Un risveglio alla nostra portata

Cari amici,

nell’augurare a tutti buona Pasqua, mi accingo ad un intervento più breve del solito per dare spazio ad un analogo intervento del Pastor Falasca, nell’ottica di un messaggio pastorale plurale, e auspicabilmente coerente nella sua diversità.
Mi limito dunque a tre elementi, ad abozzare una risposta a tre domande che frullano nella testa di ciascuno di noi in questo periodo. La prima è: Gesù è veramente risorto? La mia risposta è “dipende”. Il Cristo si risveglia in noi ogni volta che creiamo le condizioni adeguate per farlo. Il Cristo è uno stato della nostra anima cui è compito nostro accedere, attraverso l’ascolto il pensiero e l’atto. Non è una cosa che possa essere decisa una volta per tutte, tantomeno è qualcosa che sia stato deciso 2000 anni fa. Cristo risorge ogni volta che, od anche se e solo se la nostra anima è una degna cristo – fora, portatrice di Cristo. In questa visione c’è un fondo di pessimismo è vero, poiché nessuna anima è davvero completamente degna, ognuno di noi è intermittente nei propri atti, e il risveglio di Cristo è una esperienza spesso poco nitida e disturbata, come in quei posti in cui non ci sia campo per il cellulare. Ma accanto a questo, guardando il bicchiere mezzo pieno, io non esito a dire che la resurrezione di Cristo non solo sia certamente avvenuta, ma sia anche continuamente interveniente nell’animo di ciascuno che voglia dirsi cristiano. Ma questo risveglio, e siamo alla seconda questione, questo evento in Cristo, cambia davvero la storia dell’umanità? Si e no. Si, per quanti intimamente ed autenticamente credono nei valori cristiani. Essi hanno ricevuto nel Vangelo, una insostituibile testimonianza di tali valori, che davvero ha cambiato la loro storia e parte della cultura occidentale. No perché Gesù non è e non sarà il solo Maestro degno di attenzione nella storia dell’umanità. ce ne sono molti altri, tutti degni del più profondo rispetto, per fino quelli che siano stati autentici portatori di speranza, e noi non l’abbiamo saputo o non possiamo saperlo. Infine, terza e ultima questione odierna è quale futuro per l’umanità? Cosa centra ciò che abbiamo fatto oggi con le sorti del futuro prossimo del mondo? Una importante analogia a parer mio non è da sottovalutare. L’umanità negli ultimi decenni è stata seriamente intorpidita dalla demagogia prima e dal virus poi, occorre dunque risvegliarci ogni giorno e ripensare quali siano i valori sui quali vogliamo rifondare la nostra società, facendo attenzione a un aspetto forse troppo spesso trascurato. Essere cristiani non è affatto semplice. Proporre carità solidarietà e speranza in questo mondo non è non è privo di costi e di sacrifici. E’ chiaramente una scelta che implica per ciascuno di noi, e per i vari gruppi di cui facciamo parte, una rinuncia, non immediata non banale non facile, ma realmente possibile all’umanità come specie. Fino al punto in cui l’umanità sarà in grado di mettere in atto una rinuncia come singoli per ottenerne un vantaggio come specie, allora Cristo potrà dirsi, Risolto, il Regno vicino e la Resurrezione da uno stato di feralità compiuto, ma affinché ciò accada occorre un impegno costante anche nostro

Risvergliamola questa umanità, capace di pensarsi come gruppo e non come singoli

Nasè Adam
Amen
Rob

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