Attenti al palo!

 

Gv:7:5 Neppure i suoi fratelli infatti credevano in lui. 6 Gesù allora disse loro: «Il mio tempo non è ancora venuto, il vostro invece è sempre pronto. 7 Il mondo non può odiare voi, ma odia me, perché di lui io attesto che le sue opere sono cattive.  […] 16 Gesù rispose: «La mia dottrina non è mia, ma di colui che mi ha mandato. 17 Chi vuol fare la sua volontà, conoscerà se questa dottrina viene da Dio, o se io parlo da me stesso. 18 Chi parla da se stesso, cerca la propria gloria; ma chi cerca la gloria di colui che l’ha mandato è veritiero, e in lui non c’è ingiustizia. 19 Non è stato forse Mosè a darvi la Legge? Eppure nessuno di voi osserva la Legge! Perché cercate di uccidermi?». 20 Rispose la folla: «Tu hai un demonio! Chi cerca di ucciderti?». 21 Rispose Gesù: «Un’opera sola ho compiuto, e tutti ne siete stupiti. 22 Mosè vi ha dato la circoncisione – non che essa venga da Mosè, ma dai patriarchi – e voi circoncidete un uomo anche di sabato. 23 Ora se un uomo riceve la circoncisione di sabato perché non sia trasgredita la Legge di Mosè, voi vi sdegnate contro di me perché ho guarito interamente un uomo di sabato? 24 Non giudicate secondo le apparenze, ma giudicate con giusto giudizio!». […] Mc 2:27 Poi disse loro: «Lo Shabbat è stato fatto per l’uomo e non l’uomo per lo Shabbat […] Mt 5:17 «Non pensate che io sia venuto per abolire ma per portare a compimento.

Cari Amici,

Quello che mi piace di essere uno UU è che io possa tranquillamente storcere il naso rispetto ad alcune affermazioni del Maestro senza che mi si buchino le gomme. Perchè storco il naso? Perchè credo che la predicazione debba tener conto dell’uditorio, un concetto utile con ebrei ultraortodossi, come quelli con cui viveva Gesù, potrebbe rivelarsi deleterio in un contesto molto diverso, come un gruppo di UU. Lasciate che mi spieghi: secondo Gesù le regole e la liturgia comunitaria, nel loro carattere routinario e ripetitivo, vanno rispettate, proprio perchè da questo carattere routinario si può trarre quella stabilità, quella certezza, che è fondamentale affinchè il seme divino possa crescere in noi in maniera efficace e protetta, e noi abbiamo qualcosa di stabile e fisso nei momenti bui cui aggrapparci. Gesù dice che sono possibili alcuni casi eccezionali in cui in nome di una più alta esperienza spirituale ottimale, si possa derogare dalle regole per seguire l’estro del momento. Gesù ci insegna che il seme divino spesso funziona per sviluppi non progressivi, ma per “salti” che vanno assecondati. Ma sono appunto casi eccezionali, cosa ben chiara in una mentalità ultraortodossa. Il paradosso è che lo stesso discorso, fatto in ambiente UU, rischia di far diventare l’eccezione una regola e di ridurre il singolo credente ad un neonato spirituale che non cresca mai e che sia condannato ad un eterno e sterile girotondo spirituale, attratto qua e là, senza costrutto, dalle luci che casualmente incontra. Essere ministri UU è molto impegnativo perchè tu hai in mano una fuoriserie, ma devi cercare di convincere chiunque la voglia provare a non fare lo spaccone e ad avere l’umiltà di imparare come si guida un fuoriserie, altrimenti ci si schianta al primo palo. Ecco dunque che penso che il medico Gesù, se si fosse trovato davanti a degli UU avrebbe insistito molto di più sulla necessità di regole piuttosto che sulla possibilità di eccezioni. Allora iniziamo a imparare che lo UUismo non è solo ciò che legittima tutte le eccezioni che mi vengono in mente, ma anche ciò che mi richiede una regola da seguirsi per almeno un ciclo. Non esiste uno UUismo senza una disciplina che renda saliente la via spirituale. La disciplina è come un cartello stradale a più indicazioni che ci indichi un numero finito di direzioni possibili, quelle che possono aver significato nella nostra crescita. Muoversi senza cartelli, basandosi solo sull’estro del momento, ci espone troppo a girotondi privi di significato. Qui il Maestro sottolinea un aspetto fondamentale troppo spesso colpevolmente negletto dagli esegeti molto più bravi di me: il Vangelo vuole essere una ripresa, non del tutto fedele per limiti oggettivi, delle parole di Gesù e l’intento di quest’ultimo non è mai stato quello di fare un libro di epistemologia, di fisica o di metafisica, ma un manuale di pratica, spirituale e morale, che fosse utile per chi avesse la pratica come fine. Se io avessi in mano un libro di cucina, non mi chiederei se ciò che dice sia vero o falso, ma semplicemente se le ricette siano buone o no; se avessi in mano un manuale di funzionamento della tv, nemmeno questo sarebbe vero o falso, ma utile o inutile a seconda del fatto che le istruzioni che vi sono scritte si adattino o meno al mio telecomando. Così il Vangelo non è un libro di metafisica, non è vero o falso, ma un manuale di pratica, spirituale e morale, che si propone di essere utile per formare e consigliare chiunque voglia padroneggiare tale pratica. Le parole di Gesù vanno rilette alla luce del nostro intento di fare una esperienza spirituale ottimale. Se davvero ci disponessimo a trovare uno spazio per sentire appieno il seme spirituale che lavora dentro di noi, ci accorgeremo di avere progressivamente qualche difficoltà sugli spazi, sui modi, sui tempi, sui contenuti della nostra pratica. Il Vangelo vuole esserci d’aiuto in questo, seguire il fedele in formazione, consigliarlo passo dopo passo, esserci nelle difficoltà e presentare al progrediente difficoltà successive. Anche la Comunione dovrebbe essere questo, uno spazio per praticanti in cui confrontarsi e consigliarsi, ma spesso così non è: da teatro dei problemi di pratica spirituale diventa spazio di autoaffermazione fino al punto in cui persino questo strumento eccezionale venga snaturato e reso in efficace. Pensate ad un giochino: provate a disporvi a pregare/meditare. Che difficoltà incontrate? Ora aprite il Vangelo (o i vostri testi di riferimento) e scoprirete che per ciascuna di esse il Maestro ha consigli e ammonimenti.Nella Comunione dei Fiori Domenica proviamo a raccontarci le nostre difficoltà sul cammino. Siamo all’ultimo punto di questo passo: la questione della popolarità. Alzi la mano chi non vorrebbe essere popolare, amato seguito, stimato in ogni dove É umano. Ma é altrettanto umano che cosi non sia. Il Maestro sa che a volte, anzi direi piuttosto spesso,se si vuole rappresentare la via della crescita per un individuo o un gruppo di individui, bisogna non aver paura di essere impopolari e indicare la via dalla quale si è discostati. Pensiamo a un padre che sappia che il figlio si diverte ai videogames, ma glieli moderi facendolo studiare in nome di un bene futuro. Certamente sarà odiato dal ragazzino, certamenteil ragazzino dirà che studiare non serve,che è inutile, che è da bacchettoni, ma poi…col senno di poi,ciascun ragazzino ringrazia il padre per essere stato fermo su alcune posizioni, Così è nella CUI: ci sono momenti in cui ciascuno di noi ha letteralmente bisogno che l’altro otre l’abbraccio e il sorriso usi anche la fermezza nell’indicare l’orizzonte di crescita individuale e collettivo. Ognuno di noi affronterà periodicamente nella vita momenti in cui, per un verso o per l’altro sbagli ecceda derogando a uno dei nostri tre principi e abbandonandosi alla sregolatezza (moderazione) alla noncuranza (dedicazione) e all’egoismo (carità). Capita a tutti, anche e soprattutto a me. E a me piace pensare ad una comunità che possa avere anche per me la doppia funzione: da un lato l’abbraccio che dica “siamo con te”, dall’altro l’ammonimento che dica “piantala di fare il pirla”. Abbiamo un bel dire che i peccati siano relativi… Mica tanto, ciascuno di noi sa cosa sregolatezza, noncuranza ed egoismo causino in lui. Ora dunque chiudo chiedendovi di porvi due coppie di domande, di cui poi, se volete potremo discutere. 1a) In che modo la comunità mi fa sentire accolto? 1b) In che modo il mio comportamento risulta accogliente per altri nella comunità? 2a) In che modo la comunità è per me un pungolo, un esempio e uno sprone nel mio percorso spirituale? 2b) In che modo io, col mio comportamento in comunità, cerco di essere da sprone, e da esempio virtuoso per gli altri? Meditiamo su queste domande Nasè Adam, Amen Rev Rob

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