I have found it

Cari amici,

Recentemente si è rinnovato automaticamente il mio sito www.ihavefound.it che non aggiorno da tanto tempo e quasi non mi ricordavo più di averlo creato. I have found it traduce, come probabilmente avrete già capito, la famosa interiezione di Archimede che aveva scoperto.. .cos’era? – l’acqua calda? No era il principio che regola la spinta idrostatica, così mi dicono.

L’ho trovato! Ma cos’era che potevo aver trovato? In qualche modo, pensavo, la verità. Una cosa grossa. Ma cos’è la verità?

Per molte persone religiose la verità è un articolo di fede, come per esempio, per un cristiano “Gesù Cristo è l’unico figlio di Dio”; per un musulmano “C’è un solo Dio, Allah, e Maometto è il suo profeta” o per un indù vaishnavita “Krishna è l’ultimo avatara di Vishnu”. Ma queste sono proposizioni, e possono essere negate, contestate, mentre forse, suggerirei, la Verità non può essere contestata. E’ innegabile, per se stessa evidente… ah, dove abbiamo visto quella frase?

E’ nella Dichiarazione di Independenza degli Stati Uniti d’America: “Noi riteniamo che sono per se stesse evidenti queste verità: che tutti gli uomini sono creati eguali; che essi sono dal Creatore dotati di certi inalienabili diritti, che tra questi diritti sono la Vita, la Libertà, e il perseguimento della Felicità”. – Ma quanta falsità c’era in quelle parole! Noterete che non dicono “esseri umani” ma “uomini”, maschi, e poi erano uomini bianchi e i neri non erano certamente uguali e non avevano il diritto alla libertà. Thomas Jefferson era egli stesso un padrone di schiavi.

Guardiamo altrove.

“Bellezza è verità, verità bellezza”, – questo è tutto

ciò che sapete sulla Terra, ed è tutto ciò che vi occorre sapere”.

ha scritto il poeta romantico John Keats, che è nato in Inghilterra ma è morto nella casa accanto alla Scalinata di Piazza di Spagna a Roma, ora un museo, la Keats-Shelley House: https://ksh.roma.it/

Questo mi piace di più, ma sarà vero?

Emerson scrisse: “Desidero la verità; la bellezza è il trucco acerbo dell’infanzia; la lascio indietro con i giochi della gioventù”.

Che cosa allora potrebbe essere la verità? Secondo me, e questo lo scrivo anche nel sito, se andiamo all’ovest è l’Amore, e se andiamo all’est è il Vuoto.

Nella tradizione occidentale (specialmente cristiana), Amore è Dio e Dio è Amore. Così, secondo uno dei pilastri fondamentali della logica occidentale (l’identità dei due lati di un’equazione che esprime l’uguaglianza), i termini ‘Amore’ e ‘Dio’ sono intercambiabili, e non c’è bisogno di usare uno se trovi l’altro più consono al tuo modo di vivere e di pensare. La Verità tradizionalmente è stata anche identificata con Dio (per definizione l’Assoluto, la Realtà Suprema), così di nuovo possiamo fare l’affermazione logica che la Verità è l’Amore e l’Amore è la Verità. Ma, naturalmente, tutto questo non è scienza, e neanche veramente logica. Invece è Poesia, e Poesia è anche di Dio, da Dio, o perfino Dio stesso, quando è La Parola, il Verbo: “En arche en ho logos, kai ho logos en pros ton theon, kai theos en ho logos”. In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio” (Giovanni 1:1).

“Il sciamano che desidera un canto non fissa la sua mente su parole particolari né canta una melodia conosciuta. Nei sogni, o in altri stati simili, i canti vengono attraverso la barriera che divide l’essere umano dal mondo dello spirito…forse è la mente del sciamano ad essere ora pronta a ricevere i suoni sacri che vengono da dentro o da fuori e che sono espressi in un canto poetico. Queste poesie, che sorgono in un momento di ispirazione divina nel crogiolo dell’anima, spesso sono sentite come medicina.”

Da “Voci Sciamaniche: Una rassegna di narrative visionarie” di Joan Halifax

Ma andiamo all’est. Il Vuoto (Shunyata in Sanscrito, Sunnata in Pali, Wu in Cinese, Ku in Giapponese). Un concetto centrale nel Buddismo e nel Taoismo. Il vuoto, la vacuità or il nulla permea tutti i fenomeni e rende possibile il loro sviluppo. E’, secondo il BuddhaNet Glossary, il significato ultimo di tutte le cose come conseguenza delle tre caratteristiche dell’esistenza, “la sofferenza, l’impermanenza, e l’assenza di un’anima”. Un’introduzione alle Credenze Buddiste Principali su MultiFaithNet dice che “Shunyata (il Vuoto) è un concetto di grande importanza nella tradizione Mahayana dove l’idea di anatman o nessun sé si è sviluppato ulteriormente. Nella visione Mahayana, tutto ciò che esiste è senza un’essenza duratura, e “vuoto” di caratteristiche ultime. Capire questo significa riconoscere la natura ultimamente fluida ed interconnessa di tutti i fenomeni. Si crede che la realizzazione profonda di shunyata mette fine alla paura”.

Lasciare andare la paura apre il cuore e la mente a Karuna (in Sanscrito e Pali), che significa compassione, che, naturalmente, è equivalente ad Agape, la parola greca per l’Amore senza sé, incondizionata, illimitata (spesso tradotta Carità, dal Latino Caritas): “l’amore di Dio”. Così, anche se l’occidente ha avuto la tendenza a riempire con Dio il vuoto (il ‘Buco a Forma di Dio’), non c’è nessun conflitto o contraddizione essenziale tra gli insegnamenti dell’Est e dell’Ovest. Le dottrine superficiali possono differire, ma la Verità sottostante è la stessa.

Però l’oriente ha anche altre definizioni della verità, come per esempio Satchitananda. Sulla pagina https://www.musica-spirito.it/guarigione-2/satchitananda-significato/ leggiamo:

“In Oriente esiste una trinità diversa da quella cristiana conosciuta in Occidente, essa riguarda una realtà fatta della sostanza chiamata beatitudine. Satchitananda deriva da: Sat come verità [altrove tradotta “essere”], Chit come consapevolezza e Ananda in quanto beatitudine, ecco le tre qualità del Reale. Tutto ciò che vediamo, quello che esiste è espressione divina, è beatitudine, vivere credendo di essere scollegati dal resto, come una parte in opposizione al Tutto, significa essere infelici. Spesso l’essere umano crea una distanza tra sé e quello che lo circonda, una separazione da qui deriva l’infelicità”.

Ma l’induismo ci offre anche un’altra famosa formulazione: Tat Tvam Asi:

Quello sei tu, dove Tat sta per ‘l’immenso, l’impronunciabile, il divino; mentre Tvam Asi significa “questo sei tu”. Pronunciando queste parole affermiamo di riconoscere e rispettare il divino in qualunque forma, entità o sensazione esso ci compaia davanti”.

da https://samyavasthayoga.blog/2019/04/29/tat-tvam-asi-questo-sei-tu/

Tat Tvam Asi è anche il titolo di una mia poesia, che ha attraversato la barriera che divide l’essere umano dal mondo dello spirito in Contrada Celestiale, Montelparo, ormai quasi cinque anni fa, e vorrei concludere leggendovi questa poesia. Ma prima vorrei fare due considerazioni.

C’è una frase, in inglese “The holy hum of what is not where it appears”, il “brusìo sacro di ciò che non c’è dove esso appare”. Sembra pura invenzione, pura poesia, ma invece è quasi una citazione del filiosofo razionalista Bertrand Russell che scrisse: ‘“Materia” è una formula conveniente per decrivere ciò che succede dove essa non è’. Non è misticismo, quindi, è scienza.

Poi Gesù disse, o piuttosto è scritto che Gesù aveva detto “Io sono la via, la verità e la vita” (Giovanni 14:6). Questo forse – forse perché mi fido molto poco del vangelo di Giovanni – indica che lui aveva raggiunto l’illuminazione, aveva realizzato la unità con l’ immenso, l’impronunciabile, il divino. E questo secondi il Vedanta, o almeno secondo l’Advaita Vedanta di Śaṅkara, è uno stadio che potremmo raggiungere tutti. Anche tu sei, prospettivamente, la via, la verità e la vita. E’ come dice l’Apostolo Paolo: “Io vivo, ma non sono più io che vivo, ma Cristo che vive in me” (Galati 2:20) E Gesù il Cristo non è altro che Gesù il Buddha o Gesù l’Illuminato.

Ecco infine la mia poesia:

Tat Tvam Asi

Io sono quello:

L’energia infinita che gira

In pietra ed acciaio

E canta nelle stelle.

Tu sei quello:

Il santo brusìo di ciò che non c’è

Dove esso appare.

Noi siamo quello:

Il nulla che si manifesta

Come tutto ciò che c’è.

Esso è quello:

Il Dio Onnipotente di anime schiacciate

E di santi radiosi.

E questo è tutto:

E’ facile trovare la verità,

Molto più difficile diventarla.

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Nella sacra ricerca della Verità.

Ian

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