Essere quel Ritratto

Cari Amici,
Parlando con un’amica ho ascoltato queste parole:
Come sarebbe facile se Dio ci desse un segno di sè, sarebbe tutto più chiaro, tutto più facile. Ognuno di noi darebbe, guidato da quel segno, una prova di sè, riuscirebbe con più facilità a trarre il meglio da sè, invece il tuo (?) Dio tace e noi siamo nei casini.
La cosa mi è suonata subito strana perchè credo fermamente che mai come oggi Dio ci lanci segnali. Il segnale più forte è quello di bambini sui barconi che muoiono annegati e noi lì di fronte. Il segnale c’è: forte, chiaro e inequivocabile. Negli occhi di un bambino sofferente Dio si palesa e ci chiama, ci chiama ad essere uomini veri, ci chiama a crescere insieme nella prospettiva del Regno, ci chiama soprattutto a una scelta morale radicale. Sono uomo o ominicchio?
Però voglio dire anche un’altra cosa: noi abbiamo una scintilla divina dentro di noi, che costitutivamente ci porta verso il bene, ci fa riconoscere ciò che sarebbe giusto. E’ curioso dirlo, ma anche gli ominicchi, che spuntano come funghi in questo periodo, sanno di mettere in atto un comportamento immorale e sentono la protesta della loro intima scintilla divina che toglie loro la pace. E allora cosa fanno? Cercano, attraverso un uso deteriore della ragione, degli argomenti per allontanare da sè l’amaro calice dell’immoralità, cercano conforto reggendosi l’un l’altro, o negando la triste verità della sofferenza, contraffacendo sondaggi, falsificando prove, mistificando la verità e tutte le altre curiose amenità.
Qual è il nostro compito in tutto questo? Ognuno ha diritto di vivere la cifra morale che personalmente ritiene corretta per la propria vita. Non sta a me giudicare, ci penserà semmai il Principale, ma non voglio che suoni come una minaccia, ritengo spassionatamente che ognuno debba fare il proprio mestiere e lascio al Capo giudicare le coscienze e valutare se e quando sia il caso di essere clemente. Nostri sono altri compiti che, non volendo infalaschirmi, tenterò di riassumere nei 4000 caratteri che mi sono rimasti.
1)
Impedire agli ominicchi di allontanare da sè il peso morale della loro scelta: dobbiamo disinnescare la coltre di fumo razionale dietro la quale si nascondono per riportarli al momento ultimo, alla scelta di fondo, non ci sono francesi, non ci sono tedeschi, non ci sono Europe, non ci sono numeri gonfiati ad arte: c’è solo una scelta morale fondamentale: sono uomo o ominicchio? Il nostro dovere è sciogliere (è abbastanza semplice) questi argomenti per riportare la questione sulla scelta morale fondamentale.
2)
In special modo dovremo batterci in ogni quartiere affinchè gli ominicchi non si impossessino del Vangelo e dei simboli sacri. Quando lasci persone morire di stenti, non difendi il crocifisso, nutri solo il tuo egoismo. Il messaggio del vangelo, così discutibile per tanti aspetti, è molto chiaro sul concetto di accoglienza dei poveri e degli indifesi. Brandendo i simboli sacri come se fosse un idolo, l’ominicchio non sta asservendo Dio, ma un nuovo vitello d’oro, gonfio del tuo stesso egoismo. Liberissimi di farlo, ma giù le mani da chi ha dato la vita per gli altri, perchè dicendo che ciò che accade nel mediterraneo non è affar vostro, avete scelto (legittimamente) di non essere seguaci di Gesù.  Così facendo, dimostrate che voi non siete poi tanto meglio di quegli altri fondamentalisti cui dite di contrapporvi, in una gara di imbecillità in cui nessuno vince, ma unica a perdere è solo l’umanità.
3) Dobbiamo mettere in chiaro che la ragione è uno strumento complesso, che può essere usato bene o usato male. Wilber ha parlato in modo chiaro di un dominio razionale ben distinto da uno pre-razionale, quello del dogma, in cui la ragione potrebbe legiferare ma il soggetto non vuole, e da uno ultra razionale, in cui la ragione non può legiferare. Il proposito di Carità, uno dei tre sui quali fondiamo la nostra morale, è proprio in quella dimensione ultra razionale che non può essere accessibile alla ragione. Dobbiamo dunque reclamare il valore morale della scelta di campo e denunciare l’argomento razionale come fumo negli occhi gettato da chi non voglia sopportare il peso delle proprie scelte. Insisto spesso sul valore imprescindibile della pratica quotidiana, insisto spesso sul fatto che ci sarebbero tante buone ragioni per non praticare (lavoro, famiglia, figli) ma che non dobbiamo farci sedurre dall’uso deteriore della ragione e dobbiamo aver la forza per lasciare quello spazio come non negoziabile. Se imparassimo a farlo sul piano personale, impareremmo a farlo anche su quello sociale
4) Dobbiamo girare lo sguardo degli ominicchi verso quelli che sono i veri problemi, la diseguaglianza sociale a livello mondiale e le azioni criminali che non hanno colore, sono semplicemente sbagliate. Dobbiamo aver la forza di dire che un traguardo (presunto) raggiunto solo da pochi non è un traguardo moralmente accettabile e, soprattutto non è nel segno di quel Regno che professiamo se ci diciamo cristiani. Agli slogan che urlano #primanoi, dobbiamo aver la forza di rispondere che c’è un solo grande noi, l’umanità, e che di fronte all’essere umano non ci sono divisioni, partizioni e particolarismi che non siano frutto di miopia ed egoismo. Di fronte al #primanoi dobbiamo saper rispondere #camminiamoinsieme. Una società che veda il traguardo del benessere raggiunto solo da pochi, non è il modello di società che vogliamo, ognuno di noi è chiamato a fermarsi prima di un ipotetico traguardo personale e attardarsi per aspettare quanti siano rimasti indietro.
5) In un’epoca in cui chi si occupa di cultura si vanta di non leggere da anni, voglio concludere con una immagine di un libro: il Ritratto di Dorian Gray. Per un curioso incantesimo, l’aspetto di Dorian non si imbruttisce neanche se e quando egli compia le peggiori malefatte. Il viso rimane intatto, ma il ritratto che lo ritrae si imbruttisce ogni giorno, mostrando a Dorian il suo vero volto, con una efficacia tale da rendergli quella visione insopportabile. Ecco noi dobbiamo essere quel ritratto, dobbiamo mostrare ai tanti ominicchi che ci circondano qual è il vero aspetto morale delle loro scelte, qual è il loro vero volto, a prescindere da quanto forte possa essere il consenso di altri ominicchi. Non abbiamo grosse cose da fare se non mettere queste persone davanti ad uno specchio morale che mostri loro il vero volto che hanno e che cercano di nascondere

Allora facciamolo quest’uomo capace di riflettere il vero contenuto morale delle azioni e di agire secondo il reale messaggio evangelico, a prescindere da quanto difficile e impopolare possa essere

Nasè Adam
Amen
Rob





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