulari
  2. b) Impegnarsi per ridurre al minimo i rumori in sottofondo
  3. c) Spegnere i microfoni quando non si intenda intervenire
  4. d) Intervenire via chat o vocalmente solo per contributi attinenti alla funzione. Eventuali saluti, commenti, battute, scuse o simili verranno fatte alla fine della stessa
  5. e) limitare il proprio intervento nella CdF ad un paio di minuti, sforzandosi di renderlo attinente al tema proposto
  6. f) per la serata immergersi nella meditazione eliminando ogni fonte di distrazione (ad esempio, musica o tv accese)
  7. g) Evitare ogni comportamento che possa distrarre gli altri dalla tranquilla fruizione del servizio (non mostrare foto, oggetti o fare gesti o balli)
Lettura introduttiva

Lett: Entriamo in questo spazio, entriamo in questo momento. Lasciamo che questo momento sacro ci prenda e ci abbracci. Sentiamo la terra sotto di noi, sentiamo lo spazio intorno a noi,abbracciarci nella fiducia e nella cura. Sentiamo la presenza di fratelli e sorelle nella fede che ci circonda, viaggiatori spirituali con aspirazioni simili alle nostre. Condividiamo il tempo, condividiamo uno scopo, ci riuniamo per rinnovare la nostra speranza, per sentire la forza del nostro scopo,nell’aria intorno a noi. Qui e ora, apriamo il nostro cuore a questo momento. Sappiamo che ciò che possiamo trovare qui è apprendimento, crescita e amore. Troviamo dentro di noi quel luogo del possibile quel luogo del sogno che anela a un respiro libero, che anela a costruire un futuro più audace e migliore per noi stessi e per gli altri.

Verso il tuo tempio
 
Accensione del Calice
Le parole  Päivi Helena Kesti leader della Unitarian Church in Finlandia.
 Molte luci possono splendere nel buio. Alcune portano fuori strada e lasciano il viandante ancora più profondamente nel buio quando si spengono. Possa questa luce che accendiamo insieme portarci alle nostre giuste, proprie vie in connessione gli uni con gli altri e con tutti quelli intorno a noi. Possa questa fiamma rimanere e diffondersi
intorno a noi come un riflesso della nostra compassione fino a quando non vediamo la stessa luce di tolleranza e sensibilità nell’amore rispecchiata nel mondo come nei nostri cuori.
Affermazione Dei Princìpi

Min: Veniamo da strade diverse, liberi cercatori del sacro, senza dogmi e senza costrizioni, ma uniti da alcuni principi che danno forma alla nostra fede comune e che si radicano poi nel percorso del singolo e nella specificità della sua fede:

Ascolta: prova a sentire la voce di chi pensa di non avere valore e fa che ti chiami ad un impegno per “il valore e la dignità propria di ogni persona”.

Ascolta: prova a sentire la voce di chi si sente escluso e fa che ti chiami ad un impegno per “la giustizia, l’equità e la compassione nei rapporti umani”.

Ascolta: prova a sentire la voce della tua e dell’altrui debolezza e fa che ti chiami ad un impegno per “l’accettazione reciproca e l’incoraggiamento alla crescita spirituale”.

Ascolta: prova a sentire la voce di una nuova verità nascosta nel Mistero e fa che ti chiami ad un impegno per “la libera e responsabile ricerca della verità e del significato della vita”.

Ascolta: prova a sentire la voce delle opinioni inascoltate, di chi non ha voce in capitolo, e fa che ti chiami ad un impegno per “il diritto della coscienza e l’utilizzo del processo democratico”.

Ascolta: prova a sentire la voce di chi non ha pace o riposo e fa che ti chiami ad un impegno per “l’obiettivo di una comunità globale con pace, libertà, e giustizia per tutti”.

Ascolta: prova a sentire la voce di chi si sente separato dagli altri e dalla Terra e fa che ti chiami ad un impegno per “il rispetto per la rete interdipendente di tutta l’esistenza della quale facciamo parte.”

Liturgia della meditazione

Min: Fratelli, il male è il rifiuto di riconoscere come ogni cosa sulla terra sia legata allo Spirito in una grande rete interdipendente d’amore. Preghiamo, dunque, nella consapevolezza della nostra interdipendenza, chiedendo perdono e ispirazione.

Lett: Quando e dove può Il viandante dello Spirito trovare casa ? Dov’è quel posto Dove vi è sicurezza, rifugio, pace? Il ritorno a casa per me è un istante, un isola di grazia, e di luce interiore, una pace senza tempo anche se vissuta all’interno di tempo. Il ritorno a casa è incandescenza, consonanza, fusione con la verità, è l’esperienza dell’ Uno, e del Divino, è luce, vita e amore, è pane e respiro.  Nella notte oscura, il terrore ci attanaglia, le paure ci tallonano, si apre per noi un abisso senza speranze e soli nel buio abbiamo nostalgia della luce. Spirito della Vita, infondi in noi saggezza, illumina il nostro cammino. Guidaci, con la fiaccola della speranza, con il calore dell’amore, verso il faro del senso della nostra esistenza. Tutti noi abbiamo paura del buio ma Tu donaci la luce.

Min: Dopo aver confessato la nostra umana debolezza, ascoltiamo la nostra sacra voce interiore meditando in silenzio per qualche istante. [tutti pregano in silenzio per circa un minuto] Min: Amen Tutti: Amen

Liturgia della Riconciliazione

Min. La nostra eredità universalista consegna alle nostre riflessioni una parola ricca di sfumature e significati per la nostra vita: riconciliazione. Riconciliazione è essere consapevoli che, come cantava Leonard Cohen, che “in ogni cosa c’è una frattura, ma è da lì che passa la luce”. E’ ricomporre le divisioni con la vita e tra le vite senza annullare la bellezza drammatica della loro storia. E’ su questo che la meditazione che seguirà ci invita a lavorare.

  1. Mi riconcilio con il Mistero, ieri della mia angoscia, oggi della mia speranza. Min. Chi vuole può accendere il microfono ed esprimere un proprio motivo di angoscia o speranza, gli altri ascoltino in rispettoso silenzio [non più di tre parole a testa] (Al Termine Tutti) Oggi mi riconcilio Min.
  2. Mi riconcilio con la Natura, ieri fatta di cose, oggi fatta di vite. Min. Chi vuole può dire il nome una persona cara, che si trovi attualmente in difficoltà o che sia recentemente scomparsa [non più di tre parole a testa] (Al Termine Tutti) Oggi mi riconcilio
  3. Mi riconcilio con il Fratello, ieri delle lotte contro, oggi delle lotte insieme. (Tutti) Oggi mi riconcilio
  4. Mi riconcilio con la mia Identità, ieri corpo, oggi vita, ieri ruolo, oggi persona, ieri mente, oggi coscienza. (Tutti) Oggi mi riconcilio

Aperta è la porta della Riconciliazione, qualunque sia il luogo o la cultura, la storia di vita o la natura personale: nell’Amore Divino la Riconciliazione è universale. (A. Falasca in La vita è già un miracolo,  EdizioniE.U.M.)

Liturgia della Parola
(I)
La preghiera non è un ozioso passatempo per vecchie signore. Propriamente compresa e applicata, è lo strumento d’azione più potente. (Mahatma Gandhi) Pregare è prendere fiato presso Dio (Dietrich Bonhoeffer)
(II)
«…Il “regno di Dio” non è qualcosa che uno si aspetti; non ha un ieri e un dopodomani, non giunge “tra mille anni”. È un’esperienza dell’anima; esiste in tutti e in nessun luogo…»
~ Friedrich Nietzsche
(III)
Dt Cap 12
13 Allora ti guarderai bene dall’offrire i tuoi olocausti in un luogo qualsiasi; 14 ma offrirai i tuoi olocausti nel luogo che il SIGNORE avrà scelto in una delle tue tribù; là farai tutto quello che ti comando.
Mt 4
4:23 andava attorno per tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe e predicando il vangelo del regno, 
Mc 1
Mc 1:35 Poi, la mattina, mentre era ancora notte, Gesù si alzò, uscì e se ne andò in un luogo deserto; e là pregava.
Sermone
Al termine  canto Vieni chiunque tu sia
 

Rinnovo Dell’impegno comune

Lett: Siamo qui per celebrare ed onorare con il nostro impegno i doni della vita, della coscienza e della libertà dell’essere umano

1) attraverso l’amore per il prossimo e per la profondità della vita animata dallo slancio verso la trascendenza, che essa sia il frutto dell’ispirazione di un Dio d’amore, di un impulso alla totalità insito nella natura o dell’idealità di un’umanità in cerca del proprio cammino;

2) attraverso il riconoscimento della nostra unità e dignità di creature preziose in un mondo interconnesso;

3) attraverso l’impegno per una riconciliazione degli animi umani con ogni altro del mondo in una società più inclusiva;

4) attraverso un approccio adulto alla vita religiosa basato sull’autonomia nelle scelte, l’esperienza diretta, un’etica che non ha bisogno di premi presenti o futuri, l’apertura al rivelarsi del Sacro ed il dialogo nella comunità;

5) attraverso la pratica delle virtù della fede, della speranza e della carità, intese come apertura al mistero, alla possibilità ed al volto dell’altro;

6) attraverso il confronto, qualunque sia la fede personale, con il mistero della nostra creazione e con il messaggio e l’esempio di Gesù, Maestro del Cuore;

7) attraverso l’apertura, qualunque sia la fede personale, ai processi di creazione, rinnovamento e trasformazione della natura;

8) attraverso il servizio, qualunque sia la fede personale, verso la crescita dell’essere umano, il suo spirito critico e l’esercizio autonomo delle sue facoltà;

9) attraverso la testimonianza dell’inesauribile speranza che deriva da questa apertura al Sacro, da questa fede nella vita e da questo impegno per la dignità umana;

10) attraverso l’apertura all’universale ispirazione dello Spirito negli animi delle persone, espressa nei più nobili insegnamenti di tutte le religioni. Tutti:Amen

Comunione dei Fiori

Min: Sorelle e fratelli, secondo la tradizione che ci accomuna ogni animo umano ha in sé una scintilla Infinito. Per questo, nella nostra denominazione, riserviamo un momento specifico, che definiamo “Comunione dei Fiori” perché chiunque lo desideri possa condividere un pensiero con tutti i presenti. Immergiamoci, dunque nella meditazione, dichiarando la nostra disponibilità al dialogo e all’apertura. Prego, dunque, chiunque lo desideri di farci dono di quello che lo Spirito, qualunque sia il nome che ciascuno di noi vuole dargli, ispira nel suo cuore. Min: Amen

[Chi lo desidera, condivide un pensiero con i presenti, alzando una mano e attendendo di essere chiamato dal moderatore]

Benedizione Mediana

Min: Fratelli, disponiamoci alla benedizione.

Lo Spirito dai mille nomi e dalla inconoscibile essenza, che ci ha creato e accompagna i nostri passi, conceda a tutti noi il discernimento per comprendere quali vie conducano alla costruzione di un regno di pace e di giustizia per tutti e la forza per costruire tale regno.

Possa la Sua benedizione scendere su di noi e rimanere nei nostri cuori ogni giorno.

Tutti: Amen

Testimonianza Umanista e Trascendentalista

Min: Fratelli, preghiamo insieme rendendo grazia alla vita che ci preserva e ci nutre Lett: La vita stessa è la mia guida. Non mi potrà mai essere negata la forza del suo sostegno. La terra verde mi fornisce un ricco nutrimento; pozze di acqua fresca rinfrescano il mio spirito. Una profonda intuizione mi porta lungo un percorso che è vero per il fatto stesso di esistere. Anche se dovessi camminare in una valle dove ombre oscure mi impediscono di sapere dove la vita infine terminerà   in ultima analisi, non avrò paura, perché l’energia dell’universo è dentro di me. Tutto ciò che conosco mi impedisce di lasciarmi prendere dalla disperazione e ogni vita è un conforto per me. Anche di fronte a minacce al mio benessere e alla mia stessa esistenza, lo spirito della vita mi nutre, mi onora della sua presenza, e mi ricorda che ho davvero più di quanto ho bisogno. Felicità e grazia si irradiano su di me costantemente e so che mi soffermerò in questo universo con i suoi processi di trasformazione, per sempre. Tutti: Per ogni nuovo mattino con la sua luce, per il riposo e il riparo della notte, per la salute e il cibo, per l’amore e gli amici, per tutto quello che la bontà infinita ci dona, grazie (R.W. Emerson)

Testimonianza Cristiana

Min: Apriamo la liturgia cristiana accogliendo la preghiera di quanti si sentano di dare testimonianza della loro intima relazione con la Trascendenza attraverso le metafora del Padre, tanto cara alla pratica spirituale di molti di noi. Per questo, a ricordo della matrice biblica che è stata culla della nostra fede e che è linea guida per molti di noi, invito [… ] a recitare la prima stanza dello Shemà ebraico. Tutti: Amen

Shemà Lett: Ascolta, Israele, il Signore è il nostro Dio, il Signore è Uno. E amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutte le tue forze. E metterai queste parole che Io ti comando oggi, nel tuo cuore, e le insegnerai ai tuoi figli, pronunciandole quando riposi in casa, quando cammini per la strada, quando ti addormenti e quando ti alzi. E le legherai al tuo braccio, e le userai come “segno” tra i tuoi occhi, e le scriverai sugli stipiti della tua casa e sulle tue porte.

Min: Infine, come fiore cristiano della Comunione dei fiori, accogliamo l’offerta del Padre Nostro, proposta da quanti tra noi ritengano possa essere fertile rappresentazione di quel legame verso la Trascendenza che è stato oggetto del nostro servizio

Padre Nostro

Esortazione Conclusiva

Min: Andiamo in pace, ricordando in ogni istante il compito di essere sale della terra che ci è stato affidato.

Canto di uscita
Please follow and like us:

A volte bisogna saper perdere il bus

Cari Amici,

L’occasione di questo sermone nasce da un paio di passi biblici che qui riporto e da una esperienza casuale ma molto istruttiva.

I versi sono questi:

13 Allora ti guarderai bene dall’offrire i tuoi olocausti in un luogo qualsiasi; 14 ma offrirai i tuoi olocausti nel luogo che il SIGNORE avrà scelto in una delle tue tribù; là farai tutto quello che ti comando.

Il passo a ben guardare è piuttosto strano, poichè il Principale non dice quale debba essere questo luogo, nè menziona un preciso criterio decisionale, esponendo la scelta all’arbitrio umano. In pratica i versi permettono di fatto ciò che a parole dicono di non fare, con lo scomodo corollario per cui milioni di sinagoghe in giro per il mondo sarebbero potenzialmente fuorilegge, nonchè intere generazioni di credenti che Gerusalemme l’han vista solo in cartolina.

Gli esegeti vedono in questo passo una chiara eco della fonte sacerdotale che, volendo legittimare se stessa, proibisce di fatto qualunque esperienza cultuale che non controlli. Ma questo è solo un filo della matassa, che può accontentare solo gli esegeti e qualche ateo pigro e annoiato.

La situazione si complica invece piuttosto se noi confrontiamo questo precetto con il comportamento di Elia prima [ 1Re 18:30 Allora Elia disse a tutto il popolo: «Avvicinatevi a me!» Tutto il popolo si avvicinò a lui; ed Elia riparò l’altare del SIGNORE che era stato demolito.] E soprattutto di Gesù, poichè, se è vero che Mt 4:23 andava attorno per tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe e predicando il vangelo del regno, E’ altrettanto vero che Mc 1:35 Poi, la mattina, mentre era ancora notte, Gesù si alzò, uscì e se ne andò in un luogo deserto; e là pregava.

Ma mi rendo conto, che, con le mie astrusità filologiche rischio di annoiare quanti tra noi abbiano ascendenze gallo-marchigiane, quindi lasciatemi porre degli interrogativi sul testo in chiave UU. Essi potrebbero essere: (1) qual è dunque il giusto rapporto tra individualità e collettivo, tra spontaneità e codice liturgico Questo è il problema che vorrei porre oggi. (2)  fino a che punto può essere spontanea ed estemporanea una manifestazione spirituale? Fino a che punto essa può essere pensata come frutto di una dote innata e fino a che punto invece non sia qualcosa oggetto di apprendimento?

Iniziamo dal primo problema luogo qualsiasi vs. luogo che il Signore avrà scelto. Come sapete io sono il fautore dell’ovunque purchè sia, allora come può uno come me interpretare un verso simile che apparentemente lo sconfessa?

(I)

Per poter rispondere occorre dapprima chiarire quale penso sia il rapporto uomo/realtà e poi considerare l’esperienza spirituale, non direi come caso particolare, quanto piuttosto come vertice di questo rapporto.

Iniziamo col ribadire che non penso assolutamente che noi siamo responsabili di ciò ci che succede, ma della risposta materiale, morale e spirituale che diamo a ciò che succede. Non abbiamo deciso noi di essere ricchi, poveri, sani, malati, di vivere questa o quella esperienza, ma ciò è abbastanza irrilevante perché qualunque sia la condizione di partenza.  Ciò che ci succede semplicemente accade, e non sono particolarmente interessato a cercare in ciò che mi succede un disegno o una responsabilità, se volete prendervela col Principale, liberissimi, ma è una strada un pò corta… dopo un paio di bestemmie avrete finito il viaggio.  

Ciò che mi interessa invece è la risposta che diamo a ciò che ci succede, i valori che mettiamo in campo in una determinata realtà, i principi che ci ispirano. Come vorrò dimostrare in questo scritto: nel momento in cui tutti reagissimo a ciò che ci capita in maniera spiritualmente rilevante, le enormi differenze che la sorte ci ha donato in partenza arriverebbero ad essere sempre più trascurabili

Per poter far questo devo avere sostanzialmente 2 cose:

  1. una idea chiara del punto di arrivo, della persona spirituale che voglio costruire, imparare ad essere, perfezionare, una idea che costituisca quello spazio trascendente verso cui tendere
  2. e delle regole pratiche quotidiane che mi diano quantomeno una idea sul cosa fare e che mi aiutino a selezionare nel tempo quel comportamento spirituale ottimale.

E qui arriva un punto importante per noi UU:

Sebbene noi crediamo fermamente  che questi principi formali siano i medesimi per tutti, una volta che essi si confrontino da un lato con la contingenza storico culturale, dall’altro con la personalità dell’individuo, non è più possibile trarre da questi principi universali un set di regole uguali per tutti, ma ciascuno deve poter maturare in autonomia la maniera per lui più semplice per costruire quella persona spirituale di cui abbiamo detto. Quindi ad uno degli interrogativi potremmo rispondere: non si tratta di scegliere tra componente innata e istruzioni apprese, ma nel definire una pratica, cucita sulla sensibilità spirituale di ogni individuo in cui la componente culturale concorra a elicitare tra le caratteristiche innate quelle che meglio risultino funzionali alla costruzione della persona spirituale

(II)

Ma questa costruzione si ottiene e si sostanza solo attraverso una applicazione quotidiana costante, una pratica che abbia come obiettivo quella che chiamiamo esperienza Spirituale ottimale. Essa è l’incontro di due elementi, l’uno umano e consapevole, l’altro spirituale e trascendente. Dal primo punto di vista è indispensabile che ciascuno di noi analizzi se stesso e capisca di volta in volta quali sono gli elementi che può migliorare. Devo capire io ad esempio, qual è l’ambiente che meglio in questo periodo mi permette di sentire  ciò che faccio, sia esso il deserto, la sinagoga, la natura o cos’altro; devo capire quale sia la pratica che più mi pro-voca ad un atteggiamento spirituale, sia la Torah, sia il vangelo, sia qualcosa di più fisico, o siano anche le litanie a santa Rosalia (che mi tocca scrivere). Ma il testo da cui siamo partiti ci ricorda che questo non basta, che l’esperienza che cerchiamo conserva un carattere di evento che va accudito e rispettato, non è qualcosa di lineare che possa avvenire sempre e scientificamente, ma è qualcosa che accade e quando accade dobbiamo essere pronti e viverlo appieno.

(III)

Un’ultima questione: nel momento in cui l’uomo è costitutivamente un animale sociale e ciascuno esprime un frutto spirituale individuale, come immaginare una pratica collettiva, che possa da un lato costituire una cocostruzione e una condivisione delle esperienze e dall’altro rispettare la peculiarità del percorso individuale? Questo sarebbe il tema di un altro sermone, ma lasciatemi accennare almeno un paio di cosette. La prima: lungi dal voler forzare una pratica uguale per tutti occorre promuovere un atteggiamento che preveda la pluralità di pratica, nel rispetto di alcuni principi di tolleranza e buon senso. La seconda, e qui gli UU con la Comunione dei Fiori sono maestri, promuovere il dialogo e la condivisione di esperienze, in modo che ciascuno possa far tesoro della vita spirituale dell’altro e tutti possano crescere insieme.

(IV)

Vi racconto infine l’episodio, che mi ha dato l’idea di questa riflessione e che mi è capitato qualche tempo fa. Sarà esperienza comune di quanti prendano i mezzi tutte le mattine alla stessa ora, riconoscere le facce dei vostri compagni di viaggio, che fanno tutti i giorni il tragitto con voi per un motivo o per l’altro. Una mattina stavo per salire sul bus con uno di questi viaggiatori abituali quando lo vedo attardarsi al momento di salire e perdere il bus…, faccio per bloccare le porte per permettergli di salire, quando sorprendentemente mi dice “ Non si preoccupi, prendo il prossimo, il riflesso dei raggi del sole tra gli alberi e tra i palazzi è talmente bello ora, talmente magico, che non posso rischiare di perdermelo, a cosa servirebbe vivere se no?”

Secondo la logica mondana costui è poco più di un pirla, uno scansafatiche che trova mille scuse, perfino mistiche pur di non andare in ufficio, ma da un punto di vista spirituale la questione cambia radicalmente.

Allora facciamolo quest’uomo, capace di fermarsi ad ascoltare lo Spirito e, in ultima analisi, ad ascoltarsi

Nasè Adam

נַֽעֲשֶׂ֥ה אָדָ֛ם

Amen

Rob





Please follow and like us:

Liturgia del 5 Agosto 2018

Memorandum

Per il Pastore

Il pastore deve:

  1. preparare la liturgia e il sermone in formato doc in modo che siano facilmente condivisibili
  2. nominare un Cantor, un moderatore e un lettore
  3. distribuire le letture

Per il Moderatore:

Il moderatore deve

  1. a) tenere aperti solo i microfoni funzionali allo svolgimento del servizio
  2. b) fare attenzione ad operare il più possibile per eliminare il rumore in sottofondo
  3. c) dare la parola durante la CdF e intervenire in caso di interventi fiume invitando alla moderazione
  4. d) segnarsi coloro che intendano partecipare alla CdF e chiamare solo quelli

Per il Cantor:

il cantor deve

  1. a) avere a portata di mano i canti da proporre

Per i Partecipanti:

I Partecipanti devono:

  1. a) Spegnere la suoneria dei cellulari
  2. b) Impegnarsi per ridurre al minimo i rumori in sottofondo
  3. c) Spegnere i microfoni quando non si intenda intervenire
  4. d) Intervenire via chat o vocalmente solo per contributi attinenti alla funzione. Eventuali saluti, commenti, battute, scuse o simili verranno fatte alla fine della stessa
  5. e) limitare il proprio intervento nella CdF ad un paio di minuti, sforzandosi di renderlo attinente al tema proposto
  6. f) per la serata immergersi nella meditazione eliminando ogni fonte di distrazione (ad esempio, musica o tv accese)
  7. g) Evitare ogni comportamento che possa distrarre gli altri dalla tranquilla fruizione del servizio (non mostrare foto, oggetti o fare gesti o balli)
Lettura introduttiva

Lett: Entriamo in questo spazio, entriamo in questo momento. Lasciamo che questo momento sacro ci prenda e ci abbracci. Sentiamo la terra sotto di noi, sentiamo lo spazio intorno a noi,abbracciarci nella fiducia e nella cura. Sentiamo la presenza di fratelli e sorelle nella fede che ci circonda, viaggiatori spirituali con aspirazioni simili alle nostre. Condividiamo il tempo, condividiamo uno scopo, ci riuniamo per rinnovare la nostra speranza, per sentire la forza del nostro scopo,nell’aria intorno a noi. Qui e ora, apriamo il nostro cuore a questo momento. Sappiamo che ciò che possiamo trovare qui è apprendimento, crescita e amore. Troviamo dentro di noi quel luogo del possibile quel luogo del sogno che anela a un respiro libero, che anela a costruire un futuro più audace e migliore per noi stessi e per gli altri.

Verso il tuo tempio
 
Accensione del Calice
Le parole  Päivi Helena Kesti leader della Unitarian Church in Finlandia.
 Molte luci possono splendere nel buio. Alcune portano fuori strada e lasciano il viandante ancora più profondamente nel buio quando si spengono. Possa questa luce che accendiamo insieme portarci alle nostre giuste, proprie vie in connessione gli uni con gli altri e con tutti quelli intorno a noi. Possa questa fiamma rimanere e diffondersi
intorno a noi come un riflesso della nostra compassione fino a quando non vediamo la stessa luce di tolleranza e sensibilità nell’amore rispecchiata nel mondo come nei nostri cuori.
Affermazione Dei Princìpi

Min: Veniamo da strade diverse, liberi cercatori del sacro, senza dogmi e senza costrizioni, ma uniti da alcuni principi che danno forma alla nostra fede comune e che si radicano poi nel percorso del singolo e nella specificità della sua fede:

Ascolta: prova a sentire la voce di chi pensa di non avere valore e fa che ti chiami ad un impegno per “il valore e la dignità propria di ogni persona”.

Ascolta: prova a sentire la voce di chi si sente escluso e fa che ti chiami ad un impegno per “la giustizia, l’equità e la compassione nei rapporti umani”.

Ascolta: prova a sentire la voce della tua e dell’altrui debolezza e fa che ti chiami ad un impegno per “l’accettazione reciproca e l’incoraggiamento alla crescita spirituale”.

Ascolta: prova a sentire la voce di una nuova verità nascosta nel Mistero e fa che ti chiami ad un impegno per “la libera e responsabile ricerca della verità e del significato della vita”.

Ascolta: prova a sentire la voce delle opinioni inascoltate, di chi non ha voce in capitolo, e fa che ti chiami ad un impegno per “il diritto della coscienza e l’utilizzo del processo democratico”.

Ascolta: prova a sentire la voce di chi non ha pace o riposo e fa che ti chiami ad un impegno per “l’obiettivo di una comunità globale con pace, libertà, e giustizia per tutti”.

Ascolta: prova a sentire la voce di chi si sente separato dagli altri e dalla Terra e fa che ti chiami ad un impegno per “il rispetto per la rete interdipendente di tutta l’esistenza della quale facciamo parte.”

Liturgia della meditazione

Min: Fratelli, il male è il rifiuto di riconoscere come ogni cosa sulla terra sia legata allo Spirito in una grande rete interdipendente d’amore. Preghiamo, dunque, nella consapevolezza della nostra interdipendenza, chiedendo perdono e ispirazione.

Lett: Quando e dove può Il viandante dello Spirito trovare casa ? Dov’è quel posto Dove vi è sicurezza, rifugio, pace? Il ritorno a casa per me è un istante, un isola di grazia, e di luce interiore, una pace senza tempo anche se vissuta all’interno di tempo. Il ritorno a casa è incandescenza, consonanza, fusione con la verità, è l’esperienza dell’ Uno, e del Divino, è luce, vita e amore, è pane e respiro.  Nella notte oscura, il terrore ci attanaglia, le paure ci tallonano, si apre per noi un abisso senza speranze e soli nel buio abbiamo nostalgia della luce. Spirito della Vita, infondi in noi saggezza, illumina il nostro cammino. Guidaci, con la fiaccola della speranza, con il calore dell’amore, verso il faro del senso della nostra esistenza. Tutti noi abbiamo paura del buio ma Tu donaci la luce.

Min: Dopo aver confessato la nostra umana debolezza, ascoltiamo la nostra sacra voce interiore meditando in silenzio per qualche istante. [tutti pregano in silenzio per circa un minuto] Min: Amen Tutti: Amen

Liturgia della Riconciliazione

Min. La nostra eredità universalista consegna alle nostre riflessioni una parola ricca di sfumature e significati per la nostra vita: riconciliazione. Riconciliazione è essere consapevoli che, come cantava Leonard Cohen, che “in ogni cosa c’è una frattura, ma è da lì che passa la luce”. E’ ricomporre le divisioni con la vita e tra le vite senza annullare la bellezza drammatica della loro storia. E’ su questo che la meditazione che seguirà ci invita a lavorare.

  1. Mi riconcilio con il Mistero, ieri della mia angoscia, oggi della mia speranza. Min. Chi vuole può accendere il microfono ed esprimere un proprio motivo di angoscia o speranza, gli altri ascoltino in rispettoso silenzio [non più di tre parole a testa] (Al Termine Tutti) Oggi mi riconcilio Min.
  2. Mi riconcilio con la Natura, ieri fatta di cose, oggi fatta di vite. Min. Chi vuole può dire il nome una persona cara, che si trovi attualmente in difficoltà o che sia recentemente scomparsa [non più di tre parole a testa] (Al Termine Tutti) Oggi mi riconcilio
  3. Mi riconcilio con il Fratello, ieri delle lotte contro, oggi delle lotte insieme. (Tutti) Oggi mi riconcilio
  4. Mi riconcilio con la mia Identità, ieri corpo, oggi vita, ieri ruolo, oggi persona, ieri mente, oggi coscienza. (Tutti) Oggi mi riconcilio

Aperta è la porta della Riconciliazione, qualunque sia il luogo o la cultura, la storia di vita o la natura personale: nell’Amore Divino la Riconciliazione è universale. (A. Falasca in La vita è già un miracolo,  EdizioniE.U.M.)

Liturgia della Parola
(I) Kushner
 La preghiera è un semplice ritrovarsi alla presenza di Dio, perchè quando ti ritrovi alla presenza di Dio, anche le cose che non hai contano molto meno
(III) Schopenhauer
“La base di ogni volere è bisogno, mancanza, ossia dolore, a cui l’uomo è vincolato dall’origine, per natura. Venendogli invece a mancare oggetti del desiderio, quando questo è tolto via da un troppo facile appagamento, tremendo vuoto e noia l’opprimono: cioè la sua natura e il suo essere medesimo gli diventano intollerabile peso. La sua vita oscilla quindi come un pendolo, di qua e di là, tra il dolore e la noia, che sono in realtài suoi veri elementi costitutivi.” (da “Il mondo come volontà e rappresentazione”)
(III) Deuteronomio cap 8
11 Guàrdati dal dimenticare il SIGNORE, il tuo Dio, al punto da non osservare i suoi comandamenti, le sue prescrizioni e le sue leggi che oggi ti do; 12 affinché non avvenga, dopo che avrai mangiato a sazietà e avrai costruito e abitato delle belle case, 13 dopo che avrai visto il tuo bestiame grosso e minuto moltiplicarsi, accrescersi il tuo argento, il tuo oro e abbondare ogni tua cosa, 14 che il tuo cuore si insuperbisca e tu dimentichi il SIGNORE, il tuo Dio, che ti ha fatto uscire dal paese d’Egitto, dalla casa di schiavitù; 15 che ti ha condotto attraverso questo grande e terribile deserto, pieno di serpenti velenosi e di scorpioni, terra arida, senz’acqua; che ha fatto sgorgare per te acqua dalla roccia durissima; 16 che nel deserto ti ha nutrito di manna che i tuoi padri non avevano mai conosciuta, per umiliarti e per provarti, per farti, alla fine, del bene. 17 Guàrdati dunque dal dire in cuor tuo: La mia forza e la potenza della mia mano mi hanno procurato queste ricchezze. 18 Ricòrdati del SIGNORE tuo Dio, poiché egli ti dà la forza per procurarti ricchezze, per confermare, come fa oggi, il patto che giurò ai tuoi padri.
Sermone
Al termine  canto Vieni chiunque tu sia
 

Rinnovo Dell’impegno comune

Lett: Siamo qui per celebrare ed onorare con il nostro impegno i doni della vita, della coscienza e della libertà dell’essere umano

1) attraverso l’amore per il prossimo e per la profondità della vita animata dallo slancio verso la trascendenza, che essa sia il frutto dell’ispirazione di un Dio d’amore, di un impulso alla totalità insito nella natura o dell’idealità di un’umanità in cerca del proprio cammino;

2) attraverso il riconoscimento della nostra unità e dignità di creature preziose in un mondo interconnesso;

3) attraverso l’impegno per una riconciliazione degli animi umani con ogni altro del mondo in una società più inclusiva;

4) attraverso un approccio adulto alla vita religiosa basato sull’autonomia nelle scelte, l’esperienza diretta, un’etica che non ha bisogno di premi presenti o futuri, l’apertura al rivelarsi del Sacro ed il dialogo nella comunità;

5) attraverso la pratica delle virtù della fede, della speranza e della carità, intese come apertura al mistero, alla possibilità ed al volto dell’altro;

6) attraverso il confronto, qualunque sia la fede personale, con il mistero della nostra creazione e con il messaggio e l’esempio di Gesù, Maestro del Cuore;

7) attraverso l’apertura, qualunque sia la fede personale, ai processi di creazione, rinnovamento e trasformazione della natura;

8) attraverso il servizio, qualunque sia la fede personale, verso la crescita dell’essere umano, il suo spirito critico e l’esercizio autonomo delle sue facoltà;

9) attraverso la testimonianza dell’inesauribile speranza che deriva da questa apertura al Sacro, da questa fede nella vita e da questo impegno per la dignità umana;

10) attraverso l’apertura all’universale ispirazione dello Spirito negli animi delle persone, espressa nei più nobili insegnamenti di tutte le religioni. Tutti:Amen

Comunione dei Fiori

Min: Sorelle e fratelli, secondo la tradizione che ci accomuna ogni animo umano ha in sé una scintilla Infinito. Per questo, nella nostra denominazione, riserviamo un momento specifico, che definiamo “Comunione dei Fiori” perché chiunque lo desideri possa condividere un pensiero con tutti i presenti. Immergiamoci, dunque nella meditazione, dichiarando la nostra disponibilità al dialogo e all’apertura. Prego, dunque, chiunque lo desideri di farci dono di quello che lo Spirito, qualunque sia il nome che ciascuno di noi vuole dargli, ispira nel suo cuore. Min: Amen

[Chi lo desidera, condivide un pensiero con i presenti, alzando una mano e attendendo di essere chiamato dal moderatore]

Benedizione Mediana

Min: Fratelli, disponiamoci alla benedizione.

Lo Spirito dai mille nomi e dalla inconoscibile essenza, che ci ha creato e accompagna i nostri passi, conceda a tutti noi il discernimento per comprendere quali vie conducano alla costruzione di un regno di pace e di giustizia per tutti e la forza per costruire tale regno.

Possa la Sua benedizione scendere su di noi e rimanere nei nostri cuori ogni giorno.

Tutti: Amen

Testimonianza Umanista e Trascendentalista

Min: Fratelli, preghiamo insieme rendendo grazia alla vita che ci preserva e ci nutre Lett: La vita stessa è la mia guida. Non mi potrà mai essere negata la forza del suo sostegno. La terra verde mi fornisce un ricco nutrimento; pozze di acqua fresca rinfrescano il mio spirito. Una profonda intuizione mi porta lungo un percorso che è vero per il fatto stesso di esistere. Anche se dovessi camminare in una valle dove ombre oscure mi impediscono di sapere dove la vita infine terminerà   in ultima analisi, non avrò paura, perché l’energia dell’universo è dentro di me. Tutto ciò che conosco mi impedisce di lasciarmi prendere dalla disperazione e ogni vita è un conforto per me. Anche di fronte a minacce al mio benessere e alla mia stessa esistenza, lo spirito della vita mi nutre, mi onora della sua presenza, e mi ricorda che ho davvero più di quanto ho bisogno. Felicità e grazia si irradiano su di me costantemente e so che mi soffermerò in questo universo con i suoi processi di trasformazione, per sempre. Tutti: Per ogni nuovo mattino con la sua luce, per il riposo e il riparo della notte, per la salute e il cibo, per l’amore e gli amici, per tutto quello che la bontà infinita ci dona, grazie (R.W. Emerson)

Testimonianza Cristiana

Min: Apriamo la liturgia cristiana accogliendo la preghiera di quanti si sentano di dare testimonianza della loro intima relazione con la Trascendenza attraverso le metafora del Padre, tanto cara alla pratica spirituale di molti di noi. Per questo, a ricordo della matrice biblica che è stata culla della nostra fede e che è linea guida per molti di noi, invito [… ] a recitare la prima stanza dello Shemà ebraico. Tutti: Amen

Shemà Lett: Ascolta, Israele, il Signore è il nostro Dio, il Signore è Uno. E amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutte le tue forze. E metterai queste parole che Io ti comando oggi, nel tuo cuore, e le insegnerai ai tuoi figli, pronunciandole quando riposi in casa, quando cammini per la strada, quando ti addormenti e quando ti alzi. E le legherai al tuo braccio, e le userai come “segno” tra i tuoi occhi, e le scriverai sugli stipiti della tua casa e sulle tue porte.

Min: Infine, come fiore cristiano della Comunione dei fiori, accogliamo l’offerta del Padre Nostro, proposta da quanti tra noi ritengano possa essere fertile rappresentazione di quel legame verso la Trascendenza che è stato oggetto del nostro servizio

Padre Nostro

Esortazione Conclusiva

Min: Andiamo in pace, ricordando in ogni istante il compito di essere sale della terra che ci è stato affidato.

Canto di uscita
Please follow and like us: