I 7 Principi ai tempi del virus

Cari amici,

Mi sono chiesto: in che modo i 7 principi possono farci da guida in un momento come questo? Come possono aiutarci a leggere ciò che accade? Che futuro ci prospettano. Analizziamo dunque l’impatto di alcuni di essi, secondo la mia opinione. Durante la comunione dei fiori potremo approfondire il discorso insieme.

I – Il valore e la dignità intrinseca di ogni persona

Credo che la prima buona notizia sia che il mondo si sia fermato, accettando un danno senza precedenti, per salvare il maggior numero di vite possibile. Fino a non molto tempo fa sarebbe stato il contrario, questo dobbiamo riconoscerlo ed apprezzarlo, ma questo non basta: corriamo il rischio concreto di dover mettere i medici in condizione di scegliere chi curare: questa è una eventualità che dobbiamo impegnarci tutti a scongiurare, educando alla prevenzione per quanto possibile e facendo donazioni per quanto possibile

II – La giustizia, l’equità e la compassione nei rapporti umani

E’ una sfida che senza compassione, senza solidarietà, senza un fare squadra perdiamo

III – L’accettazione reciproca ed l’incoraggiamento alla crescita spirituale nelle nostre congregazioni

Vi ho detto di quanto noi UU italiani possiamo insegnare al mondo spirituale, unitariano e non, sull’essere Chiesa, sull’essere gruppo in un’era digitale, sul fatto che si possa essere insieme, pregare insieme essere uniti, anche senza mettere a repentaglio la vita dei fedeli. E il modello del saluto serale, che abbiamo sperimentato da poco, si sta, per fortuna, affermando anche altrove.

IV – La libera e responsabile ricerca della verità e del significato della vita

Cosa significa vivere in un momento in cui il nostro naturale diritto alla socialità ci viene negato? In un momento in cui, senza un vero campanello d’allarme preventivo, la nostra vita e/o quella dei nostri cari può essere messa in pericolo? La spiritualità può aiutarci a dar significato a questo tempo di angosciante attesa, offrendoci prospettive e sensi nuovi per guardare la realtà, una opportunità di fare emergere e curare le ferite che il tempo e la consuetudine ha causato, di lenire la legittima paura che tutti abbiamo Occorre che la stesa razionalità che abbiamo nei secoli usato contro dogmatici e baciapile, ora impariamo anche a utilizzarla contro quanti, in nome di un discutibile concetto di libertà, insegnano cattivi comportamenti, che possono mettere a repentaglio la vita di molte persone; occorre che ci impegniamo ad insegnare ai più ad un uso virtuoso dei social e ad una verifica più critica delle fonti, in modo che dal nostro impegno nasca una decisa affermazione della verità, rispetto alle fandonie, spacciate troppo spesso per libertà di opinione, che troppo spesso inducono persone ignare in errore. Occorre che lottiamo per dare nuova linfa e nuovo valore al concetto di competenza, che da troppi anni è caduto in disuso e della cui palese assenza oggi paghiamo conseguenze a livello mondiale

V – Il diritto della coscienza e l’utilizzo del processo democratico nelle nostre congregazioni e nella società in generale

Interessante anche il tema della democrazia, che ha dovuto subire qualche colpo data la situazione contingente. Una delle patologie al processo democratico è il suo carattere lungo e frammentato che la rende difficilmente adeguata a rispondere efficacemente a minacce importanti e urgenti. Occorre ripensare il processo, sempre su base democratica, in modo che sappia, quando serve, agire ad una sola voce.

VI – L’obiettivo di una comunità globale con pace, libertà, e giustizia per tutti

Quanto ci stiamo dimostrando comunità globale? Beh, ci siamo mossi e ragioniamo in ordine sparso: cinesi, italiani inglesi, ma anche lombardi, romani, piemontesi, qui una cosa di là un’altra. Il virus ci ha trovato scoordinati e impreparati. Medici e istituzioni senza una linea comune, chi banalizza(va), chi prefigura scenari non certo rosei.  E’ mancato e manca un piano globale per la gestione delle emergenze, un fondo economico preventivo sostenuto da tutti gli stati, un protocollo d’azione congiunta, e una dotazione minima per le emergenze, pronta prima e non durante il caos. Un piano medico di intervento coordinato in cui tutti i Paesi insieme e contemporaneamente trovino una soluzione, lontano da logiche che poco c’entrano con l’emergenza Utopia? Qui mi inalbero molto. E’ più utopico quello, o è più improbabile pensare che il mondo intero sia chiuso in casa? E’ più logico costruire qualcosa per la salute, sul modello di ciò che già si fa per la guerra o chiedere al mondo intero di snaturare per mesi l’intrinseca socialità dell’essere umano?

VII – Il rispetto per la rete interdipendente di tutta l’esistenza della quale facciamo parte

Ma ci sono anche degli aspetti positivi: stiamo cominciando, tardi e piano quanto volete, a ragionare da squadra in un unico Regno la Terra, molti di quelli che hanno di più stanno donando a favore di quelli che hanno di meno, alcuni farmaci vengono offerti gratuitamente, aiuti arrivano da tutto il mondo, c’è una rete mondiale che, seppur non molto coordinata, e sebbene non manchi qualche testa di quiz, si sta creando e sta trepitando per trovare insieme una soluzione

 

In generale dunque i Principi, come sempre, nella interpretazione che noi italiani dobbiamo al Falasca, più che indicarci dei dati di fatto, ci propongono delle sfide e le sfide sono chiare: imparare a ragionare come specie e non come singoli, avere degli organismi mondiali che possano far sentire in maniera forte e agevole la propria presenza in ogni parte del mondo, avere dei protocolli di intervento chiari coerenti e facilmente applicabili, superare, attraverso il principio d’Amore, gli egoismi degli uomini piccoli che urlavano prima questi o prima quelli, poichè, di fronte a un virus, non ci sono nazionalismi che tengano

 

Insomma, non tutto il male è venuto per nuocere, ci ha anche indicato una strada chiara e precisa da seguire

Facciamolo quest’uomo, in grado di seguirla e di far fare un salto di qualità, nuovo e imminente, alla nuova umanità

Nasè Adam

Amen

Rob

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