Manifesto Umanista I

________________________________________

Il Manifesto è un prodotto di molte menti. E’ stato progettato per rappresentare un punto di vista in sviluppo, non un nuovo credo. Gli individui le cui firme appaiono, se avessero scritti affermazioni individuali, avrebbero espresso le proposizioni in termini differenti tra di loro. L’importanza del documento è che più di trenta uomini sono arrivati ad un accordo generale su questioni di ultimo interesse e che questi uomini sono senza dubbio rappresentativi di un gran numero che stanno forgiando una nuova filosofia dai materiali del mondo moderno.
– Raymond B. Bragg (1933)

________________________________________

L’ora è arrivata per un largo riconoscimento dei cambiamenti radicali nelle credenze religiose attraverso tutto il mondo moderno. Il tempo è passato per un mera revisione degli atteggiamenti tradizionali. La scienza ed i cambiamenti economici hanno turbato le vecchie credenze. Le religioni in tutto il mondo si trovano nella necessità di venire a patti con le nuove condizioni create dalla grandemente aumentata conoscenza ed esperienza. In ogni campo dell’attività umana, il movimento vitale è ora nella direzione di un umanesimo candido ed esplicito. Per far sì che l’umanesimo religioso possa essere compresa meglio, noi, i sottoscritti, desideriamo fare certe affermazioni che crediamo che i fatti della nostra vita contemporanea dimostrino.
C’è un grande pericolo di un finale, e noi crediamo fatale, identificazione della parola religione con dottrine e metodi che hanno perso il loro significato e che sono incapace di risolvere il problema della vita umana nel ventesimo secolo. Le religioni sono sempre state mezzi per realizzare i valori più alti della vita. Il loro fine è stato raggiunto attraverso l’interpretazione della totale situazione circondante (teologia o visione del mondo), il senso dei valori risultanti da ciò (meta o ideale), e la tecnica (culto), stabilita per realizzare una vita soddisfacente. Un cambiamento in una qualsiasi di questi fattori porta ad un’alterazione delle forme esteriori della religione. Questo fatto spiega la mutevolezza delle religioni attraverso i secoli. Ma attraverso tutti i cambiamenti la religione stessa rimane costante nella sua ricerca per valori durevoli, una caratteristica inseparabile della vita umana.
La comprensione maggiore dell’universo dell’uomo di oggi, le sue conquiste scientifiche, e una più profonda apprezzamento della fratellanza, hanno creato una situazione che richiede una nuova affermazione dei mezzi e i scopi della religione. Una tale religione, vitale, senza paura, e franca capace di fornire adeguate obbiettivi sociali e soddisfazioni personali potrebbe sembrare a molte persone una rottura completa con il passato. Mentre è vero che questa epoca ha un debito vasto verso le religioni tradizionali, è nonostante ovvio che qualsiasi religione che possa sperare ad essere una forza sintetizzante e dinamica per oggi deve essere plasmata per le esigenze di questa epoca. Di stabilire una tale religione è una grande necessità del presente. E’ una responsabilità che resta su questa generazione. Noi quindi affermiamo ciò che segue:
PRIMO: Gli umanisti religiosi vedono l’universo come autoesistente e non creato.
SECONDO: L’umanesimo crede che l’uomo faccia parte della natura e che egli sia emerso come risultato di un processo continuo.
TERZO: Mantenendo una visione organica della vita, gli umanisti trovano che il dualismo tradizionale di mente e corpo deve essere rifiutato.
QUARTO: L’umanesimo riconosce che la cultura religiosa e la civiltà dell’uomo, come chiaramente dipinte dall’antropologia e dalla storia, sono il prodotto di uno sviluppo graduale dovuto alla sua interazione con il suo ambiente naturale e con il suo eredità sociale. L’individuo nato in una cultura particolare è per la maggior parte plasmato da quella cultura.
QUINTO: L’umanesimo asserisce che la natura dell’universo dipinto dalla scienza moderna rende inaccettabile qualsiasi garanzia sopranaturale o cosmica dei valori umani. Ovviamente l’umanesimo non nega la possibilità di realtà non ancora scoperte, ma insiste che il modo per determinare l’esistenza e il valore di ciascun e ogni realtà e tramite investigazioni intelligenti e la valutazione dei loro rapporti con le esigenze umane. La religione deve formulare le sue speranze e i suoi piani alla luce dello spirito e del metodo scientifici.
SESTO: Siamo convinti che il tempo per il teismo, deismo, modernismo, e le diverse varietà del “pensiero nuovo” è passato.
SETTIMO: La religione consiste di quelle azioni, scopi ed esperienze che sono significativi umanamente. Niente di umano è alieno per i religiosi. Comprende il lavoro, l’arte, la scienza, la filosofia, l’amore, l’amicizia, la ricreazione — tutto ciò che è nel suo modo espressivo di una vita umana intelligentemente soddisfacente. La distinzione tra il sacro e il secolare non può essere più mantenuta.
OTTAVO: L’Umanesimo Religioso considera che la completa realizzazione della personalità umana sia il fine della vita dell’uomo e cerca il suo sviluppo e soddisfacimento nel qui e ora. Questa è la spiegazione della passione sociale dell’umanista.
NONO: Al posto dei vecchi atteggiamenti relativi al culto e alla preghiera l’umanista trova le sue emozioni religiosi espresse in un elevato senso di vita personale e in uno sforzo cooperativo a promuovere il benessere sociale.
DECIMO: Segue che non ci sarà nessun emozione o atteggiamento unicamente religioso del tipo fino ad ora associato con il credere nel sopranaturale.
UNDICESIMO: L’uomo imparerà ad affrontare le crisi delle vita in termini della sua conoscenza della loro naturalezza e probabilità. Atteggiamenti ragionevoli e coraggiosi saranno favoriti dall’educazione e sostenuti dal costume. Presumiamo che l’umanesimo prenderà la via dell’igiene sociale e mentale e scoraggerà le speranze sentimentali ed irreali e i pii desideri.
DODICESIMO: Credendo che la religione deve lavorare sempre di più per la gioia nella vita, gli umanisti religiosi mirano a favorire la creatività nell’uomo e ad incoraggiare conquiste che aumentano le soddisfazioni della vita.
TREDICESIMO: L’umanesimo religioso sostiene che tutte le associazioni e le istituzioni esistono per il soddisfacimento della vita umana. L’intelligente valutazione, trasformazione, controllo, e direzione di tali associazioni e le istituzioni con un occhio alla valorizzazione della vita umana è lo scopo e programma dell’umanesimo. Certamente le istituzioni religiosi, le loro forme ritualistiche, metodi ecclesiastici ed attività comunali devono essere ricostituiti il più rapidamente che l’esperienza permette, per poter funzionare effettivamente nel mondo moderno.
QUATTORDICESIMO: Gli umanisti sono fermamente convinti che l’attuale società acquisitiva e motivata dal profitto si sia rilevata essere inadeguata e che deve essere istituito un cambiamento radicale in metodi, controlli e motivi. Un ordine economico socializzato e cooperativo deve essere stabilito così che la distribuzione equa dei mezzi per vivere sarà possibile. Lo scopo dell’umanesimo è una società libera e universale in cui le persone cooperano volontariamente ed intelligentemente per il bene comune. Gli umanisti richiedono una vita condivisa in un mondo condiviso.
QUINDICESIMO ED ULTIMO: Noi asseriamo che l’umanesimo: (a) affermerà la vita piuttosto che negarla; (b) cercherà di suscitare le possibilità della vita, non di scappare da esse; e (c) tenterà di stabilire le condizioni per una vita soddisfacente per tutti, non solamente per i pochi. Da questa morale e intenzione positiva umanesimo sarà guidato, e da questa prospettiva e allineamento le tecniche e gli sforzi dell’umanesimo fluiranno.
Queste sono le tesi del umanesimo religioso. Anche se consideriamo le forme e le idee religiose dei nostri padri non più adeguate, la ricerca della vita buona è ancora il compito centrale dell’umanità. L’uomo finalmente sta diventando cosciente che egli solo è responsabile per la realizzazione del mondo dei suoi sogni, che ha dentro di sé il potere per il suo raggiungimento. Deve mettere l’intelligenza e la volontà a servizio del compito.
(Firmato)
J.A.C. Fagginger Auer—Parkman Professore di Storia della Chiesa e Teologia, Università di Harvard; Professore di Storia della Chiesa, Tufts College.
E. Burdette Backus—Ministro Unitariano.
Harry Elmer Barnes—Dipartimento Generale della Redazione, Giornali ScrippsHoward.
L.M. Birkhead—Il Centro Liberale, Kansas City, Missouri.
Raymond B. Bragg—Segretario, Conferenza Unitariana dell’Ovest.
Edwin Arthur Burtt—Professore di Filosofia, Scuola Sage di Filosofia, Università di Cornell.
Ernest Caldecott—Ministro, Prima Chiesa Unitariana di Los Angeles, California.
A.J. Carlson—Professore di Fisiologia, Università di Chicago.
John Dewey—Università della Columbia.
Albert C. Dieffenbach—Ex Caporedattore de The Christian Register.
John H. Dietrich—Ministro, Prima Associazione Unitariana, Minneapolis.
Bernard Fantus—Professore di Terapeutica, Scuola di Medicina, Università di Illinois.
William Floyd—Caporedattore de The Arbitrator, Città di New York.
F.H. Hankins—Professore di Economia e Sociologia, Smith College.
A. Eustace Haydon—Professore di Storia delle Religioni, Università di Chicago.
Llewellyn Jones—Critico letterario ed autore.
Robert Morss Lovett—Caporedattore, The New Republic; Professore di Inglese, Università di Chicago.
Harold P Marley—Ministro, Fratellanza della Religione Liberale, Ann Arbor, Michigan.
R. Lester Mondale—Ministro, Chiesa Unitariana, Evanston, Illinois.
Charles Francis Potter—Leader e Fondatore, Prima Associazione Umanista di New York, Inc.
John Herman Randall, Jr.—Dipartimento di Filosofia, Università della Columbia.
Curtis W. Reese—Direttore, Centro Abraham Lincoln, Chicago.
Oliver L. Reiser—Professore Associato di Filosofia, Università di Pittsburgh.
Roy Wood Sellars—Professore di Filosofia, Università di Michigan.
Clinton Lee Scott—Ministro, Chiesa Universalista, Peoria, Illinois.
Maynard Shipley—Presidente, Lega della Scienza dell’America.
W. Frank Swift—Direttore, Associazione Etica di Boston.
V.T. Thayer—Direttore dell’Educazione, Scuole di Cultura Etica.
Eldred C. Vanderlaan—Leader della Fratellanza Libera, Berkeley, California.
Joseph Walker—Avvocato, Boston, Massachusetts.
Jacob J. Weinstein—Rabbi; Consulente ai Studenti Ebrei, Università della Columbia.
Frank S.C. Wicks—Chiesa Unitariana di All Souls, Indianapolis.
David Rhys Williams—Ministro, Chiesa Unitariana, Rochester, New York.
Edwin H. Wilson—Caporedattore, The New Humanist, Chicago, Illinois; Ministro, Terza Chiesa Unitariana, Chicago, Illinois.

Tradotto e redatto da Ian Mc Carthy, referente 2020 per il percorso umanista
Copyright © 1933 di The New Humanist e 1973 della Associazione Umanista Americana

Please follow and like us:
error